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  1. Crisi ‘made in Spain’: più disoccupazione e recessione entro il 2008

    ottobre 2, 2008 by La Vyrtuosa

    Mentre tutto il mondo si domanda cosa ne sarà degli Stati Uniti e dell’economia globale, problemi che destano, finalmente, preoccupazione anche nel nostro paese (è giunta alla fine la storiella che se il mercato Usa crolla, l’Italia non sarà minimamente toccata: il contraccolpo, seppur di poco rilievo, ci sarà, eccome), io voglio parlare della Spagna. Un po’ perchè tanto sugli Stati Uniti c’è già chi segue per filo e per segno gli affondi della Borsa, un po’ perchè tanto si rimarrà in questa situazione di stallo fino alle elezioni del nuovo Presidente Usa (ma guarda che strana coincidenza!). E, poi, un po’ perchè così ci sentiamo tutti cittadini del villaggio globale, senza soffermarci eccessivamente sul paese capitalista che sta soffrendo (?) la Grande Crisi del 2008.

    España, quindi. Patria di Cervantes, Federico Garcìa Lorca, Picasso, Gaudì. O, se volete, degli Ska-P, di Penelope Cruz e del Real Madrid. Insomma, anche loro hanno “qualcuno” di cui vantarsi in tutti i campi. Ora, però, è diventata anche la patria dei cosiddetti “erasmus“, ovvero gli studenti che decidono di intraprendere l’esperienza universitaria all’estero. Ma anche l’esperienza del puro cazzeggio in terra straniera, che, si sa, ha un gusto tutto diverso. E, infatti, c’è chi alla fine di settembre pensa a rinnovare la tintarella in quel di Malaga. E, poi, il clima, le feste, la movida (quella vera!), i monumenti, i musei, le università: tutto andrebbe nella direzione del cosiddetto ”vivere bene”.

    Però fino a pochi anni fa, la Spagna, aveva non pochi problemi a livello economico. E anche lo stile di vita non era dei migliori. Poi, soprattutto con Zapatero e le sue riforme di liberalizzazione, “il paese è riuscito a ottenere una crescita annua forte. Il turismo e l’edilizia, insieme alla flessibilità del lavoro, hanno contribuito alla riduzione della disoccupazione”. Gli italiani in Spagna sarebbero circa 70.000 tra residenti, studenti Erasmus e giovani in cerca di un futuro migliore con posti di lavoro meglio retribuiti rispetto a quelli di casa nostra. Ma, ad oggi, la realtà dei fatti è ben diversa: mezzo milione di disoccupati in più, famiglie indebitate, capitali in fuga.

    Casimiro Garcìa-Abadillo, vicedirettore de El Mundo, ha analizzato l’andamento economico del paese: dal 1996 al 2007 il consumo interno è aumentato e il settore immobiliare, in cui si sono concentrati i risparmi,  è stato protagonista di un vero e proprio boom, soprattutto grazie a crediti a tassi agevolati e aiuti fiscali nell’acquisto di abitazioni. Ma, durante l’ultimo anno, le congiunture sfavorevoli, quali il rialzo del prezzo del petrolio, l’aumento dei tassi di interesse, il deterioramento del contesto internazionale, la crisi finanziaria, che ha portato a una restrittiva politica creditizia delle banche, e un taglio ai fondi europei, hanno fatto in modo che la crescita del paese sfiorasse lo 0% in 12 mesi.

    Insomma, gli spagnoli si sono lasciati andare a un consumismo sfrenato e hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità.  Giustamente, alla fine, date le premesse più che positive del governo Zapatero. E ora è crisi, la recessione giungerà entro la fine del 2008. Periodo nero per la tierra caliente d’Europa. Sarà davvero la fine del “sogno spagnolo” per gli iberici e per tanti studenti e giovani in cerca di lavoro? Intanto, tutti i miei amici continuano ad andarci in Erasmus.