Posts Tagged ‘Libri’

  1. Magic Kingdom: la morte secondo Stanley Elkin

    dicembre 20, 2010 by La Vyrtuosa

    Cosa potrebbero mai desiderare dei bambini malati terminali? E’ quello che si chiede Eddy Bale, dopo aver perso il figlio dodicenne Liam, affetto da una grave malattia incurabile. Eddy è devastato dal dolore e dai sensi di colpa. Invece di acconsentire alle numerose terapie invasive, che hanno solo prodotto gravi effetti collaterali, avrebbe dovuto rendere gli ultimi giorni del ragazzino un vero e proprio spasso: guardare la televisione fino a tardi, svaligiare le pasticcerie, fare dei picnic con cestini pieni di gelato, fargli cariare tutti i denti a furia di bignè e budini. Così, questo padre abbandonato dal figlioletto – e poi anche dalla moglie che, subito dopo la sepoltura di Liam, ha preferito rifarsi una vita con il tabaccaio – decide di organizzare un viaggio a Disney World e portare nella patria del divertimento sette bambini malati terminali, destinati ad accanimenti terapeutici che non farebbero altro che affrettare i tempi della loro dipartita. C’è Janet Order, tredicenne dalla pelle blu, nata con un buco nel cuore e con l’aorta trasposta. C’è Rena Morgan, che combatte contro una terribile fibrosi cistica. Lo spiritosone del gruppo, Benny Maxine, dalla faccia bitorzoluta e il fegato ingrossato, che avrebbe preferito sbancare il casinò di Montecarlo, piuttosto che stringere la zampa di Topolino. E poi ci sono Noah Cloth, con un tumore alle ossa, Lydia Conscience, la quale a causa di un cancro alle ovaie, che le ha fatto lievitare la pancia a dismisura, viene ripetutamente scambiata per una donna incinta, Tony Word, che sta morendo ucciso dai leucociti, e, infine, Charles Mudd-Gaddis, invecchiato prima del tempo e destinato alla sedia a rotelle. Eccoli, quindi, tutti insieme nel mondo fatato per tentare di sconfiggere la realtà a colpi di fantasia.
    Ma non sono soli, ad accompagnare il gruppetto, oltre a Eddy Bale, ci sono una serie di personaggi dalle nevrosi più disparate, affetti da “malattie dello spirito”. Una tata che vorrebbe essere come Mary Poppins, ma che in realtà è vittima di gelosie e amore disinteressato. Un infermiere, descritto in tutta la sua omosessualità, che ricerca avventure nei bagni dell’hotel da sogno. Una donna, né tata né infermiera, che decide di prendersi una stanza singola per poter fumare in pace e darsi piacere per scaricare la tensione. Un medico frustrato e ossessionato dalle diagnosi, soprattutto di persone ebree. Neanche il dr. House con la sua migliore équipe sarebbe in grado di affrontare un simile quadro clinico. Eppure, l’autore, Stanley Elkin, riesce ad analizzare a fondo tutti questi “casi umani”, attraverso la pluralità dei punti di vista, mettendoci così tanta ironia da far apparire la storia una tragicommedia contemporanea. Il parco divertimenti fa da sfondo alle situazioni grottesche in cui si imbattono i protagonisti grandi e piccoli: vicende e conversazioni bizzarre si intrecciano con la critica al consumismo sfrenato incarnato da quel paradiso fatto di giostre, case stregate, Pluto, Minnie e Topolino sempre apparentemente sorridenti e affettuosi. Ma la perfezione così fittizia di Disney World si sgretola durante il momento della parata con i carri e le fanfare, tanto da sembrare “quasi la celebrazione di una vittoria bellica, dove gli orsi, i paperi, i cani e i nani erano degli schiavi, prigionieri già convertiti”. E i sudditi esultano al loro passaggio come fanatici impazienti, quegli spettatori dai difetti così evidenti da farli sembrare portatori sani di obesità, acne, espressioni da film horror, calvizie, cattivo gusto nel vestire e idiozia nel portare maschere di cartoni animati a cinquant’anni. I piccoli malati si accorgono di quanto orrore ci sia intorno a loro e si sentono meno soli. Forse anche più sani. E, soprattutto, sollevati dal fatto di non poter mai diventare così.

    Nel libro l’umorismo si spreca, ma è lo stile elaborato, la formulazione di lunghi periodi fatti di incisi e parentesi, riproducendo il ritmo del parlato, a fare da padrone alla storia. Nulla è dettato dall’istinto, ogni singola parola, ogni singola virgola sono frutto di un lavoro ragionato e limato alla perfezione, rendendo tutto ancora più surreale, nonostante la concretezza delle sofferenze umane. Non esiste autocommiserazione, nessuna pietà nel racconto di questo genio del postmoderno scritto nel 1985. Per chi ama autori americani come John Barth, Richard Yates, Donald Barthelme, deve necessariamente lasciarsi catturare dall’opera di Stanley Elkin, il quale non ha ancora raggiunto la fama che gli spetterebbe, tanto da fargli ammettere ironicamente durante un’intervista: “Probabilmente conosco tutti i miei lettori per nome”.

