Posts Tagged ‘crisi’

Il miracolo italiano

La protesta delle lavoratrici della Leader Pumps Group, che produce pompe idrauliche in Friuli.

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03 2010

Una crisi di regime

“Ora i cittadini hanno preso la parola, e bene ha fatto il Presidente della Repubblica a rispondere loro direttamente. Qualcosa si è mosso nella società e tutti sappiamo che la Costituzione vive proprio grazie al sostegno e alla capacità di identificazione dei cittadini. È una novità non da poco, soprattutto dopo anni di ossessivo martellamento contro la Costituzione. Oggi la politica dell’opposizione dev’essere tutta politica “costituzionale”. Dopo tante ricerche di identità inventate o costruite per escludere, sarebbe un buon segno se la comune identità costituzionale venisse assunta come la leva per cercar di uscire da una crisi che, altrimenti, davvero ci porterebbe, in modo sempre meno strisciante, a un cambiamento di regime”. (Stefano Rodotà)

Una crisi di regime

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03 2010

ForumPa: la fiera della pubblica amministrazione

forum pa

Recuperare efficienza attraverso le idee e l’innovazione. Ecco il tema dell’edizione 2009 di Forum PA, che si svolgerà alla Fiera di Roma dall’11 al 14 maggio. L’appuntamento annuale, che vede come protagonista la pubblica amministrazione, è il luogo fisico in cui far incontrare tutte le idee più innovative all’interno della comunicazione e della tecnologia, trovare soluzioni a problemi quali il digital divide, esporre progetti come l’introduzione delle lavagne luminose nelle scuole o l’uso delle tecnologie Microsoft (Instant Messaging, VoIP, WebConferencing, email, fax) per aumentare la produttività dei gruppi di lavoro e di abbassare sensibilmente i costi di spostamento. Insomma, quattro giorni intensi per partecipare ai  numerosi workshop, convegni e non-conferenze sulle prospettive di modernizzazione del paese.

Le linee di lavoro che vedranno impegnate aziende e amministrazioni saranno 4:

- Orizzonti PA: eventi unici di grande prestigio tramite i quali FORUM PA si fa promotore di un confronto con chi ha anticipato, interpretato e influenzato culture politiche e visioni del futuro e con cui il nostro pubblico può condividere riflessioni, opinioni e idee;
- Confronti PA:
dedicati al confronto tra personalità politiche, esperti di grande rilievo e stakeholders con l’obiettivo di individuare le migliori esperienze e le politiche necessarie a sostenere il processo di modernizzazione del Paese;
- Creativity Room: “laboratori di apprendimento” rivolti agli amministratori e ai dirigenti della PA su temi specifici. Una modalità di confronto davvero innovativa che stimola l’interazione continua tra partecipanti e relatori per la stesura di un documento condiviso di sintesi dei lavori
- Dialoghi: interviste a personaggi pubblici che nel corso dell’anno hanno influenzato in prima persona l’andamento politico, economico o sociale del Paese

Per restare sempre aggiornati e non perdersi tra i tanti interventi in programma, è possibile registrarsi nel sito e utilizzare la funzione “La mia agenda”, una sorta di promemoria online. Inoltre, si può effettuare la navigazione attraverso le tag,  la tipologia di eventi (convegni, Master Diffuso o Officine PA), l’area tematica oppure attraverso le date delle presentazioni.

E dato che si parlerà molto di web e comunicazione, anche ForumPa ha deciso di utilizzare uno dei servizi di microblogging più famosi del momento: twitter. In questo modo si potrà essere avvertiti in tempo reale su ritardi, presenze, assenze e altre novità provenienti dagli stand e dalle aziende espositrici.

La ventesima edizione del ForumPa si propone come punto di partenza per superare l’attuale momento di crisi attraverso tre impegni: dare conto ai clienti, ai cittadini e alle aziende delle azioni intraprese dalla PA negli ultimi 12 mesi, raccontare le migliori prassi per spingere la PA a lavorare insieme e, infine, premiare le esperienze più meritevoli, per offrire un riconoscimento a quanti si sono distinti per l’impegno e la capacità di innovare.

