Posts Tagged ‘Pasolini’

  1. Pasolini pessimo educatore?

    maggio 15, 2009 by La Vyrtuosa

    In questo paese di santi e navigatori, a volte troviamo anche qualche poeta degno di essere ricordato e celebrato. In fondo, non a caso la letteratura italiana è stata da sempre esaltata come esempio di perfezione stilistica. Quindi, leggere che, durante l’edizione serale del Tg2, un giornalista ha pronunciato frasi come “Qualcuno dovrebbe spiegare a questi ragazzi che Pasolini era un pessimo educatore”, mi fa davvero venire i brividi. E non si tratta solo perché critica  uno dei più importanti scrittori italiani. Spero solo che abbia agito in tutta “coscienza” e consapevolezza e che abbia affermato tale idiozia dopo aver letto almeno qualche articolo e romanzo. Dopo essersi documenatato un minimo, insomma. Ma se Pasolini, e come lui anche altri artisti che hanno cercato di contribuire allo sviluppo culturale di questi paese, vengono additati come “pessimi educatori”, credo proprioche siamo giunti al livello più basso che si potesse toccare. Quali sarebbero, allora, gli esempi da prendere in considerazione? I politici? I concorrenti del Grande Fratello? Fabrizio Corona? Le veline? Sono questi i modelli di virtù da proporre alle nuove generazioni? In effetti è proprio quello che stiamo facendo. Se poi il giornalista del Tg2 si riferisse alle preferenze sessuali di Pasolini, allora non vedo che differenza ci sia tra lo scrittore e alcuni tronisti depilati e con le sopracciglia rifatte, che  senza pensarci due volte darebbero il culo al miglior offerente. E scusate i miei soliti francesismi. Anzi, non prendetemi in considerazione, che sono una “pessima educatrice”.

    pasolini2


  2. Saggezza in Italia? Lavori in corso…

    ottobre 29, 2008 by La Vyrtuosa

    L’intelligenza non avrà mai peso, mai
    nel giudizio di questa pubblica opinione.
    Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

    da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,
    un giudizio netto, interamente indignato:
    irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

    di questo popolo ormai dissociato
    da secoli, la cui soave saggezza
    gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

    Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -
    alzare la mia sola puerile voce -
    non ha più senso: la viltà avvezza

    a vedere morire nel modo più atroce
    gli altri, nella più strana indifferenza.
    Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

    Credo che non ci sia niente di più attuale come questa poesia. L’indifferenza regna. Solo che mi sembra si stia trasformando in vero e proprio odio e intolleranza verso tutto e tutti. E la speranza che qualcosa possa cambiare lascia spazio alla realtà con la quale facciamo i conti tutti i giorni. Il cambiamento, se mai avverrà, sarà una vittoria, ma il mio sconforto verso il futuro che ci attende è sicuramente una sconfitta.