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	<title>La Vyrtuosa &#187; Libri</title>
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		<title>Libri per Natale: piccoli consigli di lettura da mettere sotto l’albero</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non avete fatto neanche un regalo di Natale. Lo so. Vi sentite in colpa, trascorrerete l’ennesimo 24 dicembre in giro per negozi e mercatini comprando doni di dubbio gusto, pur di non arrivare a mani vuote la sera della vigilia. Condivido il vostro immenso dolore. Per questo provo a venire in vostro aiuto, consigliandovi una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2011/12/libri_per_natale1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1038" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="libri_per_natale" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2011/12/libri_per_natale1.jpg" alt="libri_per_natale" width="300" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non avete fatto neanche un regalo di Natale. Lo so. Vi sentite in colpa, trascorrerete l’ennesimo 24 dicembre in giro per negozi e mercatini comprando doni di dubbio gusto, pur di non arrivare a mani vuote la sera della vigilia. Condivido il vostro immenso dolore. Per questo provo a venire in vostro aiuto, consigliandovi una manciata di libri che meritano un posto sotto l’albero. Lasciamoci alle spalle questo 2011 e iniziamo l’anno nuovo con un libro in mano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La bambina di neve</em> di Eowyn Ivey</strong>. Per chi ama l’inverno, il gelo, i fiocchi di neve tra i capelli. Per chi desidera un romanzo coinvolgente e, soprattutto, commovente. La storia di una coppia che decide di abbandonare tutto e tutti per iniziare una nuova vita in Alaska. Ad animare giorni sempre più freddi e silenziosi, una bambina che sembra nata dalla neve, un piccolo miracolo destinato a portare gioia e speranza. Fino all’arrivo della primavera.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quello che vedeva era qualcosa di impossibile, eppure era lì. Nella mano della bambina. Un singolo fiocco di neve, luminoso e traslucido. Un miracolo tagliente. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Facce da schiaffi<strong> di Mattia Carzaniga</strong>. Perché il mondo ha bisogno di schiaffi anche a Natale. Soprattutto soggetti come il tipo ti leggo sulla spalla, il commesso «le sta benissimo», la figa mondiale, la mamma italiana di bambino italiano, il collega ti fotto l’idea, e tantissimi altri. Un piacevole manuale di sociopatia con tanto di metro di shiaffeggiabilità da una a cinque manine, a seconda di quanto è molesto il tipo in questione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Ricco Che Fa il Povero. Arriva con un maglione di cashmere sdrucito da generazioni, un paio di vecchie Timberland, molla il casco sul tavolo e dice: </em><em>«In questo momento non c’ho una lira». </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Elisabeth</em> di Paolo Sortino</strong>. In un bunker dove non esiste spazio né tempo, la vita e la morte si intrecciano come due cose della stessa qualità. In ogni pagina si respira l’angoscia per la sopravvivenza di Elisabeth Fritzl, segregata dal padre per ventiquattro anni in un bunker costruito proprio sotto casa. Ventiquattro anni di violenze, umiliazioni e sensi di colpa. Adesso ci siete anche voi dentro quel bunker, e uscirne non sarà semplice.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vivere divenne un mestiere, duro quanto solo quello della guerra.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Prima di sposarti ero molto più in forma</em> di Ring Lardner</strong>. La vita di coppia, si sa, è difficile. Anniversari dimenticati, noia, atteggiamenti al limite della sopportazione inesistenti durante il periodo d’oro del fidanzamento. Tre brevi racconti sul matrimonio in cui ironia e amarezza si mescolano insieme per mostrare come gioie e dolori del legame coniugale siano quasi una tappa obbligata con cui fare i conti prima o poi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Stando a quanto sostiene mia moglie, ogni volta che inizio a parlare non capisco mai quando è il momento di smetterla. D’altra parte mi capita talmente di rado di poter dire la mia in sua presenza che devo cercare di sfruttare al meglio le poche occasioni. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 è stato un anno fruttuoso per quanto riguarda le letture. Sono stati tanti i libri che ho amato e pochi quelli che, una volta terminati, mi hanno fatto addirittura passare la voglia di leggere una quarta di copertina. Adesso ditemi voi <strong>quali libri vi sono piaciuti durante l’anno e quali consigliereste</strong> per un regalo sicuramente più apprezzabile della solita candela.</p>
