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aprile 20, 2009 by La Vyrtuosa

I sexy shop non vanno più di moda. Ora, per acquistare simpatici e utili (?) giochi erotici, basta recarsi nel punto Coin più vicino a casa vostra. Sempre che non abbiate come Assessore alla sicurezza e alla vivibilità urbana Graziano Cioni. Siamo a Firenze e siamo nella Coin di via Calzaiuoli: nel reparto di biancheria intima per donne è stato allestito un corner chiamato “Paradise lounge”, in cui trovare “innocui” oggetti quali paperelle stimolanti, rossetti e pennelli per il fard che a tutto servono eccetto che per i ritocchi al trucco.
Dopo un e-mail di protesta da parte di una mamma stupita dal tipo di merce in vendita che non recava avvisi specifici, ecco arrivare l’immediato sequestro degli articoli erotici, la cui vendita deve essere “riservata esclusivamente ai maggiorenni e ammessa solamente in esercizi commerciali che consentano la necessaria riservatezza, che abbiano l’ingresso distante almeno 200 metri da scuole, giardini, edifici destinati a luogo di culto o alla memoria dei defunti e dalle cui vetrine o mostre non sia possibile scorgere l’interno del locale o i prodotti messi in vendita”.
Dalla Coin fiorentina giungono dichiarazioni quali: “Gli articoli sequestrati erano posizionati in un piano rialzato e differenziato rispetto alla superficie di vendita in modo da favorire l’accesso solamente alle persone interessate. Gli oggetti non si trovavano in vetrina o in aree di grande visibilità all’interno dello store e all’ingresso del reparto era, inoltre, ben visibile un’indicazione che informava che gli oggetti in vendita erano riservati a un solo pubblico adulto“.
Presumo che se il grande store abbia deciso di mettere in vendita tali oggetti del desiderio è perché, evidentemente, c’è una grande richiesta, altrimenti avrebbero continuato con i soliti capi d’abbigliamento e le tovaglie a quadretti. Riservare una zona only for adults non mi pare, però, una genialata: soprattutto gli adolescenti sarebbero attirati ancora di più dal “luogo proibito”. Di sicuro fare un giro per il negozio con un bambino piccolo non risulterebbe lesivo per il suo sviluppo: i giochi non erano volgari e le forme erano quelle che erano, cioè paperelle, pesciolini e rossetti. Il messaggio nascosto sul loro reale uso non sarebbe necessario renderlo noto ai più piccoli. Magari non vorrei essere nei panni di quella madre che si troverebbe obbligata a spiegare alla figlia di 14 anni a cosa possano servire certi stimolatori, ma credo sia peggio che spiegare perché la maggior parte degli italiani abbia votato Berlusconi o perché a 35 anni ci si ritrovi ancora senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
Ora, io non vorrei risultare volgare, ma cosa ci dobbiamo aspettare ancora? Il sequestro di certi tipi di frutta e verdura? La messa al bando delle candele? La multa per aver inserito nel cellulare la modalità vibrazione?
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aprile 19, 2009 by La Vyrtuosa
Dato che l’ho postato su diversi social network, ottenendo così un link da Spinoza, mi sembrava doveroso pubblicarlo anche sul mio blog.
Per non dimenticare…

Paul the Wine Guy ha voluto metterci alla prova e questo è il risultato del mio slogan per l’Udc in vista delle elezioni europee. Vediamo voi cosa siete in grado di fare. Trattasi sempre di propaganda politica, no?
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aprile 18, 2009 by La Vyrtuosa
Ringraziamo nuovamente Silvio Berlusconi per la splendida figura che offre del nostro paese a tutto il mondo intero. Forse corroso dai sensi di colpa per il comportamento irrispettoso assunto poco tempo fa durante la foto di rito a Buckingam Palace, ha trascorso giorni e giorni a pensare a un modo per rimediare alla tremenda gaffe. E l’occasione è arrivata con il terremoto in Abruzzo. Mercoledì 8 aprile, davanti alle telecamere di una televisione tedesca, ha rilasciato dichiarazioni di questo tipo riguardo la situazione degli sfollati: “Hanno tutto quello di cui hanno bisogno. Hanno medicine, hanno pasti caldi. Naturalmente è una sistemazione provvisoria, dovrebbero consideralo come un fine settimana in campeggio”. Un fine settimana in campeggio??!! Sì dai, chiamiamo anche una decina di animatori per i balli di gruppo, facciamo venire gli scout per un ripasso generale del manuale delle Giovani Marmotte, ricordiamo di portare uno spray anti-zanzare, la crema solare e una chitarra per cantare intorno al fuoco.
Ma la notizia è un’altra. Lo shop online Shirtcity.com mette a disposizione t-shirt con la frase infelice del nostro premier: potete scegliere il colore, il modello e la taglia della maglietta. Quindi, dopo le stampe con la Gioconda, Che Guevara, Obama e Hannibal Lecter, ecco quelle con il bel faccione di Berlusconi e la sua perla di saggezza.
Credo che non la userei neanche per andare a dormire.