    Magic Kingdom, Stanley Elkin, Minimum fax, 2005


  2. Armi non convenzionali

    dicembre 17, 2010 by La Vyrtuosa

    Armi di distruzione di massa. Speriamo. (Gli e-book non valgono, eh).

    (via Tijereta)


  3. Solar: la folle comicità di Ian McEwan

    dicembre 2, 2010 by La Vyrtuosa

    E’ un odioso capolavoro, Solar. Con un protagonista che fa venire l’orticaria dalla prima alla penultima pagina. Le ultime righe, però, preludio di una ipotetica redenzione che non ha mai visto il minimo accenno in 333 pagine, fanno spuntare un sorriso compassionevole accompagnato dal pensiero “forse c’è speranza”. Forse. Perché trattasi di un Premio Nobel in declino, un ex genio della fisica, che si lascia sedurre solo da calcoli e fotoni, che esige ricevere, senza mai dare, con alle spalle cinque matrimoni e un numero indefinito di amanti, dall’aspetto più simile a quello di un tacchino all’ingrasso, e dai vizi culinari e alcolici che fanno da sfondo alle numerose situazioni improbabili, ritratte magnificamente nel libro. Michael Beard è tutto fuorché un essere simpatico o quanto meno gradevole alla vista (immaginaria) e alla lettura. Ian McEwan ha dato il meglio di sé, descrivendolo nel rito studiato e collaudato in cui assapora una patatina dopo l’altra seduto in treno.

    Sollevò tra pollice e indice una singola patatina, ripose il sacchetto sul tavolo e tornò ad appoggiare la schiena. Era tipo da prendere sul serio i proprio piaceri, lui. Il trucco era quello di posizionare il pezzo al centro della lingua e, dopo un momento di diffusione sensoriale, premere forte la patatina per frantumarla contro la volta del palato. Beard aveva una teoria: la superficie rigida e irregolare produceva sul tessuto morbido abrasioni minuscole, nelle quali si depositavano il sale e gli agenti chimici, dando origine a una particolare delicata sensazione di piacere misto a dolore. […] Come era inevitabile, la seconda patata risultò meno stimolante, meno sensazionale e meno formidabile della prima e fu appunto quel calo, la delusione dei sensi, a suscitare in lui il bisogno ben noto ai tossicodipendenti, di incrementare la dose. Ci volevano due patatine alla volta.

    Un genio decadente, potrebbe essere la definizione esatta per Michael Beard. Ma tra un incidente/omicidio, un viaggio al Polo Nord, una donna (l’ennesima) che tenta in tutti i modi di renderlo migliore dentro e fuori, ecco che si sviluppa il nuovo progetto dello scienziato: salvare il mondo dal surriscaldamento globale, cercando di riprodurre l’energia solare attraverso la fotosintesi artificiale. Sembra quasi che il suo sregolato modo di vivere, insieme a quello dei milioni di abitanti della terra, debba confrontarsi e scontrarsi con quella realtà con la quale stiamo facendo i conti ormai da anni. E, quindi, evitare la catastrofe, prima che sia troppo tardi, è l’impegno a cui non è più possibile sottrarsi. Prima che avvenga l’irreparabile dentro e fuori dai corpi dell’intera umanità.


  4. Mattatoio n.5

    ottobre 29, 2010 by La Vyrtuosa

    I tedeschi e il cane erano impegnati in un’operazione militare che aveva un nome spassosamente esplicativo, un’attività umana che di rado viene descritta nei particolari e il cui solo nome, riportato nei giornali o nei libri di storia, dà a molti entusiasti della guerra una sorta di appagamento post-coitale. E’, nell’immaginazione degli appassionati della guerra, quello svagato gioco amoroso che segue all’orgasmo della vittoria. Si chiama “rastrellamento”.

    Kurt Vonnegut - Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini


  5. Leggere, leggere, leggere!

    marzo 26, 2010 by La Vyrtuosa

    “Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avrà in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avrà ciò in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Sì, proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un’altra parte. Prenderete quest’infuso di rivoluzione e lo donerete ad un vostro compagno”.

    Leggere, leggere, leggere! | Pensoscrivo


  6. Reading is sexy

    marzo 7, 2010 by La Vyrtuosa

    (Tolti i libri di Vespa, si intende…).