‘Internet’ Category

  1. Jesus network

    marzo 7, 2010 by La Vyrtuosa

    (E’ un tipo estroverso)


  2. “Uccidiamo Berlusconi”: killer virtuali su Facebook

    ottobre 22, 2009 by La Vyrtuosa

    Alle ore 8,30 di giovedì 22 ottobre sono ben 15.519 i possibili killer di Berlusconi. Su Facebook il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” continua a reclutare soldati virtuali che potrebbero attentare alla vita del nostro premier. Stando, almeno, alle parole del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ha fatto aprire un’inchiesta alla Procura di Roma con l’ipotesi di minacce gravi alla sicurezza del presidente del consiglio. Dato che la nostra sicurezza  è solo qualcosa di cui ci si ricorda solo in occasione di stupri, rapine e violenze  tra le mura di casa,  il braccio destro di SB, invece, si impegna costantemente a tutelare la vita giudiziaria e fisica di un uomo che, ormai, presumo sia “sull’orlo di una crisi di nervi” (cit.).

    Noi i nervi li abbiamo fatti saltare già da un discreto numero di tempo, vivendo sempre  nella speranza che sia giunta la sua ora. Ma non nel senso di ritrovarcelo sotto terra (destino comune a tutti noi esseri umani), ma nel puro, semplice e logico significato di: ti sei divertito abbastanza, hai combinato una quantità sconsiderata di casini (e non sei in fase adolescenziale, quando si risolve tutto con un “crescendo, metterà la testa a posto”), è il momento di lasciare la politica, di trovarti una badante e dedicarti al tuo hobby preferito (in quel caso nessuno avrà nulla da ridire, sul tuo hobby preferito).

    uccidiamob

    Tornando al gruppo su facebook, aggiungo solo un paio di considerazioni:

    1) D’accordo, non è il massimo della gentilezza inneggiare alla morte di qualcuno o alimentare l’odio verso una persona, ma allora tutti i gruppi contro gli zingari, i rumeni, gli stranieri, gli omosessuali? O quelli che sognano un ritorno del Duce per portare alla rinascita questo paese (e al decesso degli oppositori)? Ricordo che quest’ultimo è denominato apologia di fascismo ed è un reato a tutti gli effetti.

    2)Forse non è il modo migliore per fare opposizione, mi pare più una sorta di antipolitica venata, in questo specifico caso, anche da tanta sconfortante ironia. Ecco qualche commento non ancora censurato : “ma dai se andiamo in galera, il nostro curriculum si arricchisce e finalmente potremmo aspirare in un posto fisso nelle istituzioni e in parlamento” oppure “ Di una cosa però dovete dare atto a Berlusconi, abbiamo tutti molto tempo a disposizione a quest´ora del mattino dove tutti potremmo essere al lavoro” e, infine, “ Presidente è un suo diritto, si faccia processare. Se poi la condannano vedrà che in cella avrà il conforto dei parenti…e degli amici degli amici..”.

    Dunque, non mi sembra che nessuno voglia attentare alla vita di Berlusconi – nonostante  le recenti minacce contenute in una missiva di brigatisti dell’ultim’ora – si condividono opinioni, magari non in modo del tutto educato e, forse, denotando una certa leggerezza di fondo. Ma chi ci ha portato a tutto questo?


  3. Ecco l’arte 2.0

    maggio 9, 2009 by La Vyrtuosa

    Partito negli anni ‘80 con un’agenzia di advertising nel Regno Unito (per poi aprire 153 agenzie di pubblicità in 83 paesi),  Charles Saatchi è divenuto uno dei più importanti acquirenti e collezionisti d’arte di tutto il mondo. Già da qualche anno è possibile ammirare online la sua galleria di arte contemporanea e, cliccando su Showdown, creare una pagina personale per iscrivere gratuitamente un proprio lavoro. Il sito, altamente interattivo e caratterizzato dalla presenza di numerosi link, vanta circa 50 milioni di visitatori al giorno ed è considerato uno dei più importanti portali nel settore dell’arte e del mercato di opere.