<p style="text-align: justify;">Buone Feste, eh. <strong>Leggete con moderazione</strong> <img src='http://lavyrtuosa.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">[Photo Credit <a title="Photo Credit Framino" href="http://framino.blogspot.com/">Framino</a>]</p>
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		<title>Internet VS Analfabetismo</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Jan 2011 10:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Non sanno proprio leggere oltre il 30%. Non capiscono quello che leggono oltre il 50%. Non leggono mai circa 70%… […] l’unica dinamica albafetizzante, dice De Mauro, in un contesto altrimenti di peggioramento, negli ultimi anni è stata innescata da internet che ha alimentato l’inclusione di una fascia di popolazione che era poco sotto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Non sanno proprio leggere oltre il 30%. Non capiscono quello che leggono oltre il 50%. Non leggono mai circa 70%… […] l’unica dinamica albafetizzante, dice De Mauro, in un contesto altrimenti di peggioramento, negli ultimi anni è stata innescata da internet che ha alimentato l’inclusione di una fascia di popolazione che era poco sotto la soglia minima di accesso agli strumenti della lettura e che l’ha superata per gli stimoli trovati in rete&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://blog.debiase.com/2011/01/segregazione-culturale.html">Segregazione culturale &#8211; Luca De Biase</a></p>
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		<title>L&#8217;industria culturale che conta in Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 17:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla sinistra, Speranzon; sulla destra, l’industria culturale che conta in Italia. (via sanjuro) Se volete farvi un&#8217;idea su ciò che sta accadendo, vi rimando qui &#8211; #rogodilibri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2011/01/libri.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-942" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2011/01/libri.jpg" alt="" width="500" height="440" /></a></p>
<p>Sulla sinistra, Speranzon; sulla destra, l’industria culturale che conta in Italia. (via <a href="http://sanjuro.blogspot.com/2011/01/dottrina-speranzon.html">sanjuro</a>)</p>
<p>Se volete farvi un&#8217;idea su ciò che sta accadendo, vi rimando <a href="http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2572">qui </a> &#8211; #rogodilibri</p>
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		<title>Un karma pesante</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 10:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io prendo sul serio solo le cose negative minimizzando o ignorando quelle positive, come se fossi affetta da una strana miopia e riuscissi a mettere a fuoco solo ciò che è brutto. Come se fosse vero e reale solo quel che fa soffrire, e il resto scontato o inutile. Sono così da sempre, non penso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Io prendo sul serio solo le cose negative minimizzando o ignorando quelle positive, come se fossi affetta da una strana miopia e riuscissi a mettere a fuoco solo ciò che è brutto. Come se fosse vero e reale solo quel che fa soffrire, e il resto scontato o inutile. Sono così da sempre, non penso di poter cambiare.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; tutto qui, il libro di Daria Bignardi. E&#8217; tutta in queste poche frasi, la vita di Eugenia Viola. Eugenia è una di quelle persone che non fanno assolutamente nulla per migliorare le cose. Ma, in fondo, tutti noi troviamo sempre un buon motivo per stare male.