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	<title>La Vyrtuosa &#187; Libri</title>
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		<title>Giornata mondiale del libro e del diritto d&#8217;autore</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante (Fernando Pessoa) Il 23 aprile si festeggia la Giornata mondiale del libro e del diritto d&#8217;autore, evento patrocinato dall&#8217;UNESCO per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lavyrtuosa.com/2012/04/giornata-mondiale-del-libro-e-del-diritto-d-autore/giornata_mondiale_del_libro03/" rel="attachment wp-att-1143"><img class="aligncenter size-full wp-image-1143" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="Giornata_mondiale_del_libro" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2012/04/Giornata_mondiale_del_libro03.jpg" alt="Giornata_mondiale_del_libro" width="550" height="413" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;"><em>I libri ci danno un diletto che va in profondità, discorrono con noi, ci consigliano e si legano a noi con una sorta di familiarità attiva e penetrante (Fernando Pessoa)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il 23 aprile si festeggia la <a title="Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_mondiale_del_libro_e_del_diritto_d'autore">Giornata mondiale del libro e del diritto d&#8217;autore</a>, evento patrocinato dall&#8217;UNESCO per promuovere la lettura, la pubblicazione dei libri e la protezione della proprietà intellettuale attraverso il copyright.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale modo migliore di festeggiare se non acquistando, regalando e &#8211; ovviamente &#8211; leggendo un buon libro (o un eBook)?</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco i miei consigli di lettura se per caso fate un salto in libreria:</p>
<p style="text-align: justify;">- <em><a title="In stato di ebbrezza" href="http://lavyrtuosa.com/2012/04/in-stato-di-ebbrezza-james-franco/" target="_blank">In stato di ebbrezza</a></em> di James Franco (minimum fax)</p>
<p style="text-align: justify;">- <em>Q</em> di Luther Blisset (Einaudi)</p>
<p style="text-align: justify;">- <em>Se ti abbraccio non aver paura</em> di Fulvio Ervas (Marcos y Marcos)</p>
<p style="text-align: justify;">- <em>Qualcosa di scritto</em> di Emanuele Trevi (Ponte alle Grazie)</p>
<p style="text-align: justify;">- <em>Le vacche di Stalin</em> di Sofi Oksanen (Guanda)</p>
<p style="text-align: justify;">- <em>Stoner</em> di John Williams (Fazi)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Io ho fatto la mia parte. Voi cosa aspettate? Buona Giornata mondiale del libro a tutti!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sapere che si ha qualcosa di bello da leggere prima di coricarsi è una delle sensazioni più piacevoli della vita (Vladimir Nabokov)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>In stato di ebbrezza &#8211; James Franco</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 09:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[eBook]]></category>
		<category><![CDATA[In stato di ebbrezza]]></category>
		<category><![CDATA[James Franco]]></category>
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		<description><![CDATA[Il giorno di Halloween di dieci anni fa, al mio secondo anno di liceo, ho ucciso una donna. *** È assurdo come accadono cose nuove che ti fanno dubitare che ci sia qualcosa di bello nella vita. Sono tutti lì che fanno finta di essere normali e tuoi amici, ma sotto sotto ognuno di loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lavyrtuosa.com/2012/04/in-stato-di-ebbrezza-james-franco/james-franco/" rel="attachment wp-att-1133"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1133" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="In stato di ebbrezza - James Franco" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2012/04/James-Franco-218x300.jpg" alt="In stato di ebbrezza - James Franco" width="218" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il giorno di Halloween di dieci anni fa, al mio secondo anno di liceo, ho ucciso una donna.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>È assurdo come accadono cose nuove che ti fanno dubitare che ci sia qualcosa di bello nella vita. Sono tutti lì che fanno finta di essere normali e tuoi amici, ma sotto sotto ognuno di loro vive un’altra vita di cui tu non sai un bel niente, e se solo avessimo una videocamera a riprenderci tutto il tempo, potremmo andare a guardare i video degli altri e scoprire com’è fatto veramente ciascuno di noi. A quel punto, però, ti ritroveresti a guardare le ragazze che fanno la cacca e i ragazzi che cercano di succhiarselo da soli.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La materia preferita di mio padre è la matematica. Lui lavora all’IBM, nella Silicon Valley. Passa le giornate a fare matematica. Io odio la matematica. Mi fa studiare con lui, per cui in matematica sono bravissima, ma non vado a vantarmene in giro perché sono una femmina.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>I compiti in classe di matematica erano quasi sempre di giovedì, per cui il mercoledì io e mio padre dovevamo studiare molto di più, e io mi perdevo Beverly Hills 90210. Non lo registravo mai.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Uccelli, e uccelli, e animali, e cose; con le fionde, e i fucili ad aria compressa, li uccidevamo, e li uccidevamo. Ne uccidevamo un sacco. Una volta ogni tanto uno dei miei amici portava un fucile ad aria compressa e andavamo a fare baldoria. Sparavamo a tutto quello che si muoveva.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Poi Simone mi spezzò il cuore. Mi lasciò per Rio Gereaux, un campioncino di ginnastica. Eravamo in quarta elementare, ma fu comunque una bella mazzata. Cioè, quand’è che le cose dovrebbero cominciare a essere importanti? Adesso, e adesso, e adesso.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo sparato coi fucili ad aria compressa contro la chiesa Unionista. Le pallottole hanno fatto dei leggeri scoppiettii nel bucare le finestre della chiesa. Quando ero più piccolo mi metteva paura vedere quei puntini circondati di vene. Li associavo a dei cattivi sconosciuti con in mano aggeggi distruttivi. Senza faccia e che giravano vorticosamente. Adesso i cattivi eravamo noi.