    Charles Saatchi, nato a Baghdad nel 1943 e trasferitosi poi a Londra, si è appassionato fin da giovanissimo alla cultura pop e ha dichiarato che la svolta decisiva risale al suo incontro con la pittura di Jackson Pollock al Moma di New York. Nel 1970 fondò con il fratello l’agenzia Saatchi&Saatchi, iniziando poi la sua carriera da mecenate: “Non compro l’arte per integrarmi con gli artisti, per far parte di un club esclusivo. E non penso neanche molto al mercato. Se mi piace un lavoro, non mi interessa pagarlo tre o quattro volte rispetto al suo valore di mercato. Quello che mi importa è la risposta del pubblico“.

    king_graffiti

    Saatchi online è una vera e propria enciclopedia che racchiude le opere di migliaia di artisti, studenti, gallerie, musei e scuole, con la possibilità anche di acquisto nella sezione Saleroom. Tra le varie sezioni, una è dedicata ai musei di tutto il mondo (tra cui gli Uffizi di Firenze),  una mostra le opere degli under 17, interessante quella street art, in cui gli utenti possono postare le foto di murales, graffiti, tatuaggi e performance di ogni tipo. Il magazine, al quale collaborano anche famosi artisti, è completo di notizie, interviste e video che trattano di arte nelle sue diverse forme, proprio come un blog tematico sempre aggiornato.

    Per contattare altri appassionati del genere e scambiarsi nuove informazioni, basta iscriversi alla chat room oppure prendere parte al forum che, ormai, ha creato una vera e propria community.

    Se dopo aver visitato il sito, verrete colti da un’improvvisa voglia di liberare tutta la vostra creatività, ecco una tavolozza digitale su cui dilettarvi con colori, pennelli e sfondi.

    art

  4. Google News Timeline e Similar Images

    aprile 22, 2009 by La Vyrtuosa

    Il caro Google non ci tradisce mai. Ora è anche in grado di facilitare e specificare l’accesso alle notizie e alle immagini  attraverso due nuovi sistemi di ricerca.

    • Google News Timeline: le notizie ricercate vengono organizzate in modo cronologico. Nel menu a tendina in alto a sinistra è possibile delineare i campi di ricerca quali magazines, blog, sport, video, film e diverse altre categorie. Inoltre, qualora dovessero esistere archivi indicizzati di giornali e fonti di informazione, basta specificare una data e ottenere i risultati del motore.  Posizionando il mouse sulle  colonne è possibile spostarle avanti e indietro per visualizzare tutte le notizie della ricerca, proprio come se fosse “un’infinita linea del tempo”. Per adesso questa applicazione sperimentale è utilizzata solo per le fonti in inglese.

    time-magazines1

    • Google Similar Images: si cerca un’immagine e, cliccando su “similar images”, presente sotto ogni risultato, è possibile trovarne altre simili. Tutto attraverso un’analogia di keyword. In questo modo si riducono le ambiguità semantiche nei termini ricercati, soprattutto per le parole che possiedono significati multipli. C’è anche un video che spiega come funziona questa interfaccia.

    beatles-img


  5. Il canto che incanta: la rivincita di Susan Boyle

    aprile 17, 2009 by La Vyrtuosa

    Che per cantare sia necessario avere una bella voce, è fuori di dubbio. Che per partecipare ai talent show sia doveroso possedere, oltre a (presunte) doti artistiche, anche una certa fisicità-telegenia-bella presenza, è scontato. Eppure l’11 aprile sul palco del “Britain’s Got Talent“  si è esibita una 47enne che, a prima vista, si sarebbe pensato di farla partecipare al “Brutto anatroccolo”. In effetti, la natura non le ha donato un corpo alla Cindy Crawford, nè un viso alla Brigitte Bardot, bensì un’ugola che potrebbe fare invidia a numerosi cantanti giovani e meno giovani, italiani o stranieri. Si chiama Susan Boyle, fa la volontaria in una chiesa di Blackburn, sperduto villaggio scozzese, e ha dichiarato di non essere mai stata baciata. E, forse, non ha neanche mai sfogliato una rivista di moda. Ma questo era inutile palesarlo. Dettagli. Sì, in questo caso, si tratta davvero di dettagli trascurabili: non appena intona le note di I dreamed a dream, tratto dal musical “I Miserabili”, ecco che i ghigni e le risate sui volti dei giudici e del pubblico scompaiono per far posto alle espressioni di stupore e di sorpresa.

    susan-boyleStanding ovation, lacrime, urla e applausi per il nuovo talento made in Britain. Il video con la sua esibizione è stato visto su youtube da 5 milioni di persone e la Sony ha già preso contatti con la Boyle. Non sarà mai stata baciata da un uomo, ma dalla fortuna sì. Magari è arrivata un po’ in ritardo, ma è giusto che la sua voce ottenga i giusti riconoscimenti. Anche Mario Giordano vorrebbe essere al suo posto, ne sono sicura.