Questo è un altro sito in cui trovare stampe davvero carine per t-shirt e borse. Apprezzabilissime quelle con le foto di Sara Dacci.
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aprile 17, 2009 by La Vyrtuosa
Che per cantare sia necessario avere una bella voce, è fuori di dubbio. Che per partecipare ai talent show sia doveroso possedere, oltre a (presunte) doti artistiche, anche una certa fisicità-telegenia-bella presenza, è scontato. Eppure l’11 aprile sul palco del “Britain’s Got Talent“ si è esibita una 47enne che, a prima vista, si sarebbe pensato di farla partecipare al “Brutto anatroccolo”. In effetti, la natura non le ha donato un corpo alla Cindy Crawford, nè un viso alla Brigitte Bardot, bensì un’ugola che potrebbe fare invidia a numerosi cantanti giovani e meno giovani, italiani o stranieri. Si chiama Susan Boyle, fa la volontaria in una chiesa di Blackburn, sperduto villaggio scozzese, e ha dichiarato di non essere mai stata baciata. E, forse, non ha neanche mai sfogliato una rivista di moda. Ma questo era inutile palesarlo. Dettagli. Sì, in questo caso, si tratta davvero di dettagli trascurabili: non appena intona le note di I dreamed a dream, tratto dal musical “I Miserabili”, ecco che i ghigni e le risate sui volti dei giudici e del pubblico scompaiono per far posto alle espressioni di stupore e di sorpresa.
Standing ovation, lacrime, urla e applausi per il nuovo talento made in Britain. Il video con la sua esibizione è stato visto su youtube da 5 milioni di persone e la Sony ha già preso contatti con la Boyle. Non sarà mai stata baciata da un uomo, ma dalla fortuna sì. Magari è arrivata un po’ in ritardo, ma è giusto che la sua voce ottenga i giusti riconoscimenti. Anche Mario Giordano vorrebbe essere al suo posto, ne sono sicura.
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aprile 8, 2009 by La Vyrtuosa
Prevedere un terremoto o una qualsiasi catastrofe ambientale non è semplice e non sempre è scientificamente accettabile. Prevenire i danni e le conseguenze disastrose che potrebbero creare è doveroso da parte di chi ci governa. Cioè coloro che dovrebbero tutelarci. Ma da chi e da cosa, ormai, mi è davvero oscuro. Rivedere le leggi antisismiche, controllare gli edifici a rischio, evitare di costruire nelle zone maggiormente colpite da calamità naturali, stabilire piani di evacuazione tempestivi: sembra un lavoro che necessita di tempo e denaro. E infatti lo è senza dubbio. Soprattutto se si confronta con il tempo misurato in una manciata di secondi che ha distrutto interi paesi in Abruzzo: decenni per costruire case, scuole e ospedali e trenta secondi per trasformare tutto questo in cumuli di macerie. Una vita spesa per realizzare piccoli o grandi sogni, una scossa dal basso per vederli infranti. O per non vederli proprio più.
Ma loro pensano al ponte sullo stretto di Messina. L’avessero terminato, almeno! Sono anni che se ne parla, che si sprecano soldi e finanziamenti vari. Eppure il progetto è ancora lì, dopo decenni spesi in ricerche e analisi strutturali (e chi lo sa quanta competenza è stata adoperata). Investimenti di tempo e denaro che sarebbero risultati più utili per mettere al riparo intere popolazioni e intere città. Buttare un occhio su queste opere pubbliche, avrebbe sicuramente salvato molte vite, avrebbe dato lavoro a chi non lo aveva e, forse, avrebbe evitato a qualcuno di pronunciare la frase “In Giappone o in California zero vittime per un terremoto del genere”. In Italia 250 morti e una regione sotterrata dalla disperazione.

