‘Televisione’ Category

  1. Bevi Glen Grant. Michele!

    dicembre 29, 2010 by La Vyrtuosa

    (via Coq Baroque)


  2. Rai e Mediaset censurano il lesbo-spot della Renault Twingo Miss Sixty

    dicembre 18, 2010 by La Vyrtuosa

    Sedotta e abbandonata per colpa di un’auto. E’ la trama di uno spot pubblicitario in onda in questi giorni. La macchina in questione è la Renault Twingo Miss Sixty, dalla linea decisamente femminile. E, proprio per questo, le protagoniste della pubblicità sono due giovani donzelle dagli atteggiamenti molto intimi e ammiccanti. C’è chi parla di ambiguità, ma il giochino che si apprestano a fare sul letto, non lascia di certo spazio ai dubbi. Scatta, quindi, la polemica: Sky non ha avuto problemi a trasmettere la pubblicità in questione, mentre Rai e Mediaset hanno storto il naso e si sono rifiutate di “sporcare” il palinsesto. Ci starebbe bene una sonora risata, sì. Proprio la tv commerciale che ama sguazzare in mezzo a tette, culi e doppi sensi, si lascia intimorire da uno spot lesbo per nulla volgare. Sarà perché l’omosessualità è ancora un tabù o perché è “meglio andare con le prostitute che essere gay”?


  3. La nuova età dell’innocenza

    novembre 29, 2010 by La Vyrtuosa

    Cambiano vita, danno un calcio al passato e trascorrono le giornate tra balere, discoteche e centri benessere. Sono i nuovi giovani, gli over sessanta che hanno sbolognato figli e nipoti per potersi godere pensione e tempo libero nel migliore dei modi. In un’epoca in cui i giovani non sono tanto felici, in cui non riescono a realizzarsi nel mondo lavorativo e, di conseguenza, faticano a formarsi una famiglia e rendersi indipendenti, ecco che l’ultimo rapporto Censis – “Terza età. Un mondo da scoprire, una risorsa da valorizzare” – evidenzia come una buona parte della società, che per molti non conta più nulla a causa dell’avanzata età anagrafica, si dedichi ad attività sportive, cura del corpo, viaggi. Insomma, a una vita più dinamica. Molto più di quella del trentenne medio che – quando ha la fortuna di averlo – si lascia assorbire completamente dal lavoro, o di quella della neo-mamma che non sa a chi lasciare i figli al pomeriggio. Di certo, non ai nonni. Proprio come hanno mostrato in un  servizio a Le invasioni barbariche, intitolato “Non è un paese per giovani“, gli anziani di oggi (per lo più vedovi, single o divorziati) non sembrerebbero fatti per preparare crostate ai nipoti, ma tecniche di autodifesa (che possono sempre tornare utili), non per raccontare favole, ma gli ultimi viaggi in giro per l’Europa. Il cambiamento ha portato il divertimento. Se prima conducevano una vita noiosa al seguito di mariti, mogli e figli, adesso se la spassano alla faccia di chi ha qualche ruga in meno, ma molti più pensieri in testa. Considerando il fatto che, forse, sarebbe necessario avviare una ricerca maggiormente dettagliata su questa nuova fascia di italiani, a me sorge spontanea la domanda: ma sono davvero così tanti?