  6. E’ tempo di pagelle per il Parma WorkCamp

    marzo 22, 2009 by La Vyrtuosa

    parmawork

    Il Parma WorkCamp è finito ieri dopo la-due-giorni-no-stop che ci ha visti protagonisti dell’evento. Ma un po’ come tutte le grandi (?) manifestazioni, è il giorno seguente a essere caratterizzato dalle reazioni. Quindi , via libera a commenti e giudizi. Dato che questo post non vuole essere una dettagliata descrizione dei giorni trascorsi insieme e di tutte le non-conferenze tenutesi nella terra di nessuno (e qui la Fran capirà), ecco solo piccole impressioni tanto spontanee e poco riflessive sugli interventi e i partecipanti:

    • Prima di farlo parlare, date un camomilla, una tisana, un po’ di valeriana o anche del valium, se lo avete in casa, a Marco Camisani Calzolari. Io ho seriamente temuto che gli partisse un embolo da un momento all’altro durante la sua performance di comunicatore. Voto 8 soprattutto per le slide esplicative con le foto pescate chissà in quale meandro del web :)
    • Se dovete scrivere un Curriculum Vitae, non azzardatevi a seguire i consigli di Auro e Vanz, per carità: non indicate tra gli hobby quello di trascorrere le vostre giornate su Twitter, Friend Feed, Facebook solo per non annoiare il possibile datore di lavoro… perchè col cazz* che vi assume! Al massimo scrivete che ne siete a conoscenza, ma che non ci avete mai avuto a che fare con quei postacci e luoghi di perdizione (perchè è peccato! Tra un po’ lo dirà anche Ratzy, ricordatevelo). Voto 9 per la fiducia ai social media e al piercing sulla lingua di Auro :D
    • Secondo Sara Maternini sarà web-politically correct scrivere durante l’orario di lavoro “Non sto facendo un’ emerita cippa”? Però in francese eh, “Je ne fais pas n’importe quoi”, che è più raffinato ed elegante. Voto 8 per la velocità con la quale riusciva a nominare “Friend Feed,  Delicious, Flickr, Facebook, Twitter, Linkedin e quant’altro” ;)
    • Voglio ricordare a Precario che mi deve un link, in quanto ha ricevuto  una porzione di fusilli al pesto (gentilmente offerti da dove c’è Barilla c’è casa), ceduta dalla sottoscritta. Voto 10 per l’interismo innato e per lo stomaco insaziabile (cito: “Eh, ho bisogno di mangiare: dopo devo affrontare tutto quel viaggio”… si parla di tornare a Milano, un’ora e mezzo di macchina… e non aggiungo altro! :D )
    • Magnifica la location, splendido il rinfresco e apprezzatissimi gli omaggi  culinari a base di parmigiano reggiano e succhi di frutta (pare una brochure di serie B, me ne rendo perfettamente conto).  Propongo di regalare alla Fran una vacanza-premio di 2 settimane in qualsiasi posto che non le ricordi Parma, il suo comune e le “efficientissime e disponibilissime” responsabili con le quali ha avuto a che fare. Voto 10 e lode a tutto lo staff e alla mamma della Fran.
    • Infine, chi cazzo era Paul The Wine Guy? Già non ho la più pallida idea di che faccia abbia, figuriamoci se avessi mai potuto riconoscerlo da altri particolari, noti invece (così dice) al signor Stefigno,   famoso frequentatore di barcamp e toilette ;) Voto 8 per non avergli stretto la mano per ovvi motivi.

    Dato che mi sento magnanima di link, ecco una carrellata di bella gente presente al PWC (all’inizio non avevo mica capito cosa fosse sto “PWC”, tanto per la cronaca!): Linda, Francesca, AdamoEllis (che mi ha letteralemente conquistata, sapevatelo!), Paz83, Suzukimaruti, LaFra, Elena, Bloggo, Piero, Maria, Stella86 (proprio all’ultimo però!! Ci rifaremo, cara mia… via D’Azeglio ci attende) e quant’altro. Mi raccomando, elencateli ad alta voce e velocemente come solo la Maternini ci ha insegnato.

    Ci si vede al prossimo barcamp…

    PS: ecco l’articolo “serio” sul PWC (che poi io non ho mica capito se vi ho partecipato in quanto giornalista o in quanto blogger… mah! Di sicuro non ero Paul The Wine Guy!)