In questo paese di santi e navigatori, a volte troviamo anche qualche poeta degno di essere ricordato e celebrato. In fondo, non a caso la letteratura italiana è stata da sempre esaltata come esempio di perfezione stilistica. Quindi, leggere che, durante l’edizione serale del Tg2, un giornalista ha pronunciato frasi come “Qualcuno dovrebbe spiegare a questi ragazzi che Pasolini era un pessimo educatore”, mi fa davvero venire i brividi. E non si tratta solo perché critica uno dei più importanti scrittori italiani. Spero solo che abbia agito in tutta “coscienza” e consapevolezza e che abbia affermato tale idiozia dopo aver letto almeno qualche articolo e romanzo. Dopo essersi documenatato un minimo, insomma. Ma se Pasolini, e come lui anche altri artisti che hanno cercato di contribuire allo sviluppo culturale di questi paese, vengono additati come “pessimi educatori”, credo proprioche siamo giunti al livello più basso che si potesse toccare. Quali sarebbero, allora, gli esempi da prendere in considerazione? I politici? I concorrenti del Grande Fratello? Fabrizio Corona? Le veline? Sono questi i modelli di virtù da proporre alle nuove generazioni? In effetti è proprio quello che stiamo facendo. Se poi il giornalista del Tg2 si riferisse alle preferenze sessuali di Pasolini, allora non vedo che differenza ci sia tra lo scrittore e alcuni tronisti depilati e con le sopracciglia rifatte, che senza pensarci due volte darebbero il culo al miglior offerente. E scusate i miei soliti francesismi. Anzi, non prendetemi in considerazione, che sono una “pessima educatrice”.
Poi, però, ha voluto compensare accogliendo nella chiesa cattolica il vescovo lefebreviano Richrad Williamson, noto per le sue posizioni negazioniste della Shoah (“Io credo che non siano esistite le camere a gas”).
Secondo il portavoce vaticano, Benedetto XVI “non ha niente a che fare con la violenza, è una persona gentile, umile e dolce. Non è mai stato contro gli ebrei”. A quanto pare, durante la visita in Israele Ratzinger ha preferito non menzionare i milioni di morti nell’Olocausto nè i nazisti come responsabili, evitando anche di soffermarsi sulla sua origine tedesca. Ma il suo difensore, Padre Lombardi, ha sottolineato che il Pontefice “non può ripetere gli stessi concetti in ogni discorso e che, ormai, non si offende quando i mezzi di comunicazione alterano le sue parole“. Adesso sono i mezzi di comunicazione ad alterare le sue parole?
Sono gradite le scuse ufficiali da parte dei sei milioni di ebrei che si sono permessi di consumare notevoli quantità di gas letale per una morte veloce e senza inutili spargimenti di sangue.
Ormai la censura è tornata di gran moda. Forse non è mai scomparsa del tutto, ma in questo periodo sembra imperversare in televisione come nei giornali. Questa volta le “vittime” sono Vauro e Beatrice Borromeo, che venerdì 8 maggio hanno visto andare in onda “L’era glaciale” senza la loro intervista: tagliata, cancellata completamente dal programma di Daria Bignardi. E pare anche che quest’ultima, in nome della par condicio, non si sia opposta più di tanto alla decisione di Antonio Marano, direttore di Rai 2.
Il vignettista era stato invitato per strappare più di una risata a denti stretti, la contessina per promuovere il libro Italia Annozero, scritto con Marco Travaglio. Invece, si sono ritrovati a rispondere alle domande della conduttrice sulla puntata di giovedì di Anno Zero e sull’immancabile uomo-prezzemolo Silvio Berlusconi. E loro hanno risposto diligentemente e autonomamente alla Bignardi, che “conosce” i suoi polli e sa come pungolarli senza apparire troppo invadente. Forse questa volta non ha tenuto conto della parlantina esplicita e senza freni di Beatrice Borromeo nè della nota coerenza di idee e di fatti di Vauro Senesi, tanto da dover assumere il ruolo di contraddittorio in “difesa” del premier.
