Posts Tagged ‘Lega Nord’

  1. Cartine geografiche

    ottobre 3, 2010 by La Vyrtuosa

    Finalmente consegnate le cartine geografiche per la scuola di Adro.

    (via Isola Virtuale)


  2. Veneto: pistole e soldati contro i venditori abusivi

    agosto 4, 2009 by La Vyrtuosa

    Come si inizia un post dopo più di due mesi di latitanza? So perfettamente che la mia assenza ha causato crisi epilettiche e attacchi di panico, ma l’importante è che sia tornata, giusto? Vi basti sapere, però, che il mio libretto universitario ha beneficiato della mia assenza internettiana e che sono a – 2 esami dalla laurea. Gioite!

    Ora, dato che siamo al 4 agosto, piena estate e periodo di ferie – furba a scrivere post che non leggerà nessuno eh? Ma io confido nella crisi e in un numero elevato di fancazzisti che trascorrono le loro giornate davanti al pc (un po’ come la sottoscritta) – mi pareva giusto dare spazio a una notizia strettamente legata al lavoro (abusivo, ma tutti noi in Italia sappiamo che c’è di peggio di cui lamentarsi), alla spiaggia, al mare e ai paladini della giustizia.

    no-abusivi

    Il viaggio ha come destinazione il Veneto: non vi piace? Vedrete quanto è all’avanguardia con le sue iniziative all’insegna del comfort e della sicurezza personale sotto l’ombrellone. Ci sarà anche l’animazione lungo tutto il litorale della zona: contro i venditori ambulanti “scendono in campo armati di pistole, nelle loro eleganti divise azzurre e blu, gli agenti della polizia provinciale, distolti per l’occasione dai loro habitat naturali di controllo della caccia e della pesca. Perché sono forze dell’ordine a tutti gli effetti”. Magari sono io che fraintendo sempre, ma può essere che quelle siano pistole-giocattolo riempite con l’acqua. Oppure con dei liquidi colorati, così i nuovi “miami vice” possono anche organizzare gare e tornei sulla spiaggia di “Colpisci il vu’ cumprà (e sequestragli la merce!)”. E’ il nuovo gioco dell’estate, divertimento assicurato e tantissimi premi in palio. Scegli il tuo colore e dai la caccia al poveraccio che pur di vendere un paio di occhiali cammina ore sotto il sole anche quando la colonnina di mercurio raggiunge i 41 gradi (e qui in Puglia succede spesso durante il primo pomeriggio). Chissà se le divise blu riusciranno a sopportare il caldo, loro che preferiscono restare in macchina con l’aria condizionata anche quando vedono sfrecciare un motociclista senza casco.

    Per tutto questo pacchetto-sicurezza estivo dobbiamo ringraziare la Lega, che ha sempre idee innovative per migliorare il nostro paese. Inoltre, per l’occasione il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha deciso di inviare 90 soldati dell’esercito nel comune di Venezia. Ormai è la soluzione che va di moda da circa un anno. Comunque, dopo  lo “sterminio” dei piccioni a Piazza San Marco, ai quali è ormai vietato dare da mangiare, ecco la caccia ai venditori abusivi. Chissà se almeno a loro si potrà offrire un panino senza essere multati.


  3. Video intervista a Beatrice Borromeo: “Ecco la verità sulla puntata censurata all’Era glaciale”

    maggio 11, 2009 by La Vyrtuosa

    Ormai la censura è tornata di gran moda. Forse non è mai scomparsa del tutto, ma in questo periodo sembra imperversare in televisione come nei giornali. Questa volta le “vittime” sono Vauro e Beatrice Borromeo, che venerdì 8 maggio hanno visto andare in onda “L’era glaciale” senza la loro intervista: tagliata, cancellata completamente dal programma di Daria Bignardi. E pare anche che quest’ultima, in nome della par condicio, non si sia opposta più di tanto alla decisione di Antonio Marano, direttore di Rai 2.

    Il vignettista era stato invitato per strappare più di una risata a denti stretti, la contessina per promuovere il libro  Italia Annozero, scritto con Marco Travaglio. Invece, si sono ritrovati a rispondere alle domande della conduttrice sulla puntata di giovedì di Anno Zero e sull’immancabile uomo-prezzemolo Silvio Berlusconi.  E loro hanno risposto diligentemente e autonomamente alla Bignardi, che “conosce” i suoi polli e sa come pungolarli senza apparire troppo invadente. Forse questa volta non ha tenuto conto della parlantina esplicita e senza freni di Beatrice Borromeo nè della nota coerenza di idee e di fatti di Vauro Senesi, tanto da dover assumere il ruolo di contraddittorio in “difesa” del premier.