Category attualità, Italia, la vyrtuosa, Lavoro, Politica | Tags: Abruzzo,California,catastrofi ambientali,coscienza,Disperazione,distruzione,Giappone,la vyrtuosa,leggi antisismiche,Messina,morte,piani di evacuazione,Politica,ponte,sogni,Terremoto | 4 Comments
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marzo 22, 2009 by La Vyrtuosa

Il Parma WorkCamp è finito ieri dopo la-due-giorni-no-stop che ci ha visti protagonisti dell’evento. Ma un po’ come tutte le grandi (?) manifestazioni, è il giorno seguente a essere caratterizzato dalle reazioni. Quindi , via libera a commenti e giudizi. Dato che questo post non vuole essere una dettagliata descrizione dei giorni trascorsi insieme e di tutte le non-conferenze tenutesi nella terra di nessuno (e qui la Fran capirà), ecco solo piccole impressioni tanto spontanee e poco riflessive sugli interventi e i partecipanti:
- Prima di farlo parlare, date un camomilla, una tisana, un po’ di valeriana o anche del valium, se lo avete in casa, a Marco Camisani Calzolari. Io ho seriamente temuto che gli partisse un embolo da un momento all’altro durante la sua performance di comunicatore. Voto 8 soprattutto per le slide esplicative con le foto pescate chissà in quale meandro del web
- Se dovete scrivere un Curriculum Vitae, non azzardatevi a seguire i consigli di Auro e Vanz, per carità: non indicate tra gli hobby quello di trascorrere le vostre giornate su Twitter, Friend Feed, Facebook solo per non annoiare il possibile datore di lavoro… perchè col cazz* che vi assume! Al massimo scrivete che ne siete a conoscenza, ma che non ci avete mai avuto a che fare con quei postacci e luoghi di perdizione (perchè è peccato! Tra un po’ lo dirà anche Ratzy, ricordatevelo). Voto 9 per la fiducia ai social media e al piercing sulla lingua di Auro
- Secondo Sara Maternini sarà web-politically correct scrivere durante l’orario di lavoro “Non sto facendo un’ emerita cippa”? Però in francese eh, “Je ne fais pas n’importe quoi”, che è più raffinato ed elegante. Voto 8 per la velocità con la quale riusciva a nominare “Friend Feed, Delicious, Flickr, Facebook, Twitter, Linkedin e quant’altro”
- Voglio ricordare a Precario che mi deve un link, in quanto ha ricevuto una porzione di fusilli al pesto (gentilmente offerti da dove c’è Barilla c’è casa), ceduta dalla sottoscritta. Voto 10 per l’interismo innato e per lo stomaco insaziabile (cito: “Eh, ho bisogno di mangiare: dopo devo affrontare tutto quel viaggio”… si parla di tornare a Milano, un’ora e mezzo di macchina… e non aggiungo altro!
)
- Magnifica la location, splendido il rinfresco e apprezzatissimi gli omaggi culinari a base di parmigiano reggiano e succhi di frutta (pare una brochure di serie B, me ne rendo perfettamente conto). Propongo di regalare alla Fran una vacanza-premio di 2 settimane in qualsiasi posto che non le ricordi Parma, il suo comune e le “efficientissime e disponibilissime” responsabili con le quali ha avuto a che fare. Voto 10 e lode a tutto lo staff e alla mamma della Fran.
- Infine, chi cazzo era Paul The Wine Guy? Già non ho la più pallida idea di che faccia abbia, figuriamoci se avessi mai potuto riconoscerlo da altri particolari, noti invece (così dice) al signor Stefigno, famoso frequentatore di barcamp e toilette
Voto 8 per non avergli stretto la mano per ovvi motivi.
Dato che mi sento magnanima di link, ecco una carrellata di bella gente presente al PWC (all’inizio non avevo mica capito cosa fosse sto “PWC”, tanto per la cronaca!): Linda, Francesca, Adamo, Ellis (che mi ha letteralemente conquistata, sapevatelo!), Paz83, Suzukimaruti, LaFra, Elena, Bloggo, Piero, Maria, Stella86 (proprio all’ultimo però!! Ci rifaremo, cara mia… via D’Azeglio ci attende) e quant’altro. Mi raccomando, elencateli ad alta voce e velocemente come solo la Maternini ci ha insegnato.
Ci si vede al prossimo barcamp…
PS: ecco l’articolo “serio” sul PWC (che poi io non ho mica capito se vi ho partecipato in quanto giornalista o in quanto blogger… mah! Di sicuro non ero Paul The Wine Guy!)
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