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Eravamo ubriachi e ci inventavamo canzoncine tutte nostre. Cantavamo degli ebrei, e di quant’erano spilorci. Non con cattiveria, solo per fare casino e divertirci. Io cantavo a squarciagola.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo un po’ ho acceso la macchina e lentamente sono tornata verso casa del professor B. Nel vecchio pacchetto m’era rimasta l’ultima sigaretta. L’avevo messa sottosopra per esprimere un desiderio. Me la sono infilata in bocca, l’ho accesa e ho espresso un desiderio disperato.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quella notte non sono riuscito a dormire. Era come se fosse la vigilia di Natale, ma non lo era. Era una cosa che non conoscevo. Non avrei ricevuto né dato niente. Avrei solo portato via qualcosa.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Stiamo qui seduti perché è buio, e fuori dall’edificio non ci sono luci. Ci siamo fermati solo perché è ancora notte e siamo ubriachi, e nessuno vuole andare a casa, mai, e questo posto vale come un altro per starsene semplicemente seduti nell’ombra e lasciare che la vita rallenti.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sono tutti adolescenti. Sono tutti di Palo Alto. Sono (quasi) tutti sempre strafatti di alcol o droga. E, soprattutto, sono tutti soli. Sono i protagonisti di<em> In stato di ebbrezza</em>,  raccolta di racconti di <strong>James Franco</strong> pubblicata da <em>minimum fax </em>(anche in <a title="eBook In stato di ebbrezza James Franco" href="http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/551">eBook</a>). Siamo nei <strong>primi anni ’90</strong>, quando il videogioco di culto era Street Fighter e in tv trasmettevano <em>Nella giungla di cemento</em>, un film fatto di sparatorie, sesso e furti d’auto nella parte di Los Angeles dominata dagli afroamericani. Anche<strong> Palo Alto</strong> era teatro di sparatorie, sesso e furti d’auto. E James Franco ce lo racconta in modo semplice, senza pregiudizi, <strong>senza inutili moralismi</strong>. C’è solo l’<strong>immensa solitudine</strong> di un gruppo di ragazzini che vanno alle feste per rimorchiare, fumare erba, scolarsi bottiglie di vodka e fare a botte. Si percepisce una costante tensione che porta i <em>giovani ribelli</em> a compiere azioni frutto della noia e della poca autostima. Ma sfido io ad avere stima di sé a 13 anni. E quindi si passa il tempo a <strong>sparare agli uccelli in volo</strong>, a <strong>bruciarsi le braccia con le sigarette</strong>, a fare svastiche sui muri (solo perché fa ridere) e a <strong>insultare gay e troie</strong>. Alcuni racconti sono splendidi nella loro unicità e, a volte, anche nella loro banalità.</p>
<p style="text-align: justify;">In <em>Lockheed</em> la protagonista, bravissima in matematica, inizia uno stage alla Lockheed Martin (quelli che fabbricano missili e satelliti): il suo compito è guardare vecchie bobine di filmati sulla luna e annotare le macchie che compaiono sulla pellicola. Dopo un po’ questo incarico diventa noioso, così Marissa decide di passare tutto il tempo a disegnare «arcobaleni, persone, città, pistole, gente che veniva colpita e sanguinava, gente che faceva sesso. Quando mi stancavo scarabocchiavo e basta. Provavo a fare ritratti di persone che conoscevo. Quelli della mia famiglia venivano fuori sempre buffi, facevano ridere perché erano somiglianti ma non abbastanza. Poi disegnavo tutte le cose della mia infanzia, tipo Hello Kitty e Iridella e i Miei Mini Pony. Disegnavo i G.I. Joe di mio fratello. Disegnavo i Miei Mini Pony che uccidevano i G.I. Joe». Marissa è un’artista. Si rifugia in quei disegni per scacciare l’insoddisfazione e il fallimento della vita reale. Poi c’è <em>Storia americana</em>. Il professore di storia spiega la schiavitù agli studenti di primo liceo e fa mettere in scena un finto dibattito tra gli schiavisti e gli stati liberi degli Stati Uniti. «Io facevo il Mississippi, e dovevo fare finta di volere che la schiavitù restasse legale. Io e gli altri quattro compagni che facevano gli stati schiavisti ce ne stavamo seduti da una parte della stanza e davanti a noi avevamo i cinque ragazzi degli stati liberi. Il resto della classe ci guardava con la faccia di chi non capisce niente». Interpretare un razzista ha le sue conseguenze. E di certo non sono conseguenze piacevoli. Usare la parola <em>negro </em>ti mette subito nella condizione di essere picchiato a sangue. Uno dei racconti più toccanti e difficili da digerire è <em>Chinatown.</em> È così che verrà chiamata Pam, mezza vietnamita e mezza bianca, che con la Cina non ha nulla a che fare. Conosce Roberto, forse se ne innamora: da quel momento diventa la ragazza di tutti. Sesso di gruppo quasi al limite dello stupro e della violenza più meschina. Chinatown si concede al cuoco di un piccolo ristorante, e Roberto ottiene una cena gratis.</p>
<p style="text-align: justify;">No, questa non è la Silicon Valley di Facebook e della Stanford University. Questa è la provincia americana in cui è difficile sopravvivere senza una bottiglia di birra in mano, quando al suo posto non c’è addirittura una pistola. Le delusioni sono tante e durante l’adolescenza sono amplificate al massimo. E il massimo lo dà James Franco, che oltre a essere un eccezionale attore e regista, è anche un abile narratore. Si sente un po’ l’aria di <strong>Bret Easton Ellis</strong>, ma in questi racconti c’è più semplicità nei sentimenti e nelle parole. E ti fanno venire voglia di prendere un foglio bianco e disegnare un grandissimo arcobaleno.</p>
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		<title>Questa città che sanguina &#8211; Alex Preston</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Elliot Edizioni]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>

