Posts Tagged ‘Sicurezza’

“Uccidiamo Berlusconi”: killer virtuali su Facebook

Alle ore 8,30 di giovedì 22 ottobre sono ben 15.519 i possibili killer di Berlusconi. Su Facebook il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” continua a reclutare soldati virtuali che potrebbero attentare alla vita del nostro premier. Stando, almeno, alle parole del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ha fatto aprire un’inchiesta alla Procura di Roma con l’ipotesi di minacce gravi alla sicurezza del presidente del consiglio. Dato che la nostra sicurezza  è solo qualcosa di cui ci si ricorda solo in occasione di stupri, rapine e violenze  tra le mura di casa,  il braccio destro di SB, invece, si impegna costantemente a tutelare la vita giudiziaria e fisica di un uomo che, ormai, presumo sia “sull’orlo di una crisi di nervi” (cit.).

Noi i nervi li abbiamo fatti saltare già da un discreto numero di tempo, vivendo sempre  nella speranza che sia giunta la sua ora. Ma non nel senso di ritrovarcelo sotto terra (destino comune a tutti noi esseri umani), ma nel puro, semplice e logico significato di: ti sei divertito abbastanza, hai combinato una quantità sconsiderata di casini (e non sei in fase adolescenziale, quando si risolve tutto con un “crescendo, metterà la testa a posto”), è il momento di lasciare la politica, di trovarti una badante e dedicarti al tuo hobby preferito (in quel caso nessuno avrà nulla da ridire, sul tuo hobby preferito).

uccidiamob

Tornando al gruppo su facebook, aggiungo solo un paio di considerazioni:

1) D’accordo, non è il massimo della gentilezza inneggiare alla morte di qualcuno o alimentare l’odio verso una persona, ma allora tutti i gruppi contro gli zingari, i rumeni, gli stranieri, gli omosessuali? O quelli che sognano un ritorno del Duce per portare alla rinascita questo paese (e al decesso degli oppositori)? Ricordo che quest’ultimo è denominato apologia di fascismo ed è un reato a tutti gli effetti.

2)Forse non è il modo migliore per fare opposizione, mi pare più una sorta di antipolitica venata, in questo specifico caso, anche da tanta sconfortante ironia. Ecco qualche commento non ancora censurato : “ma dai se andiamo in galera, il nostro curriculum si arricchisce e finalmente potremmo aspirare in un posto fisso nelle istituzioni e in parlamento” oppure “ Di una cosa però dovete dare atto a Berlusconi, abbiamo tutti molto tempo a disposizione a quest´ora del mattino dove tutti potremmo essere al lavoro” e, infine, “ Presidente è un suo diritto, si faccia processare. Se poi la condannano vedrà che in cella avrà il conforto dei parenti…e degli amici degli amici..”.

Dunque, non mi sembra che nessuno voglia attentare alla vita di Berlusconi – nonostante  le recenti minacce contenute in una missiva di brigatisti dell’ultim’ora – si condividono opinioni, magari non in modo del tutto educato e, forse, denotando una certa leggerezza di fondo. Ma chi ci ha portato a tutto questo?

22

10 2009

Veneto: pistole e soldati contro i venditori abusivi

Come si inizia un post dopo più di due mesi di latitanza? So perfettamente che la mia assenza ha causato crisi epilettiche e attacchi di panico, ma l’importante è che sia tornata, giusto? Vi basti sapere, però, che il mio libretto universitario ha beneficiato della mia assenza internettiana e che sono a – 2 esami dalla laurea. Gioite!

Ora, dato che siamo al 4 agosto, piena estate e periodo di ferie – furba a scrivere post che non leggerà nessuno eh? Ma io confido nella crisi e in un numero elevato di fancazzisti che trascorrono le loro giornate davanti al pc (un po’ come la sottoscritta) – mi pareva giusto dare spazio a una notizia strettamente legata al lavoro (abusivo, ma tutti noi in Italia sappiamo che c’è di peggio di cui lamentarsi), alla spiaggia, al mare e ai paladini della giustizia.