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Un karma pesante</em>, Daria Bignardi, Mondadori, 2010</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Questo bacio vada al mondo intero</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Jan 2011 10:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[New York, 7 agosto 1974. Un uomo cammina lungo un cavo d’acciaio che unisce le torri del World Trade Center. Lo separano dal suolo ben centodieci piani. Ha in mano un bilanciere che gli permette di mantenersi in equilibrio mentre percorre quel viaggio in mezzo al cielo, un puntino nero che si destreggia tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">New York, 7 agosto 1974. Un uomo cammina lungo un cavo d’acciaio che unisce le torri del World Trade Center. Lo separano dal suolo ben centodieci piani. Ha in mano un bilanciere che gli permette di mantenersi in equilibrio mentre percorre quel viaggio in mezzo al cielo, un puntino nero che si destreggia tra le nuvole e il vento. E’ Philippe Petit, il famoso funambolo francese che ha tenuto con il naso all’insù decine e decine di newyorkesi. Intanto, sulla terra ferma, si susseguono – e spesso si compenetrano – le storie di chi cerca di tenersi aggrappato a un filo, di chi decide di cadere e di chi spera di poterci restare in bilico per sempre. Corrigan, trentenne irlandese approdato nel Bronx, si dedica giorno e notte alla fede e alla preghiera, aiuta gli anziani e porta caffè e conforto alle prostitute che lavorano nel suo quartiere. È una specie di missionario che ha trovato il suo Terzo Mondo nella città di New York. Tra le prostitute conosciute ci sono Tillie e Jazzlyn, rispettivamente madre e figlia afroamericane, che per vivere battono le strade degradate della Grande Mela in costumi fosforescenti e tacchi a spillo argentati. Le loro giornate sono fatte di camionisti, eroina e spesso anche di arresti da parte della polizia. Intanto, nell’Upper East Side, un gruppo di madri condivide lo stesso lacerante dolore: la perdita del proprio figlio in Vietnam. Non sono vere amiche, hanno semplicemente risposto a un annuncio sul giornale, decidendo di organizzare degli incontri per conoscersi meglio e per ricordare i giovani ragazzi morti tra le armi. Quel giorno di agosto, è Claire Soderberg ad ospitare le altre donne e, in un misto di vergogna per la classe sociale e per un appartamento lussuoso nei minimi dettagli, a mostrare la stanza del figlio deceduto in guerra, mentre si svolge una delle scene di finto perbenismo americano tra tazze di tè e pasticcini. Intanto, il marito di Claire, giudice di nefandezze quotidiane, si appresta a giudicare proprio quel Philippe Petit, che aveva così tanto impressionato per il suo spettacolo nel cielo…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2011/01/philippe_petit_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-916" title="philippe_petit_" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2011/01/philippe_petit_.jpg" alt="" width="600" height="330" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La storia realmente accaduta del coraggioso equilibrista fa da sfondo alle vicende metropolitane inventate dall’autore, come un filo invisibile che intreccia vite cariche di realismo e drammaticità. La voce di ogni personaggio è delineata magistralmente, i dialoghi sono veloci e d’impatto in un momento, più intimisti e commoventi in quello successivo. Tutti i protagonisti dei quattro libri in cui è suddiviso il romanzo sono legati dalla stessa città, dalla violenza, dai cambiamenti che portarono gli anni Settanta negli Stati Uniti, da quel giorno fatale che vide una creatura in cima a un cavo, simbolo della libertà più assoluta, e altre ancorate al suolo in mezzo alla miseria più deprimente. Il romanzo di Colum McCann ha vinto meritatamente l’ultimo National Book Award, e pare che J.J. Abrams voglia trasformarlo in un’opera cinematografica. Il titolo originale del libro racchiude l’essenza e il significato di questa eccellente storia corale: <em>Let the Great World Spin</em>, lascia che il grande mondo continui a vorticare.</p>
<p><em>Questo bacio vada al mondo intero</em>, Colum McCann, Rizzoli, 2010</p>