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		<description><![CDATA[Io volevo solo vivere con la leggerezza che riusciva tanto bene ai nostri amici di Edimburgo, volevo solo muovermi per il mondo con lo stesso passo morbido, inconsapevole e indifferente al peso di una vita alle prese con le gelide necessità. *** Avevamo così tanti ideali, così tanti sogni, e alla fine ci siamo accontentati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lavyrtuosa.com/2012/04/questa-citta-che-sanguina-alex-preston/questa-citta-che-sanguina/" rel="attachment wp-att-1127"><img class="aligncenter size-full wp-image-1127" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="Questa città che sanguina" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2012/04/Questa-città-che-sanguina.jpg" alt="Questa città che sanguina" width="250" height="383" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Io volevo solo vivere con la leggerezza che riusciva tanto bene ai nostri amici di Edimburgo, volevo solo muovermi per il mondo con lo stesso passo morbido, inconsapevole e indifferente al peso di una vita alle prese con le gelide necessità.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>***</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Avevamo così tanti ideali, così tanti sogni, e alla fine ci siamo accontentati dei soldi.</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’insicurezza strisciava alle mie spalle come un mostro, schizzando su e scatenando il terrore ogni volta che avevo un momento di sollievo. Mi ci vollero anni per capire che nel mondo della finanza sono pochi quelli che sanno davvero cosa stanno facendo. È un gioco di bluff astratti, una scommessa sul fatto che chi ti sta accanto sia leggermente più stupido di te o troppo poco coraggioso per far notare i tuoi errori.</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mi chiesi quante persone vivessero così, procedendo disperatamente da un giorno all’altro, stringendosi con dita tremanti ai rituali della vita quotidiana.</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il tempo si rastrema verso un punto preciso. Come la sabbia di una clessidra, il tempo si spoglia di tutto ciò che non è essenziale, si raffina nel flusso puro di un unico minuscolo cristallo. Noi aspettiamo e guardiamo la sabbia cadere tra le cosce di una clessidra.</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Forse Madison aveva capito tutto: impara a dare al lavoro più importanza di qualsiasi altra cosa e il tempo libero cessa di esistere: non c’è bisogno di stipare i fine settimana e le vacanze con disperate imprese adrenaliniche che riempiono solo di passaggio il grande vuoto della vita.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Comprarsi il futuro pagandolo con la gioventù. È ciò che fa Charlie Wales, 24 anni e una laurea in Lettere. Durante l’università a Edimburgo conosce Vero e Henry, gli amici perfetti, quelli che diventeranno anche i suoi coinquilini a <strong>Londra</strong>. Una volta terminati gli studi, i tre si trasferiscono nella City, colmi di <strong>ambizioni</strong>, di <strong>desideri</strong>, di<strong> traguardi da raggiungere</strong>. E il traguardo più importante per Charlie è <strong>fare soldi, tantissimi soldi</strong>. Solo così potrà sentirsi forte, invincibile, e regalare un futuro dorato a Vero. Nonostante la laurea  umanistica e la passione per il teatro e la letteratura, Charlie riesce a ottenere un posto alla Silverbirch Capital, una società di investimenti tra le più importanti in città. Ed eccolo il <strong>mondo aggressivo e indifferente della finanza</strong>, che si piglia i tuoi vent’anni e ti restituisce bonus da un milione di sterline.  Finiscono le notti fatte di alcol e feste e iniziano i week end buttati su fogli di calcolo e relazioni sul ciclo dei mercati. <strong>Gli ideali e i sogni hanno lasciato il posto al dio denaro</strong>, per il quale si è disposti a ingoiare ogni giorno  tranquillanti per sopravvivere a ritmi sempre più frenetici. Ma la crisi dei mercati è dietro l’angolo, e Londra sta per attraversare uno dei momenti più difficili della storia. E la crisi arriva anche per Charlie, il crollo inevitabile delle aspettative, la consapevolezza che i soldi l’hanno reso solo peggiore, cinico, senza più amici, senza più Vero. In quel momento, si rende conto che sta pagando per tutti gli errori commessi, per le scelte sbagliate, per quella infelicità che si è fatta strada giorno dopo giorno.<strong> Forse c’è una via d’uscita</strong>, abbandonare tutto, voltare pagina e lasciarsi alle spalle la disperazione di questa società materialista. E provare, per una volta, a <strong>cercare la felicità di quegli anni che non torneranno mai più</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per chi sta vivendo un momento di passaggio, per chi sta cercando una strada nel mondo (del lavoro), per chi non dorme la notte divorato dai dubbi e dalle incertezze del futuro. <em>Questa città che sanguina</em> di Alex Preston <strong>vi farà male, vi farà sanguinare il cuore</strong>. Ma vi farà anche riflettere: avete fatto le scelte giuste? Avete frequentato l’università che vi aprirà le porte di un domani fatto di sicurezze e stipendio fisso? Avete ancora vicino gli amici più cari o li avete abbandonati su quella strada fatta di ambizioni e invincibilità? Forse siete ancora in tempo per mollare, cambiare rotta, <strong>inseguire i sogni ed evitare il crollo</strong>. Forse siete ancora in tempo per <strong>rialzare la testa e tornare a vivere</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La casa per bambini speciali di Miss Peregrine &#8211; Ransom Riggs</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 09:30:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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		<category><![CDATA[Tim Burton]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia recensione pubblicata su Mangialibri: Jacob non crede più alle favole. Ha 16 anni e non crede più alle storie che il nonno Abe continua a raccontargli. Mostri, bambini invisibili, falchi che fumano la pipa. Storie dell’orrore che ormai, secondo Jacob, sono solo frutto dell’infanzia dolorosa del nonno. Abe, infatti, è stato l’unico della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavyrtuosa.com/2012/04/la-casa-per-bambini-speciali-di-miss-peregrine-ransom-riggs/la-casa-per-bambini-speciali-di-miss-peregrine/" rel="attachment wp-att-1121"><img class="aligncenter size-full wp-image-1121" title="La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2012/04/La-casa-per-bambini-speciali-di-Miss-Peregrine.jpg" alt="La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" width="230" height="367" /></a></p>