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05 2009

Disoccupati, non fidatevi del domani

C’è la crisi. Quella economica, quella politica, quella internazionale e quella di nervi. Ovviamente non in Italia. Questo è sempre il paese dei balocchi dove si mangia bene, le località turistiche sono affollate sia d’inverno che d’estate, dove gli stranieri vengono in cerca di una nuova “America”. Anche se, in realtà, lo hanno capito prima di noi che questa non è più l’Italia presentata nei film degli anni ’60, dove tutti hanno tutto. Di sicuro abbiamo un capo del governo che continua con le sceneggiate da buffone di quart’ordine, che è contrario al provvedimento, proposto dal Pd, di garantire l’assegno ai disoccupati: non assiste i precari, possiamo pretendere che lo faccia con chi il lavoro non lo ha più? No, perchè “è finanziariamente insostenibile”.  Però quando bisognava salvare Alitalia i soldi sarebbero usciti (o, almeno,  è quanto avrebbe voluto farci credere). Per ora chi è disoccupato dovrà continuare a “disoccuparsi” di qualsiasi cosa, a partire proprio da un lavoro che gli consenta di (soprav)vivere. La riforma degli ammortizzatori sociali è quanto mai lontana e priva di una rosea prospettiva per chi necessita di un sostegno economico che lo Stato dovrebbe garantire attraverso una struttura integrata che soddisfi l’esigenza di protezione del disoccupato e che riduca i costi sociali causati da un cambiamento strutturale.

Secondo l’economista Tito Boeri una riforma “che estenda ai lavoratori del parasubordinato (oggi privi di qualsiasi protezione) la copertura dei sussidi ordinari di disoccupazione e che ne allunghi la durata per i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese (oggi esclusi dall’ accesso alle ben più generose Cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, indennità di mobilità e, infine, mobilità lunga) costerebbe anche meno di quegli 8 miliardi che il governo ha più volte dichiarato di aver già messo a disposizione di un allargamento della platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali. (…) Ci sono tante diverse ipotesi allo studio, ma alcune di queste, quelle che prevedono interventi sui soli parasubordinati (identificati come lavoratori con un unico committente) costano attorno ai 4-5 miliardi di euro, la metà delle risorse che il Governo sostiene di avere già in mano. (…) Le frettolose dichiarazioni di Berlusconi alimentano perciò il sospetto che anche gli 8 miliardi annunciati trionfalmente a metà febbraio siano, come tanti altri soldi messi virtualmente sul piatto dal governo dall’ inizio della crisi (a partire dai 120 miliardi elargiti sulla carta da Tremonti a Washington nell’ ottobre scorso), dei soldi finti“.

disoccupazione

Intanto, le storie di giovani (e non) precari, disoccupati, depressi, angosciati aumentano di giorno in giorno, gli articoli sulla loro condizione riempiono i quotidiani. Ma allora perchè non ribellarsi una volta per tutte? Perchè non scendere in piazza e manifestare per giorni? Perchè si parla di rivoluzione soltanto per indicare quella francese o quella del ’68? Forse perchè prima c’era un qualcosa o un qualcuno da combattere, chiamiamolo re, chiesa, famiglia, Stato. Ora tutto questo sembra essere venuto meno sotto la forza maggiore del sistema finanziario, del mercato che gestisce le nostre vite con il nostro “consapevole” consenso. Come ha detto Umberto Galimberti: “Per oggi mangio, domani… poi ci penso”.  Si vive il momento senza pensare al futuro che non è neanche troppo lontano, ma immediato, che ci separa poche ore da quel “domani” che non ha nessuna forma, che per qualcuno non vale neppure la pena di vivere. Il carpe diem di Orazio è quanto mai attuale: accettare il proprio destino e  godere del presente senza pensare al domani e alla sua inevitabile incertezza. L’unico problema è che noi, oggi,  non abbiamo nulla da godere nemmeno in questo preciso istante.


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03 2009