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		<title>Aldo Nove e la sua vita oscena</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Dec 2010 11:09:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Pensa che quando il dolore è troppo, quando è troppa la differenza, invece di essere lampante non si vede, non si riesce a inquadrarla, sfugge dalla mente, come quando avevo letto dell&#8217;arrivo delle navi di Colombo in America, erano così strane che all&#8217;inizio i nativi non le videro, eppure erano lì davanti a loro immense, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Pensa che quando il dolore è troppo, quando è troppa la differenza, invece di essere lampante non si vede, non si riesce a inquadrarla, sfugge dalla mente, come quando avevo letto dell&#8217;arrivo delle navi di Colombo in America, erano così strane che all&#8217;inizio i nativi non le videro, eppure erano lì davanti a loro immense, e se ne accorsero solo quando quelli attraccarono e scesero, e così ero io, quello che ero lì, in quel momento di normalità messa in scena per inerzia, non dormivo da giorni, era spettacolare la mia morte diluita, il suo ossequio al desiderio che aveva preso il posto dello strazio, e non c&#8217;erano più confini tra morte e normalità, <em>la morte si sconta vivendo</em>, aveva scritto un poeta, ma la mia morte era speciale, e la vivevo lì, in quell&#8217;istante mangiando la minestra con altre decine di ragazzi, nel rumore dei cucchiai, nei risucchi delle bocche, non riuscivo a fermare la mia mente, abbandonai tutto e salii in camera, la aprii e rividi il mio inferno minimo, mi chiesi quando avrebbe avuto fine e il mio pensiero fu che avrei voluto che non si estinguesse mai, che avrei voluto morire per sempre, se era quello morire&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Centoundici pagine per raccontare una sorta di apprendistato del dolore. Un dolore difficile da esprimere, soprattutto quando inizia in giovane età. Ci sono la morte dei genitori, le esperienze limite, la droga, la cocaina, i taxi, il giorno, la notte, la pornografia, il sesso, la sconfitta, la rinascita, la poesia. Un abbraccio fatto di confusione e alterazione di sensi, di liquidi e bocche, accompagna lo scrittore nel passaggio dalle ossessioni adolescenziali a quelle adulte. Centoundici pagine difficili da digerire, amare e commoventi: tutto dipende da quanto il cuore è in grado di reggere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2010/12/la-vita-oscena.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-901" title="la vita oscena" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2010/12/la-vita-oscena-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p><em>La vita oscena</em>, Aldo Nove, Einaudi, 2010</p>
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		<title>Upim POP in the City: novità nello shopping</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 09:32:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Upim POP in the City ha scelto la community di ZZUB per decidere quali prodotti popoleranno i nuovi negozi. Per la prima volta in Italia, voi clienti sarete i veri protagonisti dello shopping: potrete aiutare Upim POP in the City a far evolvere i punti vendita secondo i vostri gusti, decidendo quali brand e servizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pop.upim.it/it">Upim POP in the City</a> ha scelto la community di ZZUB per decidere quali prodotti popoleranno i nuovi negozi. Per la prima volta in Italia, voi clienti sarete i veri protagonisti dello shopping: potrete aiutare Upim POP in the City a far evolvere i punti vendita secondo i vostri gusti, decidendo quali brand e servizi avranno spazio all&#8217;interno dei negozi.</p>
<p style="text-align: justify;">Con cadenza periodica, sul sito <a href="http://www.zzub.it/">ZZUB.it</a>, saranno pubblicate delle pagine dedicate per confrontare brand, prodotti e servizi: i preferiti riceveranno più importanza all’interno dei punti vendita.<br />
Per partecipare all’iniziativa basta diventare <strong>Upim Opinion</strong>, iscrivendosi alle due community http://www.zzub.it e http://www.pop.upim.it. Inoltre, fino al 31 gennaio 2011, è possibile <strong>ricevere gratuitamente la POPupim Card</strong>, scaricando e compilando<a href="http://www.zzub.it/campagne/upim-pop-in-the-city/modulo-popupim-card/"> l’apposito modulo</a> per ritirare la card in omaggio direttamente in negozio.</p>
