Posts Tagged ‘e-mail’

  1. Le ho mai raccontato del vento del Nord

    novembre 15, 2010 by La Vyrtuosa

    Cara Emmi, si è resa conto che non sappiamo niente l’uno dell’altra? Che ci stiamo inventando un personaggio virtuale dall’identikit immaginario? Facciamo domande affascinanti proprio perché non diamo le risposte. Sì, ci divertiamo a stuzzicare e a eccitare la curiosità dell’altro, ma siamo categorici nel rifiutarci di soddisfarla. Cerchiamo di leggere tra le righe, tra le parole, a momenti perfino tra le singole lettere. Tentiamo disperatamente di capire con chi abbiamo a che fare. E al tempo stesso, stiamo ben attenti a non rivelare “niente di sostanziale” su di noi. Che significa “niente di sostanziale”? Niente. Finora non abbiamo raccontato niente della nostra vita, niente della nostra quotidianità, niente che potrebbe essere importante. Comunichiamo dentro una bolla d’aria. [...] Non c’è nessuno intorno a noi. Abitiamo in un non-luogo. Siamo senza età, senza volto. Il giorno e la notte non esistono. Siamo fuori dal tempo. Abbiamo solo gli schermi del computer, rigorosamente top secret, e un hobby in comune: l’interesse per un perfetto sconosciuto. Che bravi!

    Sono sempre gli errori a cambiarti la vita. E proprio da un errore, una mail inviata all’indirizzo sbagliato, ha inizio questa storia che mette insieme le esistenze di Emmi e di Leo. Un rapporto fatto di lettere virtuali in cui si mescolano stati d’animo, attese, tristezze, ammiccamenti, e quei non detto, che rendono tutto più affascinante e divertente. Ricordando, però, che il fatale incontro nella realtà, al di fuori della “bolla d’aria”, non sarebbe mai avvenuto. Per prudenza, per timore, o semplicemente per rendere unica quella amicizia che con il passare dei mesi si è trasformata in ben altro. Il libro di Daniel Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord, non ha la pretesa di sminuire e banalizzare le relazioni e le conversazioni portate avanti tramite posta elettronica (e, aggiungo, tramite chat e social network), ma anzi di farci riconoscere almeno in una frase, in un’allusione o magari in uno dei due protagonisti (Emmi più estroversa e diretta, Leo più cauto e razionale, con scambi di identità in certi momenti). Perché, ormai, sono sempre in costante aumento le conoscenze virtuali, che poi si trasformano in amicizie reali, con tanto di appuntamenti, cene ed eventi social. Il romanzo è estremamente piacevole, condivisibile e, soprattutto, crea dipendenza. Così come creano dipendenza certi legami di posta con persone sconosciute. Non si tratta di un “harmony 2.0″, ma di un libro autentico, come lo sono i suoi protagonisti, come lo siamo noi, che utilizziamo quotidianamente i vari mezzi di comunicazione sul web. Forse, solo chi ha vissuto l’ansia da attesa per una risposta, quel leggere la stessa e-mail dieci volte di seguito, per salvare per sempre nel cervello una copia di quelle parole già salvate nella cartella “importante” del pc e copincollata in tutte le chiavette disponibili in casa, ecco, forse solo chi non sa fare a meno della potenza delle parole che non hanno un volto, può comprendere la forza di questo libro. E con lei, tutta la maniacale patologia di chi vi si ritrova dentro.



  2. La biblioteca degli sms per salvaguardare il presente

    marzo 18, 2009 by La Vyrtuosa

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    Che fine faranno i 369 miliardi di miliardi di bit immessi ogni giorno su internet? Ovvero, chi mai potrà usufruire in futuro di tutti questi dati che vengono in minima parte immagazzinati in periferiche di massa esterne e in gran parte “persi”  a mano a mano che certi siti chiudono o che la tecnologia in cui sono custodite le informazioni diventa obsoleta? Così Lynne Brindley, direttrice della British Library, la biblioteca nazionale del Regno Unito,  sottolinea il pericolo di mantenere viva la memoria dei nostri giorni: “Per coloro che verranno dopo di noi sarà più difficile studiare la nostra era. Per gli storici sarà una tragedia”. Ma creare uno spazio volto a raccogliere tutte queste informazioni (selezionando e distinguendo, mi auguro) potrebbe essere la soluzione al problema. Infatti, la biblioteca ha creato un dipartimento impegnato nell’archiviazione di e-mail, sms, immagini sul computer, in modo da poterli immagazzinare e custodire per i posteri ed evitando, quindi, un buco nero nella storia del ventunesimo secolo. Al momento il progetto prevede di salvare il materiale presente negli oltre 8 milioni di siti inglesi, con  dominio “.uk”, per poi dedicarsi anche alla raccolta di siti e notizie relative alle prossime Olimpiadi di Londra.

    Per quanto riguarda le “pagine scomparse” dalla rete (con musica, video, testi), è già attivo un Internet Archive, nato nel 1996 a San Francisco, che risulta essere utile anche per lo studio dell’evoluzione dei siti Web.

    In Italia i sistemi bibliotecari non sono all’avanguardia come all’estero, soprattutto per i metodi di catalogazione e recupero delle informazioni. Ma per come stanno andando le cose nel nostro paese, forse non sarebbe male lasciare un  buco nero di questo periodo e della sua triste storia.