<p>La mia recensione pubblicata su <a title="La casa per bambini speciali di Miss Peregrine" href="http://www.mangialibri.com/node/10222" target="_blank">Mangialibri</a>:</p>
<p>Jacob non crede più alle favole. Ha 16 anni e non crede più alle storie che il nonno Abe continua a raccontargli. Mostri, bambini invisibili, falchi che fumano la pipa. Storie dell’orrore che ormai, secondo Jacob, sono solo frutto dell’infanzia dolorosa del nonno. Abe, infatti, è stato l’unico della famiglia a lasciare la Polonia prima che scoppiasse la Seconda guerra mondiale: a 12 anni si è ritrovato in un orfanotrofio presso un’isoletta del Galles che descriveva come incantata, un porto sicuro fatto di “estati eterne, angeli custodi e bambini magici”. Ma si tratta solo di fantasie? I mostri che ancora perseguitano Abe hanno il volto dei soldati nazisti oppure sono davvero creature malvagie dotate di poteri soprannaturali? E quelle vecchie foto in cui compaiono neonati che levitano, cani con la testa di bambino e piccoli contorsionisti, sono reali o sono la conseguenza di inquietanti manipolazioni? Bisogna scoprire la verità. Jacob parte per l’isola di Cairnholm, al di là dell’oceano Atlantico, alla ricerca dell’orfanotrofio gestito da Miss Peregrine. Ma non è più il luogo incantato descritto da Abe, bensì un luogo disabitato, con i muri sventrati e i rampicanti che fagocitano le pareti. Una casa abbandonata, fino a quando non compaiono all’improvviso dei bambini: i bambini speciali…<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Avventura, magia, mistero</strong> sono gli ingredienti di questa <strong>favola dark</strong> che ci riporta indietro nel passato. Un passato torbido e tragico come quello degli anni del <strong>nazismo</strong>. Storia e immaginazione si intrecciano per creare così un romanzo ricco di colpi di scena che si alternano in due epoche diverse. In mezzo alla storia principale, <strong>Ransom Riggs</strong> è stato abile a tracciare quel passaggio dall’infanzia all’età adulta, quando tutto viene risolto con spiegazioni razionali che non lasciano spazio a fantasie di alcun tipo. Il protagonista, però, è un adolescente che, se da una parte tenta di rifiutare quelle storie così affascinanti del nonno, dall’altra non riesce totalmente a distaccarsene, fino a desiderare di scoprire in prima persona la verità. Il suo viaggio, la sua esplorazione di luoghi sconosciuti, lo aiutano nella <strong>scoperta di se stesso</strong>, delle sue capacità, dei suoi sentimenti e della persona che vuole diventare. La conoscenza di quei “bambini speciali” permette a Jacob di comprendere le mille sfaccettature della realtà e, soprattutto, le <strong>mille diversità che rendono ognuno di noi unico</strong>, speciale, senza per questo possedere poteri magici. Le foto all’interno del libro sono a dir poco accattivanti e originali: si tratta di<strong> immagini autentiche e d’epoca</strong> che Ransom Riggs ha visto nelle raccolte di alcuni collezionisti. Nel romanzo non è presente un vero e proprio finale, tanto da far presupporre un eventuale seguito che sicuramente non ci lasceremo sfuggire.  Intanto, a quanto pare, la 20th Century Fox vuole portare sul grande schermo <em>La casa per bambini speciali di Miss Peregrine</em>, e l’<strong>adattamento cinematografico</strong> potrebbe essere realizzato da <strong>Tim Burton</strong>. Incrociamo le dita.</p>
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		<title>Le più strepitose cadute della mia vita &#8211; Michele Dalai</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 09:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Le più strepitose cadute della mia vita]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Dalai]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre apprezzato la schiettezza, ma ci sono dei limiti. Che la mia autostima venga affondata da uno che potrebbe aver appena ballato latinoamericano e che sono pure passato a prendere in macchina, questo no. *** Ora vanno le girl band e tutti i migliori creatori di mostri fanno la stessa cosa: gruppi soft porno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ho sempre apprezzato la schiettezza, ma ci sono dei limiti. Che la mia autostima venga affondata da uno che potrebbe aver appena ballato latinoamericano e che sono pure passato a prendere in macchina, questo no.</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><em>Ora vanno le girl band e tutti i migliori creatori di mostri fanno la stessa cosa: gruppi soft porno. Scimmiottano la vecchia pubblicità dello Zafferano 3 Cuochi e la ripropongono in chiave erotica: un&#8217;euroasiatica, un&#8217;afroamericana e un&#8217;asiatica. Mi sono documentato scrupolosamente e ho capito che i prodotti destinati al mercato dei maschi adolescenti sono solo un enorme incitamento alla masturbazione. Anche quelli destinati al mercato dei postadolescenti e degli adulti, in realtà. </em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><em>Mentre la preghiera si arrampica sulle pareti nude della stanza, il pugile più talentuoso del mondo pensa a quanti minuti, ore e giorni ha passato a prendere e dare pugni. Fare bene la sola cosa che si sa fare è un obbligo, saper fare solo quella una prigione.</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><em>Non c&#8217;è ironia perché non serve, siamo tutti parte del medesimo grande scherzo, siamo tutti al di sotto delle aspettative e quindi sono le aspettative a sbagliare. </em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><em>I capi non cadono, non si fanno sorreggere, non si fermano. I capi non hanno un corpo mistico e non coltivano culti, quelle sono cose per narcisi e teatranti. Enrico Berlinguer non cade perché già tutto cade intorno a lui, ed è cosciente che non gli è concesso di abbandonare la scena a quel modo. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Milano, 1997. <strong>Antonio Flünke</strong> cade sempre. Neanche quando dorme è al sicuro dalle sue cadute. Perde l’equilibrio mentre cammina, alla fine del tapis roulant, mentre chiede l’ora ai passanti, addirittura da seduto. Dopo ogni caduta, però, Antonio ride, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Figlio di una bagnina romagnola e di un ex modello tedesco – “il ribaltamento di ogni teoria filosofica sulla Riviera” –, Antonio è un musicista, suona il piano e vorrebbe vivere della sua arte.  Ma alla fine degli anni ’90 l’unica prospettiva di successo sembra quella di creare una <strong>boy band</strong> e seguire le orme di<strong> Take That, Backstreet Boys, Boyzone e dei nostri indimenticabili (?) Ragazzi Italiani</strong>. Questa è gente che svolge una funzione socialmente utile, che vende sogni, proiettata nel mondo dell’affidabilità e della sincerità, che “dà delle risposte, anche a domande che nessuno aveva fatto”. Ecco che insieme a Bello, giovane tamarro sudamericano, e a Fede detto “Faith”, l’uomo dalle cadute più strepitose forma una boy band di nome <em>Epica</em>. Secondo il loro manager che non sa fare il manager, JR, sono perfetti per andare a Sanremo, ma non al Festival ufficiale, a quello collaterale, che si terrà di fronte all’Ariston: al contro-festival, insomma. Antonio canta, gli altri due ballano e formano con le braccia ampi cuori in aria. Dovranno “scatenare le fantasie erotiche delle adolescenti al ritmo innocuo di un pezzo di Gianni Morandi”. Una vera impresa <em>epica</em>. La pigrizia e la mancanza di autostima hanno portato Antonio a vivere una <strong>situazione grottesca</strong>, che crea più imbarazzo che orgoglio. Proprio questa avventura sarà necessaria per rendere Antonio consapevole delle cause della sua instabilità e delle innumerevoli cadute.</p>
<p><strong>Ho riso molto con questo libro</strong>. In <em>Le più strepitose cadute della mia vita</em> c&#8217;è un’ironia che mi ha ricordato David Sedaris. Per una cresciuta negli anni ’90, che staccava gli adesivi dei Take That dalla copertina di Cioè, tappezzava il muro con i poster dei Backstreet Boys e portava nello zaino il cd dei Five (per poi passare – non si sa come – ad ascoltare NOFX e Millencolin), è stato come ripercorrere un periodo della propria vita. È il <strong>romanzo di una generazione</strong>, di un decennio che lentamente sta scomparendo dalla nostra memoria. Con tutti i suoi successi e le sue sconfitte. È un romanzo che insegna ad accettare quei successi e quelle sconfitte, a comprendere che certi limiti non vanno oltrepassati, che <strong>cadere fa parte del cammino</strong>, e che la stabilità e l’equilibrio tanto ricercati si nascondono nelle incertezze e nelle insicurezze più banali.</p>
<p><strong>Michele Dalai</strong>, poi, narra magistralmente cadute celebri, perché anche i grandi della Storia si sono ritrovati a inciampare nella vita. Ci ritroviamo di fronte alla caduta di <strong>Margaret Thatcher</strong> durante la sua visita in Cina, a quella del presidente Ford, del pugile <strong>Michael Spinks</strong> battuto sul ring da Tyson, di Papa Wojtyla nella residenza vaticana e alla caduta più commovente, straziante e colma di significati di <strong>Enrico Berlinguer</strong>. Non conoscevo alcune di queste cadute, così ho cercato i video su youtube, perché a volte l’immaginazione non basta.</p>
<p>Leggendo queste pagine <strong>scoprirete una Milano che non è cambiata poi molto</strong>, una città in cui le commesse del quadrilatero della moda non potranno mai comprare &#8211; ma solo vendere &#8211;  quei vestiti, in cui designer e giovani stilisti portano occhiali ridicoli per impressionare, ma tanto resteranno per sempre “studenti fuorisede un po’ più vecchi”, in cui ufficiali napoletani a riposo, calabresi al confino e friulani in cerca di gloria allo IED avranno come unico desiderio far parte di quella catena di montaggio che non porterà da nessuna parte.</p>
<p>C’è<strong> tantissima musica</strong> in questo libro: Backstreet Boys, Spice Girls, Gianni Morandi, Rolling Stones, Scatman John, classica, jazz, rock e punk. A un certo punto, il protagonista dice che in gioventù ha sfondato le porte di sicurezza di un cinema pur di non pagare l’ingresso all’<strong>unica data italiana dei Rancid</strong>. Ecco, io vorrei sapere se si tratta di un qualche punkettone immaginario o se è da ricondurre a un fatto autobiografico dell’autore. In ogni caso, <strong>immensa stima per Michele Dalai</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://lavyrtuosa.com/2012/04/le-piu-strepitose-cadute-della-mia-vita-michele-dalai/le-piu-strepitose-cadute-della-mia-vita/" rel="attachment wp-att-1107"><img class="aligncenter size-full wp-image-1107" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="le più strepitose cadute della mia vita" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2012/04/le-più-strepitose-cadute-della-mia-vita.jpg" alt="le più strepitose cadute della mia vita" width="300" height="311" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La linea nera di Jean-Christophe Grangé</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 07:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Garzanti]]></category>
		<category><![CDATA[Jean-Christophe Grangé]]></category>
		<category><![CDATA[La linea nera]]></category>
		<category><![CDATA[thriller]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lavyrtuosa.com/2012/04/la-linea-nera-di-jean-christophe-grange/la_linea_nera-2/" rel="attachment wp-att-1100"><img class="aligncenter size-full wp-image-1100" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="La_linea_nera" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2012/04/La_linea_nera1.jpg" alt="La_linea_nera" width="230" height="362" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mia recensione pubblicata su <a title="Mangialibri" href="http://www.mangialibri.com/node/10157">Mangialibri</a>:</p>
