Archive for the ‘Politica’Category

Regredire è meglio che curare

“Sulla soglia dei 90 anni mi accorgo che questa non è l’Italia che vagheggiavo a 20 anni. Allora ci svegliavamo ogni mattina convinti che avremmo fatto un passo avanti. Oggi ci accorgiamo ogni giorno di aver fatto un altro passo indietro”.

Carlo Azeglio Ciampi, 9 marzo 2010

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03 2010

Si vergogni, lei è un villano!

Parola del giorno: VILLANO, ossia chiunque abbia la sfrontatezza di abusare della cortesia di Silvio Berlusconi.

Berlusconi: Lei si sta rendendo non solo volgare, ma anche ridicolo.

Giornalista: Gli abruzzesi al giorno ci costano trecentocinquanta milioni di euro.

La Russa: Sa tutto.

Berlusconi: Io capisco che lei sia così arrabbiato e sa perché? Perché penso che tutta la mattina, se va a pettinarsi davanti lo specchio, si vede e si è già rovinato la giornata.

Per non rovinarsi la giornata, invece, bisogna avere queste facce.

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03 2010

Una crisi di regime

“Ora i cittadini hanno preso la parola, e bene ha fatto il Presidente della Repubblica a rispondere loro direttamente. Qualcosa si è mosso nella società e tutti sappiamo che la Costituzione vive proprio grazie al sostegno e alla capacità di identificazione dei cittadini. È una novità non da poco, soprattutto dopo anni di ossessivo martellamento contro la Costituzione. Oggi la politica dell’opposizione dev’essere tutta politica “costituzionale”. Dopo tante ricerche di identità inventate o costruite per escludere, sarebbe un buon segno se la comune identità costituzionale venisse assunta come la leva per cercar di uscire da una crisi che, altrimenti, davvero ci porterebbe, in modo sempre meno strisciante, a un cambiamento di regime”. (Stefano Rodotà)

Una crisi di regime

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03 2010

Il giusto equilibrio tra forma e contenuto

“Tecnicamente si può già parlare di dittatura. Forse non ce ne siamo ancora accorti perché siamo abituati ai colonnelli greci o alla giunta militare cilena. Ma quello che conta è la sostanza, non la forma. Oggi è inutile mandare i carri armati per prendere il controllo delle principali reti televisive, basta cambiare i direttori. Non serve far bombardare la sede del parlamento, è sufficiente impedire agli elettori di scegliere i parlamentari. Non c’è bisogno di annunciare la sospensione di giudici e tribunali, basta ignorarli. Non vale la pena di nazionalizzare le più importanti aziende del paese, basta una telefonata ai manager che siedono nei consigli d’amministrazione. E l’opposizione? E i sindacati? Davvero c’è chi pensa che questa opposizione e questi sindacati possano impensierire qualcuno? Gli unici davvero pericolosi sono i mafiosi e i criminali, ma con quelli ci si siede intorno a un tavolo e si trova un accordo. Poi si può lasciare in circolazione qualche giornale, autorizzare ogni tanto una manifestazione. Così nessuno si spaventa. E anche la forma è salva”.

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03 2010