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I disastri di Amy Winehouse
Mens sana in corpore sano. Se il fisico non regge, inutile pensare di avere la possibilità di far lavorare il cervello. Il destinatario a cui mi rivolgo è la cantante Amy Winehouse, che stimo musicalmente, senza condividere il suo stile di vita. Venerdì 8 maggio è stata obbligata ad abbandonare il concerto al Festival Jazz di Santa Lucia, l’isola caraibica sulla quale ha trascorso recentemente una lunga vacanza, a causa di “motivi tecnici”. L’esibizione, infatti, è stata interrotta da una pioggia improvvisa, che ha causato il malfunzionamento delle luci e bagnato la strumentazione dietro al palco provocando problemi al suono. Nonostante ciò, la band ha provato a continuare con lo spettacolo, ma inutilmente. Ai disagi dovuti alle condizioni metereologiche si è aggiunta una performance non proprio degna di lode: pare che la Winehouse, in evidente stato confusionale, abbia dimenticato le parole di alcune sue canzoni, muovendosi in modo impacciato e stonando notevolmente, come si può notare dal video. Molti dei presenti, quindi, hanno iniziato a fischiarla e a lamentarsi, ricevendo dalla rehab(ilitated) questa risposta: “Scusate, mi annoio”. A un certo punto la Winehouse ha abbandonato il palco, lasciando il concerto a metà e un pubblico al quanto irritato.
Il talento riconosce il genio all’istante. Ma poi dargli una mano mi sembra il minimo.
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05 2009
Il canto che incanta: la rivincita di Susan Boyle
Che per cantare sia necessario avere una bella voce, è fuori di dubbio. Che per partecipare ai talent show sia doveroso possedere, oltre a (presunte) doti artistiche, anche una certa fisicità-telegenia-bella presenza, è scontato. Eppure l’11 aprile sul palco del “Britain’s Got Talent“ si è esibita una 47enne che, a prima vista, si sarebbe pensato di farla partecipare al “Brutto anatroccolo”. In effetti, la natura non le ha donato un corpo alla Cindy Crawford, nè un viso alla Brigitte Bardot, bensì un’ugola che potrebbe fare invidia a numerosi cantanti giovani e meno giovani, italiani o stranieri. Si chiama Susan Boyle, fa la volontaria in una chiesa di Blackburn, sperduto villaggio scozzese, e ha dichiarato di non essere mai stata baciata. E, forse, non ha neanche mai sfogliato una rivista di moda. Ma questo era inutile palesarlo. Dettagli. Sì, in questo caso, si tratta davvero di dettagli trascurabili: non appena intona le note di I dreamed a dream, tratto dal musical “I Miserabili”, ecco che i ghigni e le risate sui volti dei giudici e del pubblico scompaiono per far posto alle espressioni di stupore e di sorpresa.
Standing ovation, lacrime, urla e applausi per il nuovo talento made in Britain. Il video con la sua esibizione è stato visto su youtube da 5 milioni di persone e la Sony ha già preso contatti con la Boyle. Non sarà mai stata baciata da un uomo, ma dalla fortuna sì. Magari è arrivata un po’ in ritardo, ma è giusto che la sua voce ottenga i giusti riconoscimenti. Anche Mario Giordano vorrebbe essere al suo posto, ne sono sicura.