    La Borromeo ha parlato della sua esperienza ad Anno Zero, sostenendo di aver subito pressioni quotidiane, ha sottolineato quanto “faccia schifo l’informazione in questo paese” e ha definito “imbarazzante l’atteggiamento del ca­po del governo nei con­fronti degli altri Paesi”. Insomma, ha detto la verità. E per questo è stata punita, insieme al suo ex collega di lavoro: una volta terminata la trasmissione, infatti, si sono ritrovati di fronte un Marano a dir poco adirato e isterico, che continuava a urlare contro i due ospiti. “Hanno fatto polemica politica. La signorina si è permessa di dire che ad Annozero è stata censurata. Pensa te se me lo faccio dire dalla contessina o principessina, quello che è. Entrambi hanno affrontato questioni politiche in un periodo di par condicio in assenza di contraddittorio“, ha spiegato il “censore” di Rai 2, aggiungendo che l’intervista alla coppia Borromeo-Vauro andrà in onda dopo le elezioni in maniera integrale.

    Nel video viene mostrata un’intervista-sfogo di Beatrice Borromeo rilasciata durante il festival del giornalismo d’inchiesta e pubblicata sul blog di Daniele Martinelli. Dato che in questi giorni la stampa ha affrontato sommariamente la vicenda, ecco la versione “reale” della giovane protagonista: critiche alla Lega, al giornalismo libero e alla televisione che peggiora sempre di più. Critiche all’operato e alla persona di Berlusconi, che ha candidato veline come se fossero il futuro dell’Europa e si è fatto fotografare alla festa di compleanno di una certa Noemi Letizia. E qui apro una parentesi a riguardo: Berlusconi sostiene di averla vista solo due o tre volte, ma in questa intervista la cara giovincella ha affermato di ricevere telefonate dal “papi” nei momenti di bisogno (ovvero?), di aver visto spesso la sua scrivania piena di carte (beh, per essersi visti solo poche volte, mi sembra strano riceverla nel suo studio…) e di voler entrare in politica (forse ha ricevuto l’illuminazione dopo aver interpretato a 18 anni l’amante di un politico corrotto in un cortometraggio dal titolo “Scaccomatto”). Lascio spazio alle interpretazioni.

    Tornando alla puntata dell’Era Glaciale, alla fine hanno preferito mandare in onda l’intervista al ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, nonchè esponente della Lega. Ecco, io mi domando: perchè soggetti come il presidente del consiglio o questo Zaia hanno la possibilità di dire quello che vogliono, dove e quando, mentre gli altri devono avere l’accortezza di misurare anche il più innocuo degli avverbi? In fondo se proprio dobbiamo parlare di censura, allora probabilmente bisognerebbe puntare il dito contro Daria Bignardi (anzi, avrebbero dovuto farlo preventivamente) e contro le sue domande che miravano a un solo obiettivo. Ma tutto questo proprio se è necessario. Io non avrei censurato nessuno, è lecito domandare e cortesia rispondere.


  4. La dura vita di fascisti e capi di governo

    marzo 18, 2009 by La Vyrtuosa

    Una video inchiesta francese smaschera il leader del Carroccio

    “Non è stato abbastanza scaltro, questa volta, Mario Borghezio. Ospite del movimento francese Nissa Rebela (ovvero di quel Philippe Vardon che la giustizia d’Oltralpe ha già riconosciuto colpevole non solo di islamofobia ma, anche, di ricostituzione di partito fascista) non s’è accorto di come la telecamera che lo riprendeva durante il suo intervento inneggiante al solito “Padroni a casa nostra” abbia continuato a seguirlo anche successivamente, quando, allontanatosi dalla sala ed appartatosi con alcuni esponenti della destra identitaria nizzarda, s’è messo, sottovoce, a suggerire agli amici francesi la strategia da seguire al fine di poter uscire dall’isolamento politico. Queste le sue parole: “Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera… ma, dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”.

