Posts Tagged ‘einaudi’

  1. L’attimo in cui siamo felici

    maggio 23, 2012 by La Vyrtuosa

    “C’è un momento in cui la famiglia è felice, a volte si tratta di anni, a volte di un mese, di quel grandioso mese di quel grandioso anno: tutta la famiglia era spensierata, al mattino si usciva per andare chi a scuola e chi al lavoro, si rientrava al pomeriggio, all’ora dei compiti e poi c’era l’ora dei giochi o l’ora del nuoto, gli amici dei genitori erano volti sorridenti, erano cene fuori o scampagnate nel fine settimana, i capelli al vento, le risate con le lacrime agli occhi, le candeline sulle torte, i botti di capodanno e le vacanze di quel grandioso anno della felicità.

    Era quel grandioso anno della felicità e noi non lo sapevamo”.

    (Valerio Millefoglie, L’attimo in cui siamo felici, Einaudi Stile Libero)


  2. Voglio guardare – Diego De Silva

    dicembre 5, 2011 by La Vyrtuosa

    Cerca la faccia dell’uomo. Lui le sorride, ma gli tremano le labbra. La bambina lo guarda con colpa, come a voler chiedere scusa di qualcosa che non le sembra di aver fatto. L’uomo le serra un braccio dietro la schiena, le afferra i capelli con l’altra mano. La bambina non tenta di liberarsi, anzi si affida, accettando il merito di una punizione che nemmeno capisce. L’uomo trattiene e strappa. Un’unica manovra di due atti volti in direzione opposta. È immediato, competente. Il rumore del collo che si spezza pare lo scoppio di una corda tesa. Ma è peggio lo scricchiolio che segue, un suono delicato, inerme.

    ***

    Un avvocato affermato che ama uccidere bambine innocenti. Una ragazzina che, per sopravvivere alla triste situazione familiare, offre il suo corpo a uomini di ogni età. Heller e Celeste vivono in un continuo stato di insoddisfazione, ma una volta che le loro vite si intrecciano, nulla sarà più come prima. Un rapporto che nasce quasi per caso, ma che si presenta subito viscerale e profondo. Così profondo, che un giorno Celeste decide di condividere il punto più alto di liberazione di Heller, e gli chiede – quasi imponendolo – di assistere a uno degli omicidi realizzati con estrema cura dall’inizio alla fine. È un libro tagliente, da leggere in fretta per non provocare cicatrici troppo profonde.

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