Posts Tagged ‘giornalismo’

  1. Caro Silvio, la classe non è acqua

    maggio 7, 2009 by La Vyrtuosa

    Come i tronisti (decaduti) fanno il giro delle discoteche più “in” dell’Italia per esibire fisici da palestrati e dimostrare di saper scrivere lasciando il loro autogafo con dedica su foto e biancheria intima, così Silvio Berlusconi ha deciso di organizzare un vero e proprio giro turistico per le televisioni d’Oltralpe (e d’Italia, ovviamente), sfoggiando tutto il vittimismo di cui è capace e di cui ci ha dato riprova anche in questi ultimi giorni. Ed ecco, quindi, un’intervista del premier all’emittente francese France 2. Il giornalista non spicca per aggressività, ma riesce a toccare i vari punti principali che tanto ci fanno essere “orgogliosi” del nostro Presidente del Consiglio. Se ancora non si era capito, il divorzio tra Berlusconi e Veronica Lario è un fatto privato e tale deve restare. Eppure, Lui continua a rilasciare interviste parlando dei panni che andrebbero lavati in famiglia, nonostante sia un personaggio pubblico, e che grazie alla sua “classe con la quale ha gestito la situazione”, gli hanno donato un aumento della popolarità, salita  infatti al 77%. Ma sbaglio o anche dopo il terremoto in Abruzzo aveva dichiarato un consenso maggiore da parte degli italiani?

    E non è tutto : “A Porta a Porta ho cominciato con il 15% di share e in dieci minuti ho portato la trasmissione al 43%. Con me ha fatto il record“, sottolinea Berlusconi durante l’intervista alla tv francese. Che classe, davvero un signore snocciolare dati auditel, dovuti al racconto delle sue dolorose vicende personali all’amico del cuore Bruno Vespa. Il salotto di Rai 1 si era trasformato nella cucina di due pettegole che si scambiano gli ultimi gossip davanti a una tazza di caffè.  Solo che davanti alle telecamere ha tutto un altro sapore .

    Poi arriva il momento “vittima sacrificale” : «La stampa e la televisione sono contro chi è al potere. In Italia, contrariamente a quello che si pensa all’estero, lo sono il 90% della stampa e praticamente tutte le televisioni. Tutti vogliono mostrare di essere indipendenti. Tutti i giorni dicono qualcosa contro di me, anche le mie». Vuoi vedere che l’intervista per la tv francese ha qualche subdolo scopo? Tanto Mediaset è sua, la Rai deve sottostare alle sue volontà, che sarà mai accaparrarsi anche un’emittente d’Oltralpe? Speriamo almeno si porti dietro tronisti, veline e letteronze per riempire il palinsesto.


  2. E’ tempo di pagelle per il Parma WorkCamp

    marzo 22, 2009 by La Vyrtuosa

    parmawork

    Il Parma WorkCamp è finito ieri dopo la-due-giorni-no-stop che ci ha visti protagonisti dell’evento. Ma un po’ come tutte le grandi (?) manifestazioni, è il giorno seguente a essere caratterizzato dalle reazioni. Quindi , via libera a commenti e giudizi. Dato che questo post non vuole essere una dettagliata descrizione dei giorni trascorsi insieme e di tutte le non-conferenze tenutesi nella terra di nessuno (e qui la Fran capirà), ecco solo piccole impressioni tanto spontanee e poco riflessive sugli interventi e i partecipanti:

    • Prima di farlo parlare, date un camomilla, una tisana, un po’ di valeriana o anche del valium, se lo avete in casa, a Marco Camisani Calzolari. Io ho seriamente temuto che gli partisse un embolo da un momento all’altro durante la sua performance di comunicatore. Voto 8 soprattutto per le slide esplicative con le foto pescate chissà in quale meandro del web :)
    • Se dovete scrivere un Curriculum Vitae, non azzardatevi a seguire i consigli di Auro e Vanz, per carità: non indicate tra gli hobby quello di trascorrere le vostre giornate su Twitter, Friend Feed, Facebook solo per non annoiare il possibile datore di lavoro… perchè col cazz* che vi assume! Al massimo scrivete che ne siete a conoscenza, ma che non ci avete mai avuto a che fare con quei postacci e luoghi di perdizione (perchè è peccato! Tra un po’ lo dirà anche Ratzy, ricordatevelo). Voto 9 per la fiducia ai social media e al piercing sulla lingua di Auro :D
    • Secondo Sara Maternini sarà web-politically correct scrivere durante l’orario di lavoro “Non sto facendo un’ emerita cippa”? Però in francese eh, “Je ne fais pas n’importe quoi”, che è più raffinato ed elegante. Voto 8 per la velocità con la quale riusciva a nominare “Friend Feed,  Delicious, Flickr, Facebook, Twitter, Linkedin e quant’altro” ;)
    • Voglio ricordare a Precario che mi deve un link, in quanto ha ricevuto  una porzione di fusilli al pesto (gentilmente offerti da dove c’è Barilla c’è casa), ceduta dalla sottoscritta. Voto 10 per l’interismo innato e per lo stomaco insaziabile (cito: “Eh, ho bisogno di mangiare: dopo devo affrontare tutto quel viaggio”… si parla di tornare a Milano, un’ora e mezzo di macchina… e non aggiungo altro! :D )
    • Magnifica la location, splendido il rinfresco e apprezzatissimi gli omaggi  culinari a base di parmigiano reggiano e succhi di frutta (pare una brochure di serie B, me ne rendo perfettamente conto).  Propongo di regalare alla Fran una vacanza-premio di 2 settimane in qualsiasi posto che non le ricordi Parma, il suo comune e le “efficientissime e disponibilissime” responsabili con le quali ha avuto a che fare. Voto 10 e lode a tutto lo staff e alla mamma della Fran.
    • Infine, chi cazzo era Paul The Wine Guy? Già non ho la più pallida idea di che faccia abbia, figuriamoci se avessi mai potuto riconoscerlo da altri particolari, noti invece (così dice) al signor Stefigno,   famoso frequentatore di barcamp e toilette ;) Voto 8 per non avergli stretto la mano per ovvi motivi.

    Dato che mi sento magnanima di link, ecco una carrellata di bella gente presente al PWC (all’inizio non avevo mica capito cosa fosse sto “PWC”, tanto per la cronaca!): Linda, Francesca, AdamoEllis (che mi ha letteralemente conquistata, sapevatelo!), Paz83, Suzukimaruti, LaFra, Elena, Bloggo, Piero, Maria, Stella86 (proprio all’ultimo però!! Ci rifaremo, cara mia… via D’Azeglio ci attende) e quant’altro. Mi raccomando, elencateli ad alta voce e velocemente come solo la Maternini ci ha insegnato.

    Ci si vede al prossimo barcamp…

    PS: ecco l’articolo “serio” sul PWC (che poi io non ho mica capito se vi ho partecipato in quanto giornalista o in quanto blogger… mah! Di sicuro non ero Paul The Wine Guy!)


  3. Vuoi essere trendy? Leggi Nazi Girl

    marzo 11, 2009 by La Vyrtuosa

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    Quali saranno le nuove tendenze primavera-estate per il 2009? Dalle ultime sfilate sembra che non potremo fare a meno di stivali sopra il ginocchio, abitini che lasciano scoperte le spalle e trucco total smoky per gli occhi. Ma aspettate prima di uscire di casa e fare shopping sfrenato, perchè forse la vera moda avrà come protagonisti cinture con le croci celtiche e tatuaggi con il fascio littorio. Le adolescenti, infatti, non seguono molto le passerelle parigine, bensì i servizi di moda di riviste come Top Girl. E quando sfogli questo giornale e ti imbatti in “reportage” (così definito dalla direttrice Annalisa Monfreda) dal titolo “La carica dei neofascisti”, in cui vengono descritte le vite “tranquille” di alcuni giovani di destra e del loro personalissimo stile, ti rendi conto che qualcosa non va.  Non si sa se nella realtà o tra le pagine di una rivista che, in genere, ospitava le foto del cantante/attore figo di turno, i consigli su come truccarsi al primo appuntamento e rispondeva a domande quali “Posso restare incinta dopo una serata di petting con il mio ragazzo?”. Non è un articolo di politica. Eppure sembra orientare verso un’unica interpretazione: il neofascismo c’è e sta prendendo sempre più piede tra i giovanissimi.  Ma l’apologia del fascismo non era reato? Anche solo mostrare tatuaggi con le svastiche o il volto del Duce andrebbe punito secondo la legge Scelba. Nelle sei pagine di articolo si legge come la pensano questi baby-nazi che esaltano valori come Dio, la Patria e la Famiglia. Uno dei ragazzi intervistati sostiene di aver imboccato la strada del neofascismo per «distaccarmi dal materialismo dilagante, cercavo qualcosa che si alzasse al di sopra della mediocrità».  Leggere, crearsi degli interessi (che non siano menare la gente, neanche a scopo “difensivo”), contribuire allo sviluppo della “Patria” (chiamiamola in causa, visti i valori che portano avanti) significa innalzarsi al di sopra della mediocrità e dell’ ignoranza imperante in questo paese.