<p><strong>Kuala Lumpur, Malesia</strong>. Nel penitenziario di massima sicurezza si trova il noto apneista Jacques Reverdi, accusato di aver ucciso la giovane danese Pernille Mosensen. Sul corpo della donna sono state rilevate <strong>ventisette ferite da arma bianca perforante e tagliente</strong>, colpi che non hanno risparmiato arti, viso, gola e genitali. Un vero e proprio accanimento patologico, che i medici del luogo hanno identificato con l’amok, quella “sorta di follia omicida, con un qualcosa di magico, che si impossessa degli uomini in queste regioni”. <strong>Parigi</strong>. Marc Dupeyrat, giornalista di cronaca nera per “Le Limier”, non ha ancora superato due traumi che lo hanno portato a entrare in coma per diversi giorni: il suicidio dell’amico violoncellista e il brutale assassinio della fidanzata durante un viaggio in Sicilia. Il passato e il presente si mescolano nella vita di Marc, e forse l’unica cura è cercare di comprendere il <strong>marchio ancestrale del crimine</strong>, le pulsioni e le sensazioni provate da un assassino, immaginarlo nell’atto del massacro. Jacques Reverdi, accusato dell’uccisione e della scomparsa di alcune turiste nel Sud-est asiatico, potrebbe essere la persona che Marc sta cercando da tempo,<strong> il vero volto del Male</strong>. Così, decide di fingersi una studentessa di psicologia, Elisabeth Bremen, e instaurare un rapporto epistolare con il killer. Ma Marc non sa che da predatore si sta trasformando in preda e che il terribile assassino lo condurrà lungo <strong>una linea disseminata di corpi e terrore, la linea nera…</strong></p>
<p>Un viaggio nella mente di un serial killer, un percorso di iniziazione per scoprire uno spettacolo terrificante. <strong>Jean-Christophe Grangé</strong>, autore del famoso <strong><em>I fiumi di porpora</em></strong>, tenta di farci comprendere cosa si nasconde dietro la follia di un assassino. E ci riesce benissimo. <strong><em>La linea nera</em></strong> non è un romanzo thriller, ma è il romanzo thriller che tutti gli appassionati del genere vorrebbero leggere. Storie che si intrecciano, identità nascoste, simboli, piste e indizi da seguire per giungere a <strong>una conclusione macabra e orribile</strong>. Il lettore si ritroverà a sfogliare le pagine di questo libro in apnea, in un limbo misterioso in cui è possibile rivivere – come Jacques Reverdi &#8211; la minaccia della pressione e la vertigine della profondità. Questo viaggio vi porterà a conoscere <strong>splendide mete turistiche asiatiche</strong>, che però si riveleranno anche<strong> luoghi pericolosi e carichi di morte</strong>. Grangé descrive dettagliatamente le città, la gente, la cultura e le peggiori forme di sfruttamento sessuale della Thailandia, della Malesia e della Cambogia, tanto da rendere ancora più credibile l’intera storia. Se siete pronti per affrontare il male e scoprirne i più angoscianti aspetti, allora non resta che augurarvi buona fortuna.</p>
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		<title>Elettra di Amélie Nothomb, eBook gratis solo su Bookrepublic</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 08:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il bello di Amélie Nothomb è che, se deve scrivere della morte di un uomo, scrive semplicemente “Quell’uomo è morto sul colpo”. Oppure, se vuole tacciare di follia una vecchia, allora le sue parole saranno “È proprio una vecchia pazza”. Senza troppi giri di parole, Amélie Nothomb ci sbatte in faccia la realtà nero su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lavyrtuosa.com/2012/04/elettra-di-amelie-nothomb-ebook-gratis-solo-su-bookrepublic/elettra/" rel="attachment wp-att-1088"><img class="aligncenter size-full wp-image-1088" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="Elettra_Amelie_Nothomb" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2012/04/elettra.jpg" alt="Elettra_Amelie_Nothomb" width="215" height="304" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il bello di <strong>Amélie Nothomb</strong> è che, se deve scrivere della morte di un uomo, scrive semplicemente “Quell’uomo è morto sul colpo”. Oppure, se vuole tacciare di follia una vecchia, allora le sue parole saranno “È proprio una vecchia pazza”. Senza troppi giri di parole, Amélie Nothomb ci sbatte in faccia la realtà nero su bianco. Ma nello sesso tempo, non possiamo fare a meno di percepire le sue storie immerse in una nube di mistero e ambiguità. Ritroviamo questo stile inconfondibile anche in <strong><em>Elettra</em></strong>, un racconto inedito nato dall’incontro tra<strong> Glamour, Voland e Bookrepublic</strong>. Per i prossimi due mesi potrete<a title="Elettra ebook gratis" href="http://www.bookrepublic.it/book/9788800000669-elettra/"> scaricare gratuitamente l’eBook in formato epub da Bookrepublic</a>. E, così, potrete anche voi fare i migliori auguri a Glamour per i suoi 20 anni di onoratissima carriera <img src='http://lavyrtuosa.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Ma torniamo al racconto. Elettra ha 19 anni quando è vittima di un vero e proprio colpo di fulmine. Dopo aver assistito al concerto di Saskatchewan, Elettra si innamora perdutamente di quella cantante dai capelli rasta biondo platino.  È la prima volta che viene colta da una tale passione e, proprio come una devota amante, lascia tutto per seguire la cantante in tour in Europa. Non è una fan, bensì è in preda a una possessione, “era prigioniera quanto la Luna lo è della Terra”. Alla fine di un concerto, Elettra riesce finalmente a raggiungere Saskatchewan, regalarle un mazzo di gigli bianchi e pronunciare una frase all’orecchio della cantante che fugge improvvisamente. Cosa ha detto Elettra di così allarmante per suscitare quella reazione? Non lo ricorda più. Vuoto totale. Così decide di affittare un appartamento proprio di fronte alla casa di S., come la chiamerà Elettra nel suo diario. Ma la cantante non esce mai di casa. Avrà qualcosa da nascondere? È una paranoica la cui “mente malata ha inventato per sé una vita da avventuriera mentre conduce un’esistenza da suora ossessionata dagli orari”? In fondo, la schizofrenia è molto diffusa nello show-business. Elettra lo scoprirà soltanto alla fine della sua corsa, quando all’apice dell’amore e della morbosità emergerà una sconvolgente verità.</p>
<p style="text-align: center;" align="center">***</p>