    Ovviamente, onde tutelare l’onorabilità delle proprie battaglie, la Lega Nord (che non è un partito fascista, che al di là del federalismo e della sicurezza non persegue secondi fini, e che quando legifera contro i migranti lo fa per tutelare i migranti stessi) senza esitazione provvederà ad espellere dal partito l’eurodeputato Mario Borghezio…

    Il video fa parte di un’inchiesta (“Ascenseur pour les fachos”) dedicata al montare dell’estrema destra in tutta Europa, trasmessa venerdì sera dal francese Canal Plus. Dall’Ungheria alla Svezia, passando per la Francia e la Germania, il reportage è un inquietante viaggio in quella galassia neofascista e neonazista che, ovunque, guadagna terreno. Per buona parte, però, il documentario si focalizza sull’Italia. Perché solo in Italia quelle formazioni della destra radicale che, altrove, sono tenute a debita distanza dai grandi partiti di governo, possono vantare -tutti insieme- ministeri, scranni parlamentari e amministrazioni comunali.

    “E’ caduto un tabù, in Italia”, dice la voce narrante: “quello del fascismo”. E non si tratta solo di CasaPound che, tramite la sua organizzazione giovanile, il Blocco Studentesco, davanti alle scuole distribuisce volantini dagli equivoci contenuti senza che nessuno dica nulla, bensì -più in generale- di una sorta di acquiescenza ad un clima fatto di ordinarietà che tende a legittimare il fascismo, dandogli una parvenza di normalità.

    Nelle immagini non ci sono solo il premier Berlusconi che minimizza gli orrori del Ventennio (“Mussolini non ha mai ucciso nessuno – ha giusto mandato qualcuno in vacanza”) o gruppi di suoi sostenitori che a lui inneggiano acclamandolo come nuovo duce. Ci sono anche due sindaci esemplari: Flavio Tosi e Gianni Alemanno. Il primo viene mostrato alla testa di un corteo organizzato da Forza Nuova e Fronte Veneto Skinheads, a braccetto con Andrea Maggioranzi, consigliere comunale che del Fronte Veneto è stato leader. Di Alemanno, invece, viene presentata una foto inedita che lo ritrae al funerale del suo “consulente personale”, Peppe Dimitri, uno dei fondatori di Terza Posizione e dei Nuclei Armati Rivoluzionari. L’attuale sindaco di Roma, circondato da braccia tese, porta in spalla il feretro, a pochi passi dal saluto romano di Gabriele Adinolfi, protagonista di spicco degli anni di piombo condannato per appartenenza ad organizzazioni terroristiche (ancora Terza Posizione e Nuclei Armati Rivoluzionari)”. (Dal blog di Daniele Sensi)

    I mezzi di informazione non hanno dato risalto a questa dettagliata inchiesta made in France e io ne sono venuta a conoscenza da un blog.  Come stupirsi, dal momento che la notiziona del giorno è il gravissimo stato di salute mentale del nostro sovrano:  “Fare il premier mi fa schifo. Sono otto settimane che non faccio un giorno di riposo. Lo faccio solo per senso di responsabilità, ma sono disperato”.

    La bandiera che sancisce la conquista dell'isola

    La bandiera che sancisce la conquista dell'isola

    Bene, io sono disposta a pagare un viaggio senza ritorno per l’Isola di King (dirà che l’ha scoperta lui, ne sono certa!) al nostro caro Presidente del Consiglio.  Mi sta a cuore la sua salute, cosa credete? Ovviamente, una vacanza in totale solitudine non è il massimo, quindi, propongo come partner  lo stremato Borghezio, che ne ha davvero tanto bisogno dopo l’espulsione dal partito.  Potranno passeggiare mano nella mano sulla riva e cenare a lume di candela, cullati dal rumore delle onde che si infrangono sulla battigia. Piccolo dettaglio: l’isola di King è stata teatro di molti naufragi con numerose vittime. Ma a loro non dite niente… è una sorpresa!