    “In questi anni la terza età è stata descritta come una generazione aperta,solidale,capace di proiettarsi al futuro,di organizzare la propria vita senza pesare sugli altri,desiderosa di relazioni familiari ed amicali per superare le inevitabili fragilità che accompagnano il procedere degli anni, prima di tutte la solitudine”. Non so se il talk delle Invasioni abbia riportato con accuratezza questo spaccato di realtà, che sicuramente c’è, ma rientra nell’eccezione. Forse un po’ più di un’eccezione, ma non è comunque la regola. Prima di tutto, le storie dei sessantenni raccontate nel programma andrebbero inserite in una cornice economica lontana da ristrettezze o problemi di pensione: sembravano tutti abbastanza consapevoli del proprio conto in banca, e  questo è un aspetto che non può passare inosservato. La salute è tutto, però una buona pensione ti permette, appunto, di vivere con più serenità, ti concede “il lusso” di un viaggio o di un ciclo di massaggi. E non sto demonizzando chi ha deciso di dedicarsi a questo genere di hobby. Nonostante sia favorevole all’esclusione di certi over da supermercati e poste, ammetto che stimo molto, ad esempio, quei gruppi in gita che seguono le guide turistiche per piazze e musei, felici di dedicarsi un po’ a se stessi. Fin qui, nulla di sbagliato. Tuttavia, una signora di 57 anni che afferma con convinzione “I figli mi danno soddisfazione, ma non sono parte della mia vita personale”, beh, mi fa un po’ specie. Immagino che un chihuahua scodinzolante o l’estetista che almeno una volta a settimana ti toglie i calli dal piede, possano considerarsi parte della tua vita personale. Questo si chiama menefreghismo. Non importa che magari tu abbia lavorato tutta una vita, ti sia dedicata anima e corpo alla casa e a quegli esseri che hai portato in pancia per nove mesi, e adesso voglia recuperare il tempo “perduto” e assaporare quella libertà che, a quanto pare, è stata negata dal mandare avanti una famiglia (in piena consapevolezza, aggiungerei). Avere nuovi interessi, coltivare amicizie, divertirsi, volersi bene, non significa necessariamente annullare tutto ciò che ha preceduto questa rinascita. Si tratta di vero e proprio egoismo, nell’accezione più negativa. Credo che queste persone non avrebbero dovuto fare solo una cosa nella vita: figli.


  4. Intervista a Josè Saramago

    giugno 21, 2010 by La Vyrtuosa

    È interessante come spendiamo tutti i giorni della vita a congedarci, dicendo e sentendoci dire a domani, e fatalmente, uno di quei giorni, che per qualcuno sarà stato l’ultimo, o non ci sarà più colui a cui lo abbiamo detto, o non ci saremo più noi che lo abbiamo detto.

    José Saramago (1922 – 2010)


  5. Una puledra di razza

    marzo 4, 2010 by La Vyrtuosa

    Chiara Ferragni alias “la donna che sussurrava ai cavalli”


  6. Pasolini pessimo educatore?

    maggio 15, 2009 by La Vyrtuosa

    In questo paese di santi e navigatori, a volte troviamo anche qualche poeta degno di essere ricordato e celebrato. In fondo, non a caso la letteratura italiana è stata da sempre esaltata come esempio di perfezione stilistica. Quindi, leggere che, durante l’edizione serale del Tg2, un giornalista ha pronunciato frasi come “Qualcuno dovrebbe spiegare a questi ragazzi che Pasolini era un pessimo educatore”, mi fa davvero venire i brividi. E non si tratta solo perché critica  uno dei più importanti scrittori italiani. Spero solo che abbia agito in tutta “coscienza” e consapevolezza e che abbia affermato tale idiozia dopo aver letto almeno qualche articolo e romanzo. Dopo essersi documenatato un minimo, insomma. Ma se Pasolini, e come lui anche altri artisti che hanno cercato di contribuire allo sviluppo culturale di questi paese, vengono additati come “pessimi educatori”, credo proprioche siamo giunti al livello più basso che si potesse toccare. Quali sarebbero, allora, gli esempi da prendere in considerazione? I politici? I concorrenti del Grande Fratello? Fabrizio Corona? Le veline? Sono questi i modelli di virtù da proporre alle nuove generazioni? In effetti è proprio quello che stiamo facendo. Se poi il giornalista del Tg2 si riferisse alle preferenze sessuali di Pasolini, allora non vedo che differenza ci sia tra lo scrittore e alcuni tronisti depilati e con le sopracciglia rifatte, che  senza pensarci due volte darebbero il culo al miglior offerente. E scusate i miei soliti francesismi. Anzi, non prendetemi in considerazione, che sono una “pessima educatrice”.

    pasolini2