<p style="text-align: justify;"><em>La lista dei comportamenti amorosi è infinita. Quello di Elettra non aveva nulla di particolarmente straordinario, era addirittura banale. La passione l’aveva trasformata in un voyeur.</em></p>
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		<title>30 giorni di libri &#8211; #1 Il tuo libro preferito</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 14:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[30 giorni di libri]]></category>
		<category><![CDATA[revolutionary road]]></category>
		<category><![CDATA[richard yates]]></category>

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		<description><![CDATA[Revolutionary Road, senza dubbio. Anzi, direi un po’ tutti i libri di Richard Yates, ma scelgo questo perché è  il primo che ho letto e che mi ha fatto innamorare di un autore purtroppo ancora poco conosciuto. È il tipico romanzo che, una volta terminato, ti lascia l’amaro in bocca, e continui a pensare alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lavyrtuosa.com/2012/03/30-giorni-di-libri-1-il-tuo-libro-preferito/revolutionary_road/" rel="attachment wp-att-1077"><img class="aligncenter size-full wp-image-1077" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="revolutionary_road" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2012/03/revolutionary_road.jpg" alt="revolutionary_road" width="270" height="366" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Revolutionary Road</strong>, senza dubbio. Anzi, direi un po’ tutti i libri di <strong>Richard Yates</strong>, ma scelgo questo perché è  il primo che ho letto e che mi ha fatto innamorare di un autore purtroppo ancora poco conosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;">È il tipico romanzo che, una volta terminato, ti lascia l’amaro in bocca, e continui a pensare alla storia e ai personaggi per giorni e – a dirla tutta – anche per mesi. Yates ti coinvolge e ti sconvolge. Ti stupisce e ti deprime. Sì, perché quando si tratta di affrontare problemi quali il perbenismo, l’ipocrisia e l’omologazione della società dei consumi, lo sconforto è dietro l’angolo.</p>
<p style="text-align: justify;">In Revolutionary Road viene presentata la vita di Frank ed April, una giovane coppia borghese che vive nei sobborghi benestanti di New York negli anni Cinquanta. In apparenza una coppia felice, è dominata in realtà da sentimenti a dir poco meschini. Yates ci regala <strong>uno spaccato sociale di frustrazioni, ambizioni mancate e incapacità di reagire ai problemi</strong>, se non generando una quantità enorme di sofferenza. Si parla tanto di disillusione americana, in questo libro, ma una lettura più attenta permette di scoprire che l’inettitudine a stare al mondo e l’apatia nell’affrontare qualsiasi situazione, sono mali comuni delle società occidentali. E Yates l’aveva capito già negli anni ’60, che la felicità non è per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8230;i tuoi vili tentativi di illuderti sull&#8217;«amore» quando sai perfettamente, al pari di me, che tra noi non c&#8217;è mai stato altro che disprezzo e sfiducia e una terribile, morbosa dipendenza della nostra reciproca debolezza.</em></p>
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		<title>30 giorni di libri</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 14:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Meme]]></category>
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		<description><![CDATA[In compagnia di una tazza di tè fumante e di un simpaticissimo mal di testa da lunedì, ho scoperto un meme che non posso fare a meno di lanciare sul mio blog. Il gioco si chiama “30 giorni di libri”, e su Facebook è stata creata una pagina per parteciparvi. Si tratta di rispondere a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lavyrtuosa.com/2012/03/30-giorni-di-libri/30giornidilibri/" rel="attachment wp-att-1061"><img class="aligncenter size-full wp-image-1061" title="30_giorni_di_libri" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2012/03/30giornidilibri.jpg" alt="30_giorni_di_libri" width="500" height="333" /></a></p>
<p>In compagnia di una tazza di tè fumante e di un simpaticissimo mal di testa da lunedì, ho scoperto un <strong>meme</strong> che non posso fare a meno di lanciare sul mio blog. Il gioco si chiama <strong>“30 giorni di libri”</strong>, e su Facebook è stata creata una <a title="30 giorni di libri facebook" href="https://www.facebook.com/pages/30-Giorni-di-libri/130856023697450?sk=wall">pagina per parteciparvi</a>. Si tratta di <strong>rispondere a 30 domande riguardanti i libri</strong> (e cosa altrimenti?) in un mese. Una domanda al giorno. Così ho pensato che potevo lanciare una piccola <strong>rubrica</strong> a riguardo sul mio blog, rispondendo a ogni domanda con un post.</p>
<p>Le <strong>domande</strong> sono le seguenti:</p>
<p>1) Il tuo libro preferito.</p>
<p>2) La tua citazione preferita.</p>
<p>3) Il tuo personaggio preferito di un libro che hai letto.</p>
<p>4) Il libro più brutto che tu abbia mai letto.</p>
<p>5) Il libro più lungo che tu abbia mai letto.</p>
<p>6) il libro più corto che tu abbia mai letto.</p>
<p>7) Il libro che ti descrive.</p>
<p>8 ) Un libro che consiglieresti.</p>
<p>9) Un libro che ti ha fatto crescere.</p>
<p>10) Un libro del tuo autore preferito.</p>
<p>11) Un libro che prima amavi e che ora odi.</p>
<p>12) Un libro che non ti stancherai mai di rileggere.</p>
<p>13) Il libro che in questo momento hai sulla scrivania. (Sempre se ne hai uno)</p>
<p>14) Il libro che stai leggendo in questo periodo.</p>
<p>15) Apri il primo libro che ti capita tra le mani ad una pagina a caso e inserisci la</p>
<p>foto e la prima frase che ti salta agli occhi.</p>
<p>16) La tua copertina preferita.</p>
<p>17) Il personaggio con cui ti vorresti scambiare di posto per un giorno.</p>
<p>18) Il primo libro che hai letto.</p>
<p>19) Un libro il cui film ti ha deluso.</p>
<p>20) Un libro dove hai ritrovato un personaggio che ti rappresentasse.</p>
<p>21) Un libro che ti ha consigliato una persona importante per te.</p>
<p>22) Un libro che hai letto da piccola.</p>