<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OemzWGGSYVI?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="350" src="http://www.youtube.com/v/OemzWGGSYVI?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Esprimere la propria opinione su brand e prodotti sul sito ZZUB.it ricaricherà la POPUpim Card con gli <strong>UpiMoney</strong>, ovvero punti, del valore di 5 euro ciascuno, che vengono accreditati sulla card quando si fanno acquisti nei negozi Upim POP in the City. Grazie a questa iniziativa, partecipando alle campagne su ZZUB.it, si guadagneranno dunque punti UpiMoney da spendere direttamente nei punti vendita Upim POP in the City.</p>
<p style="text-align: justify;">In sintesi, ecco <strong>come diventare Upim Opinion e partecipare alle campagne su ZZUB.it</strong>:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1</strong>.Iscriversi a http://www.zzub.it<br />
<strong>2</strong> Scaricare e compilare il modulo POPUpim Card su ZZUB.it.<br />
<strong>3</strong>. Ritirare la card in omaggio nel negozio Upim POP in the City più vicino.<br />
<strong>4</strong>. Registrarsi a http://www.upim.pop.it inserendo nel form il proprio numero di POPUpim Card<br />
<strong>5</strong>. Partecipare alle campagne esclusive, scegliere brand e prodotti preferiti e guadagnare UpiMoney.</p>
<p style="text-align: justify;">(Nota: l’iniziativa riguarda esclusivamente i nuovi store Upim POP in the City e non tutti i negozi Upim).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pop.upim.it/it/brands">Vestiti, libri, cosmetici, accessori</a>, sono solo alcuni degli articoli che è possibile trovare nei negozi Upim POP. Io mi batterò a suon di <em>passaparola</em> per l&#8217;apertura di punti vendita <a href="http://www.pop.upim.it/it/brands/71?world_id=libri">Feltrinelli</a>. E voi?</p>
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		<title>Magic Kingdom: la morte secondo Stanley Elkin</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 10:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cosa potrebbero mai desiderare dei bambini malati terminali? E’ quello che si chiede Eddy Bale, dopo aver perso il figlio dodicenne Liam, affetto da una grave malattia incurabile. Eddy è devastato dal dolore e dai sensi di colpa. Invece di acconsentire alle numerose terapie invasive, che hanno solo prodotto gravi effetti collaterali, avrebbe dovuto rendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa potrebbero mai desiderare dei bambini malati terminali? E’ quello che si chiede Eddy Bale, dopo aver perso il figlio dodicenne Liam, affetto da una grave malattia incurabile. Eddy è devastato dal dolore e dai sensi di colpa. Invece di acconsentire alle numerose terapie invasive, che hanno solo prodotto gravi effetti collaterali, avrebbe dovuto rendere gli ultimi giorni del ragazzino un vero e proprio spasso: guardare la televisione fino a tardi, svaligiare le pasticcerie, fare dei picnic con cestini pieni di gelato, fargli cariare tutti i denti a furia di bignè e budini. Così, questo padre abbandonato dal figlioletto &#8211; e poi anche dalla moglie che, subito dopo la sepoltura di Liam, ha preferito rifarsi una vita con il tabaccaio – decide di organizzare <strong>un viaggio a Disney World</strong> e portare nella patria del divertimento sette bambini malati terminali, destinati ad accanimenti terapeutici che non farebbero altro che affrettare i tempi della loro dipartita. C’è Janet Order, tredicenne dalla pelle blu, nata con un buco nel cuore e con l’aorta trasposta. C’è Rena Morgan, che combatte contro una terribile fibrosi cistica. Lo spiritosone del gruppo, Benny Maxine, dalla faccia bitorzoluta e il fegato ingrossato, che avrebbe preferito sbancare il casinò di Montecarlo, piuttosto che stringere la zampa di Topolino. E poi ci sono Noah Cloth, con un tumore alle ossa, Lydia Conscience, la quale a causa di un cancro alle ovaie, che le ha fatto lievitare la pancia a dismisura, viene ripetutamente scambiata per una donna incinta, Tony Word, che sta morendo ucciso dai leucociti, e, infine, Charles Mudd-Gaddis, invecchiato prima del tempo e destinato alla sedia a rotelle. Eccoli, quindi, tutti insieme nel mondo fatato per tentare di sconfiggere la realtà a colpi di fantasia.<br />
