Mens sana in corpore sano. Se il fisico non regge, inutile pensare di avere la possibilità di far lavorare il cervello. Il destinatario a cui mi rivolgo è la cantante Amy Winehouse, che stimo musicalmente, senza condividere il suo stile di vita. Venerdì 8 maggio è stata obbligata ad abbandonare il concerto al Festival Jazz di Santa Lucia, l’isola caraibica sulla quale ha trascorso recentemente una lunga vacanza, a causa di “motivi tecnici”. L’esibizione, infatti, è stata interrotta da una pioggia improvvisa, che ha causato il malfunzionamento delle luci e bagnato la strumentazione dietro al palco provocando problemi al suono. Nonostante ciò, la band ha provato a continuare con lo spettacolo, ma inutilmente. Ai disagi dovuti alle condizioni metereologiche si è aggiunta una performance non proprio degna di lode: pare che la Winehouse, in evidente stato confusionale, abbia dimenticato le parole di alcune sue canzoni, muovendosi in modo impacciato e stonando notevolmente, come si può notare dal video. Molti dei presenti, quindi, hanno iniziato a fischiarla e a lamentarsi, ricevendo dalla rehab(ilitated) questa risposta: “Scusate, mi annoio”. A un certo punto la Winehouse ha abbandonato il palco, lasciando il concerto a metà e un pubblico al quanto irritato.
Il talento riconosce il genio all’istante. Ma poi dargli una mano mi sembra il minimo.