  5. Suona la campanella per le classi separate

    ottobre 18, 2008 by La Vyrtuosa

    Tutti sentivamo la mancanza di un’idea geniale da parte della Lega. Per fortuna la proposta è arrivata ed è anche stata approvata dalla Camera con 265 sì, 246 no e un astenuto. Si tratta di istituire “classi di inserimento” per gli alunni stranieri che non parlano o parlano poco la nostra lingua, in modo da poter frequentare successivamente le classi permanenti. Ma, in genere, una nuova lingua non si apprende più in fretta stando il più possibile a contatto con le persone del luogo? Ecco, quindi, un nuovo elemento che favorirà le discriminazioni e le possibili forme di razzismo: come può avvenire l’integrazione se questi bambini saranno ghettizzati a partire dal sistema scolastico? Come riusciranno a comprendere i nostri usi e costumi, se non avranno modo di confrontarsi con i bambini italiani (ma non apriamo il solito discorso: i bambini di oggi sono tutti maleducai, tutti baby-bulli e simili, quindi, non sarebbe un male che non apprendessero proprio un bel nulla da loro).

    Di questo passo verranno create classi in base alle diversità, qualsiasi diversità, e la scuola non sarà più un luogo di unione nè di inserimento all’interno della nostra società. E, poi, in base a che tipo di selezione verranno create queste classi? A mio parere tramite quella naturale, nel senso che basterà vedere un bambino con un altro colore di pelle , per ottenere il massimo punteggio e riempire la “classe dei diversi“. Sinceramente mi domando quanti dei “nostri” ragazzi continuino a sbagliare coniugazioni verbali e a commettere errori di ortografia, nonostante il conferimento dei vari titoli di studio. Ma sono italiani, sono scusati da questi piccoli e inutili dettagli.

    Ora, gli studenti avranno un altro motivo, oltre la riforma Gelmini, per contestare questo governo. Si spera.


  6. A Parma va in scena la violenza. Ma non a teatro

    ottobre 9, 2008 by La Vyrtuosa

    Parma razzista. Parma xenofoba. Parma contro gli immigrati, contro le prostitute, contro chi “non è come noi”. La città continua a far parlare di sè, ma non per la mostra del Correggio, nè per il Festival Verdi al Teatro Regio. Sono i fatti di cronaca a riportarla su tutti i giornali e su tutti i tg. Prima la vicenda della prostituta nigeriana fermata dai vigili urbani e fotografata seminuda per terra in una camera di sicurezza, ora il caso dello studente ghanese scambiato per un pusher, picchiato dagli agenti della polizia municipale e insultato per il colore della sua pelle. E stiamo parlando della città della “Carta di Parma“, il patto bipartisan che indica la nuova strada della sicurezza con più poteri ai sindaci e alle decisioni in materia.

    Ed è proprio sull’aggressione ad Emmanuel Bonsu che sono state pronunciate parole ambigue dal segretario provinciale della Lega Nord di Parma, Roberto Corradi, intervenuto su Radio Padania Libera : «A fronte di una sempre maggior insofferenza dei cittadini italiani per la presenza, sul nostro territorio, di stranieri irregolari il cui comportamento, quando va bene, si pone al limite della legalità, le forze dell’ordine hanno il dovere di agire in modo anche deciso, scegliendo ovviamente il bersaglio giusto».

    In pratica istiga a usare  le maniere forti quando il caso lo richiede. Ma quando il caso lo richiede veramente? Qui spetta al “buon senso”  del poliziotto. Fermare i delinquenti, certo, portarli in caserma, sbatterli dentro quando le accuse sono confermate dalle prove e dalle indagini. Ma, si sa, la divisa e una buona dose di intolleranza potrebbero avere la meglio. E, invece di seguire le regole dell’arresto, si preferisce seguire quelle della violenza. Non solo a Parma. Prima era Milano, poi Verona, poi Padova. Ogni periodo ha la sua città razzista. E generalizziamo pure, perchè sono pochi i cittadini che smentiscono tale accezione o che spendono parole sui casi che coinvolgono gli immigrati. Quindi, mi viene spontaneo dire “generalizziamo“. Se poi ci si mette anche una radio a portare avanti questi sentimenti, impegnandosi tra l’altro nella lettura dei messaggi che arrivano in diretta, nonostante siano più che offensivi, la vedo dura trovare una soluzione.

    Io posso solo dire di essermi accorta, purtroppo, che Parma sta peggiorando di giorno in giorno. Non si vive solo di apparenza, ora si è insinuata anche quella diffidenza che si nota sui volti della gente per le vie della città. Gli sguardi sono sempre sugli stranieri, quelli che, anche con un lavoro onesto, sono sempre definiti “delinquenti”, “diversi”, semplicemente “quelli”. Ma non credo sia solo un problema di Parma. Vedremo chi  sarà il prossimo a prendere il testimone.