Ma non sono soli, ad accompagnare il gruppetto, oltre a Eddy Bale, ci sono una serie di personaggi dalle nevrosi più disparate, affetti da “malattie dello spirito”. Una tata che vorrebbe essere come Mary Poppins, ma che in realtà è vittima di gelosie e amore disinteressato. Un infermiere, descritto in tutta la sua omosessualità, che ricerca avventure nei bagni dell’hotel da sogno. Una donna, né tata né infermiera, che decide di prendersi una stanza singola per poter fumare in pace e darsi piacere per scaricare la tensione. Un medico frustrato e ossessionato dalle diagnosi, soprattutto di persone ebree. Neanche il dr. House con la sua migliore équipe sarebbe in grado di affrontare un simile quadro clinico. Eppure, l’autore, <strong>Stanley Elkin</strong>, riesce ad analizzare a fondo tutti questi “casi umani”, attraverso la pluralità dei punti di vista, mettendoci così tanta ironia da far apparire la storia una tragicommedia contemporanea. Il parco divertimenti fa da sfondo alle situazioni grottesche in cui si imbattono i protagonisti grandi e piccoli: vicende e conversazioni bizzarre si intrecciano con la critica al consumismo sfrenato incarnato da quel paradiso fatto di giostre, case stregate, Pluto, Minnie e Topolino sempre apparentemente sorridenti e affettuosi. Ma la perfezione così fittizia di Disney World si sgretola durante il momento della parata con i carri e le fanfare, tanto da sembrare “quasi la celebrazione di una vittoria bellica, dove gli orsi, i paperi, i cani e i nani erano degli schiavi, prigionieri già convertiti”. E i sudditi esultano al loro passaggio come fanatici impazienti, quegli spettatori dai difetti così evidenti da farli sembrare portatori sani di obesità, acne, espressioni da film horror, calvizie, cattivo gusto nel vestire e idiozia nel portare maschere di cartoni animati a cinquant’anni. I piccoli malati si accorgono di quanto orrore ci sia intorno a loro e si sentono meno soli. Forse anche più sani. E, soprattutto, sollevati dal fatto di non poter mai diventare così.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro l’umorismo si spreca, ma è lo stile elaborato, la formulazione di lunghi periodi fatti di incisi e parentesi, riproducendo il ritmo del parlato, a fare da padrone alla storia. Nulla è dettato dall’istinto, ogni singola parola, ogni singola virgola sono frutto di un lavoro ragionato e limato alla perfezione, rendendo tutto ancora più surreale, nonostante la concretezza delle sofferenze umane. Non esiste autocommiserazione, nessuna pietà nel racconto di questo genio del postmoderno scritto nel 1985. Per chi ama autori americani come John Barth, Richard Yates, Donald Barthelme, deve necessariamente lasciarsi catturare dall’opera di Stanley Elkin, il quale non ha ancora raggiunto la fama che gli spetterebbe, tanto da fargli ammettere ironicamente durante un’intervista: “Probabilmente conosco tutti i miei lettori per nome”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Magic Kingdom</em>, Stanley Elkin, Minimum fax, 2005</p>
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		<title>Armi non convenzionali</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 12:52:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Armi di distruzione di massa. Speriamo. (Gli e-book non valgono, eh). (via Tijereta)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2010/12/libro2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-854" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2010/12/libro2.jpg" alt="" width="720" height="500" /></a></p>
<p>Armi di distruzione di massa. Speriamo. (Gli e-book non valgono, eh).</p>
<p>(via <a href="http://tijereta.tumblr.com/post/2191992659/lee-libros-y-en-el-fondo-los-represores">Tijereta</a>)</p>
