Posts Tagged ‘comunicazione’

  1. Do it yourself

    settembre 28, 2010 by La Vyrtuosa


  2. Ratzinger: la Gioventù hitleriana ha lasciato il segno

    maggio 13, 2009 by La Vyrtuosa

    ratzinger

    Poi, però, ha voluto compensare accogliendo nella chiesa cattolica il vescovo lefebreviano Richrad Williamson, noto per le sue posizioni negazioniste della Shoah (“Io credo che non siano esistite le camere a gas”).

    Secondo il portavoce vaticano, Benedetto XVI “non ha niente a che fare con la violenza, è una persona gentile, umile e dolce. Non è mai stato contro gli ebrei”. A quanto pare, durante la visita in Israele Ratzinger ha preferito non menzionare  i milioni di morti nell’Olocausto nè i nazisti come responsabili, evitando anche di soffermarsi sulla sua origine tedesca. Ma il suo difensore, Padre Lombardi, ha sottolineato che il Pontefice “non può ripetere gli stessi concetti in ogni discorso e che, ormai, non si offende quando i mezzi di comunicazione alterano le sue parole“. Adesso sono i mezzi di comunicazione ad alterare le sue parole?

    Sono gradite le scuse ufficiali da parte dei sei milioni di ebrei che si sono permessi di consumare notevoli quantità di gas letale per una morte veloce e senza inutili spargimenti di sangue.


  3. E’ tempo di pagelle per il Parma WorkCamp

    marzo 22, 2009 by La Vyrtuosa

    parmawork

    Il Parma WorkCamp è finito ieri dopo la-due-giorni-no-stop che ci ha visti protagonisti dell’evento. Ma un po’ come tutte le grandi (?) manifestazioni, è il giorno seguente a essere caratterizzato dalle reazioni. Quindi , via libera a commenti e giudizi. Dato che questo post non vuole essere una dettagliata descrizione dei giorni trascorsi insieme e di tutte le non-conferenze tenutesi nella terra di nessuno (e qui la Fran capirà), ecco solo piccole impressioni tanto spontanee e poco riflessive sugli interventi e i partecipanti:

    • Prima di farlo parlare, date un camomilla, una tisana, un po’ di valeriana o anche del valium, se lo avete in casa, a Marco Camisani Calzolari. Io ho seriamente temuto che gli partisse un embolo da un momento all’altro durante la sua performance di comunicatore. Voto 8 soprattutto per le slide esplicative con le foto pescate chissà in quale meandro del web :)
    • Se dovete scrivere un Curriculum Vitae, non azzardatevi a seguire i consigli di Auro e Vanz, per carità: non indicate tra gli hobby quello di trascorrere le vostre giornate su Twitter, Friend Feed, Facebook solo per non annoiare il possibile datore di lavoro… perchè col cazz* che vi assume! Al massimo scrivete che ne siete a conoscenza, ma che non ci avete mai avuto a che fare con quei postacci e luoghi di perdizione (perchè è peccato! Tra un po’ lo dirà anche Ratzy, ricordatevelo). Voto 9 per la fiducia ai social media e al piercing sulla lingua di Auro :D
    • Secondo Sara Maternini sarà web-politically correct scrivere durante l’orario di lavoro “Non sto facendo un’ emerita cippa”? Però in francese eh, “Je ne fais pas n’importe quoi”, che è più raffinato ed elegante. Voto 8 per la velocità con la quale riusciva a nominare “Friend Feed,  Delicious, Flickr, Facebook, Twitter, Linkedin e quant’altro” ;)
    • Voglio ricordare a Precario che mi deve un link, in quanto ha ricevuto  una porzione di fusilli al pesto (gentilmente offerti da dove c’è Barilla c’è casa), ceduta dalla sottoscritta. Voto 10 per l’interismo innato e per lo stomaco insaziabile (cito: “Eh, ho bisogno di mangiare: dopo devo affrontare tutto quel viaggio”… si parla di tornare a Milano, un’ora e mezzo di macchina… e non aggiungo altro! :D )
    • Magnifica la location, splendido il rinfresco e apprezzatissimi gli omaggi  culinari a base di parmigiano reggiano e succhi di frutta (pare una brochure di serie B, me ne rendo perfettamente conto).  Propongo di regalare alla Fran una vacanza-premio di 2 settimane in qualsiasi posto che non le ricordi Parma, il suo comune e le “efficientissime e disponibilissime” responsabili con le quali ha avuto a che fare. Voto 10 e lode a tutto lo staff e alla mamma della Fran.
    • Infine, chi cazzo era Paul The Wine Guy? Già non ho la più pallida idea di che faccia abbia, figuriamoci se avessi mai potuto riconoscerlo da altri particolari, noti invece (così dice) al signor Stefigno,   famoso frequentatore di barcamp e toilette ;) Voto 8 per non avergli stretto la mano per ovvi motivi.

    Dato che mi sento magnanima di link, ecco una carrellata di bella gente presente al PWC (all’inizio non avevo mica capito cosa fosse sto “PWC”, tanto per la cronaca!): Linda, Francesca, AdamoEllis (che mi ha letteralemente conquistata, sapevatelo!), Paz83, Suzukimaruti, LaFra, Elena, Bloggo, Piero, Maria, Stella86 (proprio all’ultimo però!! Ci rifaremo, cara mia… via D’Azeglio ci attende) e quant’altro. Mi raccomando, elencateli ad alta voce e velocemente come solo la Maternini ci ha insegnato.

    Ci si vede al prossimo barcamp…

    PS: ecco l’articolo “serio” sul PWC (che poi io non ho mica capito se vi ho partecipato in quanto giornalista o in quanto blogger… mah! Di sicuro non ero Paul The Wine Guy!)