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    Non me la sento di dire che le lettrici di Top Girl non sappiano praticamente nulla di storia e fascismo (o, almeno, è quello che mi piacerebbe credere, anche se qualcosa mi dice che non è proprio così, data anche l’età di alcune), ma non è questo lo spazio adeguato per trattare un simile argomento, tanto meno nel modo in cui lo si è fatto. Le teenager non lo comprano per leggere di politica (anche se sarebbe sicuramente più produttivo, rispetto alle pagine sul Grande Fratello e Uomini e Donne) e, comunque, l’articolo non è scritto con l’intento di informare, ma di orientare verso una nuova tendenza che attira ragazzini e, di conseguenza, anche ragazzine che non hanno ancora i giusti strumenti di analisi e critica per discernere e crearsi una propria ideologia. Piuttosto si basano sulle frasi, ampiamente travisabili se non si ha un minimo di conoscenze storiche, degli intervistati, sulle immagini e, se ci si rispecchiano, iniziano ad adottare il nuovo trend. Poi, magari, fra qualche mese saranno attirati da qualcosa di più interessante e cambieranno idea, ma se dovessero continuare? Ci ritroveremo teste rasate per strade e donne al seguito pronte ad obbedire agli ordini dei capi famiglia?

    Le intenzioni che hanno spinto a pubblicare questo articolo mi sono totalmente sconosciute, ma le vendite e gli introiti economici sono sempre il motivo principale (l’editore è Mondadori: sì, il pensiero va proprio a Lui e alla Sua famiglia). Per questo Top Girl non ha preso una vera e propria posizione sul fenomeno del momento. Per questo Top Girl ha sbagliato. Mostra questi ragazzi come se fossero gli idoli del momento, quando, invece, fanno propri sentimenti come il razzismo e l’odio verso il diverso, che arrivano ad utilizzare  la violenza come strumento di repressione. E che, spesso, non sanno neanche cosa significhi essere fascisti, nè conoscono i danni causati da Mussolini durante il ventennio di regime. 

    Comunque vada, ricordate: quest’anno torna di moda il nero.


  4. Litigano sul web e poi si picchiano. E la notizia?

    gennaio 21, 2009 by La Vyrtuosa

    Il mondo virtuale rispecchia quello reale. Anzi, forse sta diventando proprio come un’immagine riflessa allo specchio. Mentre si esaltano le virtù dei vari social network (o la loro stupidità),  ecco la notizia del giorno (no, non è l’insediamento di Obama alla Casa Bianca) riportata da alcune importanti testate come Il Corriere e La Stampa: due 15enni picchiano una coetanea dopo aver avuto un litigio sul web. A parte che la notizia potrebbe dare diversi spunti di dibattito, e magari nei commenti ci potrebbe stare qualche riflessione, questo post è solo volto a far notare come il giornalismo a volte (spesso) sia privo di regole etiche e di buon senso.  Ed evito di sottolineare le differenze tra giornali on-line e giornali cartacei, perchè in questi casi si comportano allo stesso modo. I due articoli sono praticamente identici. Motivo: copia-incolla dalle agenzie stampa. Per di più senza dare ulteriori spiegazioni sulle cause (un generale “messaggi poco gentili che le ragazze si erano scambiate il giorno prima”) e, in uno, senza precisare  il luogo dell’avvenuta aggressione (la stazione).

    Considerando la notizia irrilevante rispetto al ritiro dei soldati israeliani dalla striscia di Gaza, credo che, una volta presa la decisione di pubblicare un fatto di cronaca, si debbano comunque rispettare semplici e fondamentali “leggi del giornalismo”, quali verifica delle fonti e precisione delle informazioni. Cioè tutto quello che manca in questi, chiamiamoli, “articoli”.

