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Un anello per restare vergini fino al matrimonio. Dopo viene l’Oscar per la miglior recitazione

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Quasi a tutte piacerebbe ricevere in dono dalla persona amata un anello di brillanti. Ma sareste disposte anche a portare al dito un purity ring, un anello della purezza, con la promessa di restare caste fino al matrimonio? Dopo il ballo di fine anno e quello delle debuttanti, ecco la nuova festa tutta americana dal titolo “Purity ball“, in cui le giovani ragazze a stelle e strisce promettono al padre di rimanere vergini fino al giorno delle nozze. E quest’ultimo, a sua volta,  promette  di vigilare sulla verginità della propria figlia. Forse  gli over 40 non sono consapevoli del fatto che l’adolescenza sia per antonomasia il periodo degli ormoni impazziti e che a 15 anni si ha la furbizia di escogitare sotterfugi di qualunque tipo, pur di sottrarsi alla presenza morbosa e assillante di genitori paranoici. Ma a quanto pare sono le stesse ragazzine a voler sfoggiare questa fedina che riporta anche la scritta “True Love Waits”, quasi fosse un memento copulaturus, ovvero, ricordati che dovrai concederti (prima o poi, aggiungo io) e lo dovrai fare SOLO con la persona che  ti accompagnerà dal geriatra e ti vedrà cadere tutti i denti, in poche parole. Meglio tenerlo a mente, non sia mai che venissero distratte da Zac Efron o dal compagno di banco che sbircia la scollatura troppo evidente. Sì, perchè il vincolo riguarda il sesso, mica il modo in cui poi escono di casa. Quindi, largo a mini vertiginose e labbra con 2 cm di lip-gloss.

Un po’ sullo stile di Miley Cyrus, l’Hannah Montana che nel telefilm si spaccia per brava ragazza di giorno, per poi trasformarsi in troione di sera e tenere concerti truccata da drag queen. La giovane bambina prodigio vuole rimanere illibata fino al matrimonio. Nel frattempo, però, non si tiene impegnata frequentando corsi di economia domestica. No, piuttosto si scatta foto in cui gioca a fare la modella. O la pornostar, fate voi. Fatto sta che a 15 ha già capito che mostrare tette e culo è la forma di “arte” migliore per fare soldi e per sentirsi una donna (=sgualdrina) a tutti gli effetti. Guarda caso, poi, fa parte della scuderia di Disney Channel, il Lele Mora dei baby-talenti, che con i suoi programmi ci ha donato stinchi di santo come Britney Spears. Anche lei aveva promesso di arrivare vergine al matrimonio, infatti presumo che abbia dato via qualcos’altro per arrivare al successo.  Comunque, anche se la Britney avesse mantenuto la promessa, non mi sembra che il suo (i suoi!!) matrimonio sia andato poi così bene. Non c’è un anello che aiuti a ricordare anche i doveri di un genitore verso i figli? A quanto pare ha anche rinunciato a lottare per l’affidamento della prole… ma questo è un altro (?) discorso.  Quindi, se volete dei nuovi guru con le facce da brave ragazze, sintonizzatevi sul canale di Topolino.

Insomma, anello sì, anello no? Sesso prima del matrimonio o dopo (con tutti gli eventuali rischi e delusioni, tra l’altro)? Queste ragazze sono obbligate da genitori eccessivamente religiosi o è una loro libera scelta ? Che poi, a 15 anni cosa ne sai del sesso? E del matrimonio? E della vita di coppia? Non si può giurare su  ciò  di cui si è praticamente all’oscuro. Qualcosa mi dice che seguiranno l’esempio di Britney. E non mi riferisco all’anello al dito.

(PS: noi, comunque, abbiamo Raffaella Fico che ha messo all’asta la sua verginità. Ma ignoro totalmente la parte del corpo inviolata alla quale si riferisca…)

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03 2009

Matrimonio: se lo conosci… lo eviti

Ormai, quasi ogni mio post scaturisce da una conversazione o uno scambio di commenti su msn o facebook, che non mi rende estremamente felice: preferisco di gran lunga chiacchierare face to face con lo sventurato di turno. Però, anche questa volta, il tema che affronterò a breve è stato partorito sul web da due menti geniali che metteranno al mondo un piccolo demonio tra circa 7 anni (abbiamo deciso il raggiungimento dei miei 30 anni di età per il concepimento). Ora, il mio interlocutore virtuale, in realtà, ha assunto da tempo indefinito le sembianze di una scimmia tabagista, ma il suo cervello riesce a equipararsi al nostro e, lo ammetto, anche a superarlo di gran lunga. Insomma, il discorso che è venuto fuori riguarda il matrimonio. Ecco, già quella parola mi mette ansia nel pronunciarla, figuriamoci a scriverla, scandendo ogni singola lettera con un battito di dita sulla tastiera. Lo ammetto, sono intollerante al matrimonio. A quello in chiesa soprattutto. Perchè mai dovrei usufruire di un’istituzione per sancire definitivamente il mio legame sentimentale? Io ne faccio anche una questione di idee, cioè non sono credente: mai andata al catechismo, a parte rare volte, giusto per capire chi fossero i futuri fedeli. Oggi tossici e bestemmiatori incalliti. Io sono fuori dal giro, per fortuna. E poi il mio rapporto con la chiesa non è pessimo, di più. Non concepisco la loro visione religiosa opportunista e meschina, quindi, perchè dovrei ritrovarmi nella “casa di Dio” per dire il famigerato “sì” al mio compagno?

E, fin qui, io e il mio “genio incompreso” siamo più o meno d’accordo entrambi. Su un punto, però, non ci troviamo affatto: monogamia per me, poligamia (o, comunque, niente “per tutta la vita” con la stessa persona) per lui. Magari non credo nel matrmonio, ma in un rapporto duraturo con la stessa persona sì. Insomma, se si intraprende una storia (d’amore? Dai, non specifichiamo che è meglio!), a me piace guardare al futuro, pormi degli obiettivi da raggiungere con chi mi è a fianco. Una relazione, a mio parere, serve anche a questo, a crescere, a confrontarsi e a produrre qualcosa. Altrimenti per cosa si sta insieme? Fa bene vivere alla giornata, ma un traguardo va fissato. E le tappe per il suo raggiungimento alimentano il desiderio di una vita condivisa, con i suoi momenti belli e con quelli tristi. Superare ostacoli in due significa continuare a crederci in quella storia e continuare a evolversi come persone e come coppia.

La mia opinione potrà essere contestata, accettata, condivisa: fate voi. Il mio è solo un personalissimo punto di vista su un argomento che non credo mi riguarderà da vicino. Sarò cinica, ma io in futuro mi vedo sola con una gatto che mi aspetta davanti alla porta di casa tornata dal lavoro. E’ sciocco, ma non riesco a immaginarmi con una famiglia e dei figli, che ci volete fare. Poi magari sforno una squadra di calcio e mi trasformo in una “desperate houswife”, chi lo sa. Ma conosco i miei limiti, ve lo assicuro. Oppure, ad un certo punto, l’orologio biologico inizierà a lasciarmi post-it sul frigo e a intimarmi di darmi da fare alla ricerca del marito dell’ultimo momento. Fra qualche anno ve lo dirò… ripensandoci, però, quell’abito da sposa che ho visto l’altro giorno in centro mi starebbe più che bene. Mi sa che lo comprerò. Ma per carnevale, tranquilli.

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10 2008