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		<title>Aids Sutra. Racconti e reportage sull&#8217;India nascosta</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 17:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lungo la costa dell’Andhra Pradesh, in India, vivono le lavoratrici del sesso di alto bordo, quelle che, a seconda della bellezza o della carnagione più o meno chiara, possono chiedere al cliente di turno fino a 10.000 rupie (250 dollari) per un’intera notte. Quelle che, grazie al loro corpo, possono mantenere uomini già sposati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lungo la costa dell’Andhra Pradesh, in India, vivono le lavoratrici del sesso di alto bordo, quelle che, a seconda della bellezza o della carnagione più o meno chiara, possono chiedere al cliente di turno fino a 10.000 rupie (250 dollari) per un’intera notte. Quelle che, grazie al loro corpo, possono mantenere uomini già sposati e violenti. Quelle che, pur di pagare l’affitto, sono disposte ad avere rapporti sessuali non protetti… Murad è un cineasta spiritoso e intelligente, un perfetto animale da festa, che saluta tutti gli amici più intimi con un “Ciao, tesoro”, riempiendo gli animi di gioia e vitalità. Murad è un omosessuale in grado di sedurre qualsiasi uomo su cui posi lo sguardo. Ma a soli trent’anni scopre di aver contratto l’Hiv e decide di non sottoporsi ad alcuna cura, andando così incontro a un suicidio al rallentatore… E’ difficile vivere in un paese come l’India che non tollera il legame, purtroppo sempre più stretto, tra lavoro sessuale e sopravvivenza. Soprattutto, quando si tratta di uomini che, dopo aver fatto i conti con la scoperta della propria natura, sono costretti per necessità a passare le giornate in strada con il rischio di essere arrestati, picchiati e sodomizzati dai poliziotti… Gli hijra, il terzo genere dell’India, vengono disprezzati dalla maggior parte delle persone, a partire dalla famiglia che il più delle volte è costretta a cacciarli di casa. Si sentono quindi protetti e accettati solo dalle comunità di riferimento. Nonostante la forte identità femminile, non tutti si sottopongono alla castrazione definitiva. Le occupazioni a cui si dedicano per vivere sono soprattutto tre: il mendicare, la benedizione dei matrimoni e la vendita del sesso… Shashank ha nove anni e ama le storie di fantasmi. Si trova in un istituto di accoglienza per bambini sieropositivi. L’India, infatti, ospita il maggior numero di orfani da Aids del mondo, anche perché sono molti a considerare un bambino con il virus al pari di un brutto presagio di cui disfarsi… Oltre a essere luogo di violenza, povertà e corruzione, la regione del Manipur ha visto crescere a dismisura tra la popolazione l’uso di eroina e anfetamine. E da quando alle farmacie sono state fatte pressioni affinché smettessero di vendere siringhe ai tossicodipendenti, ciò ha incrementato l’uso condiviso di aghi, rendendo così più probabile il contagio di Hiv e altre infezioni…</p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono solo alcuni dei sedici racconti che fanno parte di un’antologia realizzata in collaborazione con Avahan – India Aids Initiative della Bill &amp; Melinda Gates Foundation. Hanno dato il loro contributo importanti scrittori del subcontinente come Salman Rushdie, Vikram Seth, Shobhaa Dé, e Amartya Sen, il quale ha scritto una premessa sotto forma di saggio per comprendere l’entità dell’epidemia di Aids che sta colpendo uno dei paesi – in questo caso &#8211; più arretrati del mondo. Sono proprio l’ignoranza e la confusione sull’infezione a creare false credenze, a contribuire alla diffusione del virus e a ostacolare l’utilizzo di misure di prevenzione, a partire dall’uso corretto e regolare del preservativo. Inoltre, sono ancora poche le strutture che si occupano del trattamento e della cura dell’Aids con farmaci antiretrovirali a basso costo. Tuttavia, stanno emergendo, proprio tra le categorie più a rischio, delle Ong e delle comunità che cercano di fare informazione nelle zone più povere, rendendosi utili nella distribuzione di preservativi e per controlli medici. Ma tutto questo non basta a portare alla luce ciò che continua a essere nascosto da buona parte della popolazione e dalle fonti ufficiali, un mondo vittima di sfruttamenti, violenze, malattie e vendita del corpo per pochi centesimi. Sembra non esserci spazio per le emozioni in mezzo a rifiuti e leggi draconiane che smontano quell’immaginario occidentale di un paese fatto solo di colori, sari di seta e tè speziati. Forse, questa raccolta di reportage e interviste può essere un modo per fare uscire dal buio la parte della società tenuta ancora nell’invisibilità.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>AIDS Sutra. Diciassette grandi scrittori raccontano l’India nascosta</em>, (a cura di) Neghar Akhavi, Mondadori, 2010</p>
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