È interessante come spendiamo tutti i giorni della vita a congedarci, dicendo e sentendoci dire a domani, e fatalmente, uno di quei giorni, che per qualcuno sarà stato l’ultimo, o non ci sarà più colui a cui lo abbiamo detto, o non ci saremo più noi che lo abbiamo detto.
“Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avrà in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avrà ciò in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Sì, proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un’altra parte. Prenderete quest’infuso di rivoluzione e lo donerete ad un vostro compagno”.
Parola del giorno: VILLANO, ossia chiunque abbia la sfrontatezza di abusare della cortesia di Silvio Berlusconi.
Berlusconi: Lei si sta rendendo non solo volgare, ma anche ridicolo.
Giornalista: Gli abruzzesi al giorno ci costano trecentocinquanta milioni di euro.
La Russa: Sa tutto.
Berlusconi: Io capisco che lei sia così arrabbiato e sa perché? Perché penso che tutte la mattina, se va a pettinarsi davanti lo specchio, si vede e si è già rovinato la giornata.
Per non rovinarsi la giornata, invece, bisogna avere queste facce.
Lo detestavo. Sì, io Lost lo detestavo. Ho passato quasi tutta la prima serie a dormire dopo cinque minuti di telefilm, per poi leggere i riassunti su wikipedia. Poi, il dramma. La dipendenza è arrivata poco prima della seconda stagione. Adesso, mi ritrovo a inveire persino contro quei pochi secondi di “sigla”, il cui unico scopo è quello di destabilizzare i miei neuroni, attivati per fornire risposte che neanche gli sceneggiatori di Lost sarebbero stati in grado di partorire.
Io Lost lo detestavo. Avrei trovato più appassionante leggere le avventure di Mosè, piuttosto che vedere i sopravvissuti di un incidente aereo alle prese con orsi polari, scie di fumo nero, botole, strane sequenze di numeri e flash-back di vita vissuta.
Io Lost lo detestavo. Adesso c’è qualcuno che mi dice: “Dai, non puoi guardare Lost tutto il giorno”. Già, dimenticavo. C’è anche la sesta serie di Grey’s anatomy.