  4. La biblioteca degli sms per salvaguardare il presente

    marzo 18, 2009 by La Vyrtuosa

    pagenotfound-man

    Che fine faranno i 369 miliardi di miliardi di bit immessi ogni giorno su internet? Ovvero, chi mai potrà usufruire in futuro di tutti questi dati che vengono in minima parte immagazzinati in periferiche di massa esterne e in gran parte “persi”  a mano a mano che certi siti chiudono o che la tecnologia in cui sono custodite le informazioni diventa obsoleta? Così Lynne Brindley, direttrice della British Library, la biblioteca nazionale del Regno Unito,  sottolinea il pericolo di mantenere viva la memoria dei nostri giorni: “Per coloro che verranno dopo di noi sarà più difficile studiare la nostra era. Per gli storici sarà una tragedia”. Ma creare uno spazio volto a raccogliere tutte queste informazioni (selezionando e distinguendo, mi auguro) potrebbe essere la soluzione al problema. Infatti, la biblioteca ha creato un dipartimento impegnato nell’archiviazione di e-mail, sms, immagini sul computer, in modo da poterli immagazzinare e custodire per i posteri ed evitando, quindi, un buco nero nella storia del ventunesimo secolo. Al momento il progetto prevede di salvare il materiale presente negli oltre 8 milioni di siti inglesi, con  dominio “.uk”, per poi dedicarsi anche alla raccolta di siti e notizie relative alle prossime Olimpiadi di Londra.

    Per quanto riguarda le “pagine scomparse” dalla rete (con musica, video, testi), è già attivo un Internet Archive, nato nel 1996 a San Francisco, che risulta essere utile anche per lo studio dell’evoluzione dei siti Web.

    In Italia i sistemi bibliotecari non sono all’avanguardia come all’estero, soprattutto per i metodi di catalogazione e recupero delle informazioni. Ma per come stanno andando le cose nel nostro paese, forse non sarebbe male lasciare un  buco nero di questo periodo e della sua triste storia.


  5. Perseguitiamo lo stalking dei call center!

    marzo 16, 2009 by La Vyrtuosa

    telefono1

    Vittime di  sms, telefonate, e-mail,  invio di fiori o regali? Ora, finalmemente, potrete denunciare la violazione della vostra privacy e attenuare gli stati di ansia e paura generati dalla persecuzione di molestatori invadenti  (nel migliore dei casi) o pericolosi (nel peggiore) grazie al nuovo decreto anti-stupri, che comprende il reato di  stalking.

    A tre settimane dall’entrata in vigore del decreto legge sui molestatori, gli inquirenti sono impegnati in un intenso lavoro per far fronte alle denunce. In una ventina di giorni sono stati eseguiti circa quaranta arresti, due ogni 24 ore. E il ministro Carfagna annuncia un nuovo gruppo di carabinieri dedicato esclusivamente allo stalking.

    Qualcosa andava pur fatta, ma mettere a disposizione 11 carabinieri fra uomini e donne per tutelare le vittime di questi psicopatici, mi pare un’assurdità.  Anche se adesso un’eventuale denuncia dovrebbe essere presa maggiormente in considerazione dalle forze dell’ordine.

    Questo significa che potremo denunciare gli insistenti operatori telefonici e “call centeristi” che ci regalano nel primo pomeriggio squilli improvvisi sul cellulare? Che tentano di tenerci incollati alla cornetta pur di farci recapitare a casa l’intera annata dell’86 di vini del Chianti o che vorrebero inserire un nuovo piano tariffario al nostro telefono? Oppure che cercano in tutti i modi di strapparci una risposta  ai loro test psicologici su usi e costumi della nostra vita, per poi asserire alla fine: “Ma come, lei non è a conoscenza dello sponsor della Salernitana calcio??!! Ma che tifoso è?!”, “Non ha mai visto il canale  555 di Sky? Ma allora non è vero che guarda la tv!”. Cioè, io non solo ti regalo preziosi minuti della mia esistenza, evita di sbeffeggiarmi no?!Tele

    Mi sa che lo stalking non fa per me. Preferisco la violenza verbale.


  6. Litigano sul web e poi si picchiano. E la notizia?

    gennaio 21, 2009 by La Vyrtuosa

    Il mondo virtuale rispecchia quello reale. Anzi, forse sta diventando proprio come un’immagine riflessa allo specchio. Mentre si esaltano le virtù dei vari social network (o la loro stupidità),  ecco la notizia del giorno (no, non è l’insediamento di Obama alla Casa Bianca) riportata da alcune importanti testate come Il Corriere e La Stampa: due 15enni picchiano una coetanea dopo aver avuto un litigio sul web. A parte che la notizia potrebbe dare diversi spunti di dibattito, e magari nei commenti ci potrebbe stare qualche riflessione, questo post è solo volto a far notare come il giornalismo a volte (spesso) sia privo di regole etiche e di buon senso.  Ed evito di sottolineare le differenze tra giornali on-line e giornali cartacei, perchè in questi casi si comportano allo stesso modo. I due articoli sono praticamente identici. Motivo: copia-incolla dalle agenzie stampa. Per di più senza dare ulteriori spiegazioni sulle cause (un generale “messaggi poco gentili che le ragazze si erano scambiate il giorno prima”) e, in uno, senza precisare  il luogo dell’avvenuta aggressione (la stazione).

    Considerando la notizia irrilevante rispetto al ritiro dei soldati israeliani dalla striscia di Gaza, credo che, una volta presa la decisione di pubblicare un fatto di cronaca, si debbano comunque rispettare semplici e fondamentali “leggi del giornalismo”, quali verifica delle fonti e precisione delle informazioni. Cioè tutto quello che manca in questi, chiamiamoli, “articoli”.

    morte-giornalismo