no-abusivi

Il viaggio ha come destinazione il Veneto: non vi piace? Vedrete quanto è all’avanguardia con le sue iniziative all’insegna del comfort e della sicurezza personale sotto l’ombrellone. Ci sarà anche l’animazione lungo tutto il litorale della zona: contro i venditori ambulanti “scendono in campo armati di pistole, nelle loro eleganti divise azzurre e blu, gli agenti della polizia provinciale, distolti per l’occasione dai loro habitat naturali di controllo della caccia e della pesca. Perché sono forze dell’ordine a tutti gli effetti”. Magari sono io che fraintendo sempre, ma può essere che quelle siano pistole-giocattolo riempite con l’acqua. Oppure con dei liquidi colorati, così i nuovi “miami vice” possono anche organizzare gare e tornei sulla spiaggia di “Colpisci il vu’ cumprà (e sequestragli la merce!)”. E’ il nuovo gioco dell’estate, divertimento assicurato e tantissimi premi in palio. Scegli il tuo colore e dai la caccia al poveraccio che pur di vendere un paio di occhiali cammina ore sotto il sole anche quando la colonnina di mercurio raggiunge i 41 gradi (e qui in Puglia succede spesso durante il primo pomeriggio). Chissà se le divise blu riusciranno a sopportare il caldo, loro che preferiscono restare in macchina con l’aria condizionata anche quando vedono sfrecciare un motociclista senza casco.

Per tutto questo pacchetto-sicurezza estivo dobbiamo ringraziare la Lega, che ha sempre idee innovative per migliorare il nostro paese. Inoltre, per l’occasione il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha deciso di inviare 90 soldati dell’esercito nel comune di Venezia. Ormai è la soluzione che va di moda da circa un anno. Comunque, dopo  lo “sterminio” dei piccioni a Piazza San Marco, ai quali è ormai vietato dare da mangiare, ecco la caccia ai venditori abusivi. Chissà se almeno a loro si potrà offrire un panino senza essere multati.

04

08 2009

A Parma va in scena la violenza. Ma non a teatro

Parma razzista. Parma xenofoba. Parma contro gli immigrati, contro le prostitute, contro chi “non è come noi”. La città continua a far parlare di sè, ma non per la mostra del Correggio, nè per il Festival Verdi al Teatro Regio. Sono i fatti di cronaca a riportarla su tutti i giornali e su tutti i tg. Prima la vicenda della prostituta nigeriana fermata dai vigili urbani e fotografata seminuda per terra in una camera di sicurezza, ora il caso dello studente ghanese scambiato per un pusher, picchiato dagli agenti della polizia municipale e insultato per il colore della sua pelle. E stiamo parlando della città della “Carta di Parma“, il patto bipartisan che indica la nuova strada della sicurezza con più poteri ai sindaci e alle decisioni in materia.

Ed è proprio sull’aggressione ad Emmanuel Bonsu che sono state pronunciate parole ambigue dal segretario provinciale della Lega Nord di Parma, Roberto Corradi, intervenuto su Radio Padania Libera : «A fronte di una sempre maggior insofferenza dei cittadini italiani per la presenza, sul nostro territorio, di stranieri irregolari il cui comportamento, quando va bene, si pone al limite della legalità, le forze dell’ordine hanno il dovere di agire in modo anche deciso, scegliendo ovviamente il bersaglio giusto».

In pratica istiga a usare  le maniere forti quando il caso lo richiede. Ma quando il caso lo richiede veramente? Qui spetta al “buon senso”  del poliziotto. Fermare i delinquenti, certo, portarli in caserma, sbatterli dentro quando le accuse sono confermate dalle prove e dalle indagini. Ma, si sa, la divisa e una buona dose di intolleranza potrebbero avere la meglio. E, invece di seguire le regole dell’arresto, si preferisce seguire quelle della violenza. Non solo a Parma. Prima era Milano, poi Verona, poi Padova. Ogni periodo ha la sua città razzista. E generalizziamo pure, perchè sono pochi i cittadini che smentiscono tale accezione o che spendono parole sui casi che coinvolgono gli immigrati. Quindi, mi viene spontaneo dire “generalizziamo“. Se poi ci si mette anche una radio a portare avanti questi sentimenti, impegnandosi tra l’altro nella lettura dei messaggi che arrivano in diretta, nonostante siano più che offensivi, la vedo dura trovare una soluzione.

Io posso solo dire di essermi accorta, purtroppo, che Parma sta peggiorando di giorno in giorno. Non si vive solo di apparenza, ora si è insinuata anche quella diffidenza che si nota sui volti della gente per le vie della città. Gli sguardi sono sempre sugli stranieri, quelli che, anche con un lavoro onesto, sono sempre definiti “delinquenti”, “diversi”, semplicemente “quelli”. Ma non credo sia solo un problema di Parma. Vedremo chi  sarà il prossimo a prendere il testimone.

09

10 2008