    morte-giornalismo


  5. Suona la campanella per le classi separate

    ottobre 18, 2008 by La Vyrtuosa

    Tutti sentivamo la mancanza di un’idea geniale da parte della Lega. Per fortuna la proposta è arrivata ed è anche stata approvata dalla Camera con 265 sì, 246 no e un astenuto. Si tratta di istituire “classi di inserimento” per gli alunni stranieri che non parlano o parlano poco la nostra lingua, in modo da poter frequentare successivamente le classi permanenti. Ma, in genere, una nuova lingua non si apprende più in fretta stando il più possibile a contatto con le persone del luogo? Ecco, quindi, un nuovo elemento che favorirà le discriminazioni e le possibili forme di razzismo: come può avvenire l’integrazione se questi bambini saranno ghettizzati a partire dal sistema scolastico? Come riusciranno a comprendere i nostri usi e costumi, se non avranno modo di confrontarsi con i bambini italiani (ma non apriamo il solito discorso: i bambini di oggi sono tutti maleducai, tutti baby-bulli e simili, quindi, non sarebbe un male che non apprendessero proprio un bel nulla da loro).

    Di questo passo verranno create classi in base alle diversità, qualsiasi diversità, e la scuola non sarà più un luogo di unione nè di inserimento all’interno della nostra società. E, poi, in base a che tipo di selezione verranno create queste classi? A mio parere tramite quella naturale, nel senso che basterà vedere un bambino con un altro colore di pelle , per ottenere il massimo punteggio e riempire la “classe dei diversi“. Sinceramente mi domando quanti dei “nostri” ragazzi continuino a sbagliare coniugazioni verbali e a commettere errori di ortografia, nonostante il conferimento dei vari titoli di studio. Ma sono italiani, sono scusati da questi piccoli e inutili dettagli.

    Ora, gli studenti avranno un altro motivo, oltre la riforma Gelmini, per contestare questo governo. Si spera.


  6. Saviano: alla ricerca della libertà

    ottobre 15, 2008 by La Vyrtuosa

    Fanculo il successo. Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile. Cazzo, ho soltanto ventotto anni! E voglio ancora scrivere, scrivere, scrivere perché è quella la mia passione e la mia resistenza e io, per scrivere, ho bisogno di affondare le mani nella realtà, strofinarmela addosso, sentirne l’odore e il sudore e non vivere, come sterilizzato in una camera iperbarica, dentro una caserma dei carabinieri – oggi qui, domani lontano duecento chilometri – spostato come un pacco senza sapere che cosa è successo o può succedere. In uno stato di smarrimento e precarietà perenni che mi impedisce di pensare, di riflettere, di concentrarmi, quale che sia la cosa da fare. A volte mi sorprendo a pensare queste parole: rivoglio indietro la mia vita. Me le ripeto una a una, silenziosamente, tra me”.

    Eppure la vita di Roberto Saviano, e quella della sua scorta, rischia di finire entro Natale sull’autostrada Roma-Napoli. E a dirlo è il pentito Carmine Schiavone, che dal 1993 collabora con la magistratura per le indagini sul clan camorristico dei Casalesi.

    Sono stati due anni duri per lo scrittore, due anni sotto scorta, due anni di reclusione forzata: “All’inizio sembra che ce la puoi fare perchè la vivi come una situazione momentanea. Ma poi, in realtà, inizi a non farcela più e a peggiorare come persona, a essere sempre diffidente, con la testa altrove, non esistono compleanni nè passeggiate. Si perde tutto: amicizie, legami. Ma avviene lentamente, perchè tu inizi a sparire lenatmente dall’orizzonte degli altri”. E sparire dall’orizzonte degli altri a 28 anni non è semplice e, a un certo punto, quella domanda, e ancor più la risposta, arriva ad ossessionarti: ne è valsa la pena? Ha sempre risposto che l’avrebbe rifatto, anche in nome delle coscienze di molte persone. Ma ogni mattina deve fare i conti con i dubbi e le incertezze sulla sua scelta e su come ha gestito tutto questo inferno. E lo dice con fermezza che il successo è il vero male di cui hanno paura le organizzazioni criminali, ovvero di qualche persona che si metta contro di loro e riesca a schiacciarli. “In una democrazia occidentale non possono impedire il diritto di parola, così tentano di impedire il successo a livello nazionale e internazionale. Tutto deve rimanere tra pochi ‘nobili’ “.

    Ha deciso che andrà via dall’Italia, rivuole la sua vita. Fino ad ora è stato chiuso nella sua bara senza essere stato ucciso. Forse avrebbe dovuto allontanarsi dall’Italia già tempo fa, quando anche lo scrittore Salman Rushdie gli aveva consigliato di riprendere i contatti con il mondo e di non sentirsi continuamente legato a “Gomorra”, perchè tanto “la libertà è nella tua testa“.