<p>23) Un libro che credevi fosse come la gente ne parlava e invece sei rimasta o delusa o colpita.</p>
<p>24) Il libro che ti fa fuggire dal mondo.</p>
<p>25) Un libro che hai scoperto da poco.</p>
<p>26) Un libro che conosci da sempre.</p>
<p>27) Un libro che vorresti aver scritto.</p>
<p>28) Un libro che farai leggere ai tuoi figli.</p>
<p>29) Un libro che devi ancora leggere.</p>
<p>30) Un libro che ti ha commosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lettori di tutto il mondo, unitevi e rispondete <img src='http://lavyrtuosa.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Libri per Natale: piccoli consigli di lettura da mettere sotto l’albero</title>
		<link>http://lavyrtuosa.com/2011/12/libri-per-natale-piccoli-consigli-di-lettura-da-mettere-sotto-l%e2%80%99albero/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 14:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Vyrtuosa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[la bambina di neve]]></category>
		<category><![CDATA[libri per natale]]></category>
		<category><![CDATA[mattia carzaniga]]></category>
		<category><![CDATA[paolo sortino]]></category>
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		<category><![CDATA[ring lardner]]></category>

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		<description><![CDATA[Non avete fatto neanche un regalo di Natale. Lo so. Vi sentite in colpa, trascorrerete l’ennesimo 24 dicembre in giro per negozi e mercatini comprando doni di dubbio gusto, pur di non arrivare a mani vuote la sera della vigilia. Condivido il vostro immenso dolore. Per questo provo a venire in vostro aiuto, consigliandovi una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2011/12/libri_per_natale1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1038" style="border-image: initial; border-width: 3px; border-color: black; border-style: solid;" title="libri_per_natale" src="http://lavyrtuosa.com/wp-content/uploads/2011/12/libri_per_natale1.jpg" alt="libri_per_natale" width="300" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non avete fatto neanche un regalo di Natale. Lo so. Vi sentite in colpa, trascorrerete l’ennesimo 24 dicembre in giro per negozi e mercatini comprando doni di dubbio gusto, pur di non arrivare a mani vuote la sera della vigilia. Condivido il vostro immenso dolore. Per questo provo a venire in vostro aiuto, consigliandovi una manciata di libri che meritano un posto sotto l’albero. Lasciamoci alle spalle questo 2011 e iniziamo l’anno nuovo con un libro in mano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La bambina di neve</em> di Eowyn Ivey</strong>. Per chi ama l’inverno, il gelo, i fiocchi di neve tra i capelli. Per chi desidera un romanzo coinvolgente e, soprattutto, commovente. La storia di una coppia che decide di abbandonare tutto e tutti per iniziare una nuova vita in Alaska. Ad animare giorni sempre più freddi e silenziosi, una bambina che sembra nata dalla neve, un piccolo miracolo destinato a portare gioia e speranza. Fino all’arrivo della primavera.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Quello che vedeva era qualcosa di impossibile, eppure era lì. Nella mano della bambina. Un singolo fiocco di neve, luminoso e traslucido. Un miracolo tagliente. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Facce da schiaffi<strong> di Mattia Carzaniga</strong>. Perché il mondo ha bisogno di schiaffi anche a Natale. Soprattutto soggetti come il tipo ti leggo sulla spalla, il commesso «le sta benissimo», la figa mondiale, la mamma italiana di bambino italiano, il collega ti fotto l’idea, e tantissimi altri. Un piacevole manuale di sociopatia con tanto di metro di shiaffeggiabilità da una a cinque manine, a seconda di quanto è molesto il tipo in questione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Ricco Che Fa il Povero. Arriva con un maglione di cashmere sdrucito da generazioni, un paio di vecchie Timberland, molla il casco sul tavolo e dice: </em><em>«In questo momento non c’ho una lira». </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Elisabeth</em> di Paolo Sortino</strong>. In un bunker dove non esiste spazio né tempo, la vita e la morte si intrecciano come due cose della stessa qualità. In ogni pagina si respira l’angoscia per la sopravvivenza di Elisabeth Fritzl, segregata dal padre per ventiquattro anni in un bunker costruito proprio sotto casa. Ventiquattro anni di violenze, umiliazioni e sensi di colpa. Adesso ci siete anche voi dentro quel bunker, e uscirne non sarà semplice.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Vivere divenne un mestiere, duro quanto solo quello della guerra.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Prima di sposarti ero molto più in forma</em> di Ring Lardner</strong>. La vita di coppia, si sa, è difficile. Anniversari dimenticati, noia, atteggiamenti al limite della sopportazione inesistenti durante il periodo d’oro del fidanzamento. Tre brevi racconti sul matrimonio in cui ironia e amarezza si mescolano insieme per mostrare come gioie e dolori del legame coniugale siano quasi una tappa obbligata con cui fare i conti prima o poi.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Stando a quanto sostiene mia moglie, ogni volta che inizio a parlare non capisco mai quando è il momento di smetterla. D’altra parte mi capita talmente di rado di poter dire la mia in sua presenza che devo cercare di sfruttare al meglio le poche occasioni. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Il 2011 è stato un anno fruttuoso per quanto riguarda le letture. Sono stati tanti i libri che ho amato e pochi quelli che, una volta terminati, mi hanno fatto addirittura passare la voglia di leggere una quarta di copertina. Adesso ditemi voi <strong>quali libri vi sono piaciuti durante l’anno e quali consigliereste</strong> per un regalo sicuramente più apprezzabile della solita candela.</p>
<p style="text-align: justify;">Buone Feste, eh. <strong>Leggete con moderazione</strong> <img src='http://lavyrtuosa.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">[Photo Credit <a title="Photo Credit Framino" href="http://framino.blogspot.com/">Framino</a>]</p>
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