La Borromeo ha parlato della sua esperienza ad Anno Zero, sostenendo di aver subito pressioni quotidiane, ha sottolineato quanto “faccia schifo l’informazione in questo paese” e ha definito “imbarazzante l’atteggiamento del capo del governo nei confronti degli altri Paesi”. Insomma, ha detto la verità. E per questo è stata punita, insieme al suo ex collega di lavoro: una volta terminata la trasmissione, infatti, si sono ritrovati di fronte un Marano a dir poco adirato e isterico, che continuava a urlare contro i due ospiti. “Hanno fatto polemica politica. La signorina si è permessa di dire che ad Annozero è stata censurata. Pensa te se me lo faccio dire dalla contessina o principessina, quello che è. Entrambi hanno affrontato questioni politiche in un periodo di par condicio in assenza di contraddittorio“, ha spiegato il “censore” di Rai 2, aggiungendo che l’intervista alla coppia Borromeo-Vauro andrà in onda dopo le elezioni in maniera integrale.
Nel video viene mostrata un’intervista-sfogo di Beatrice Borromeo rilasciata durante il festival del giornalismo d’inchiesta e pubblicata sul blog di Daniele Martinelli. Dato che in questi giorni la stampa ha affrontato sommariamente la vicenda, ecco la versione “reale” della giovane protagonista: critiche alla Lega, al giornalismo libero e alla televisione che peggiora sempre di più. Critiche all’operato e alla persona di Berlusconi, che ha candidato veline come se fossero il futuro dell’Europa e si è fatto fotografare alla festa di compleanno di una certa Noemi Letizia. E qui apro una parentesi a riguardo: Berlusconi sostiene di averla vista solo due o tre volte, ma in questa intervista la cara giovincella ha affermato di ricevere telefonate dal “papi” nei momenti di bisogno (ovvero?), di aver visto spesso la sua scrivania piena di carte (beh, per essersi visti solo poche volte, mi sembra strano riceverla nel suo studio…) e di voler entrare in politica (forse ha ricevuto l’illuminazione dopo aver interpretato a 18 anni l’amante di un politico corrotto in un cortometraggio dal titolo “Scaccomatto”). Lascio spazio alle interpretazioni.
Tornando alla puntata dell’Era Glaciale, alla fine hanno preferito mandare in onda l’intervista al ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia, nonchè esponente della Lega. Ecco, io mi domando: perchè soggetti come il presidente del consiglio o questo Zaia hanno la possibilità di dire quello che vogliono, dove e quando, mentre gli altri devono avere l’accortezza di misurare anche il più innocuo degli avverbi? In fondo se proprio dobbiamo parlare di censura, allora probabilmente bisognerebbe puntare il dito contro Daria Bignardi (anzi, avrebbero dovuto farlo preventivamente) e contro le sue domande che miravano a un solo obiettivo. Ma tutto questo proprio se è necessario. Io non avrei censurato nessuno, è lecito domandare e cortesia rispondere.
Come i tronisti (decaduti) fanno il giro delle discoteche più “in” dell’Italia per esibire fisici da palestrati e dimostrare di saper scrivere lasciando il loro autogafo con dedica su foto e biancheria intima, così Silvio Berlusconi ha deciso di organizzare un vero e proprio giro turistico per le televisioni d’Oltralpe (e d’Italia, ovviamente), sfoggiando tutto il vittimismo di cui è capace e di cui ci ha dato riprova anche in questi ultimi giorni. Ed ecco, quindi, un’intervista del premier all’emittente francese France 2. Il giornalista non spicca per aggressività, ma riesce a toccare i vari punti principali che tanto ci fanno essere “orgogliosi” del nostro Presidente del Consiglio. Se ancora non si era capito, il divorzio tra Berlusconi e Veronica Lario è un fatto privato e tale deve restare. Eppure, Lui continua a rilasciare interviste parlando dei panni che andrebbero lavati in famiglia, nonostante sia un personaggio pubblico, e che grazie alla sua “classe con la quale ha gestito la situazione”, gli hanno donato un aumento della popolarità, salita infatti al 77%. Ma sbaglio o anche dopo il terremoto in Abruzzo aveva dichiarato un consenso maggiore da parte degli italiani?
E non è tutto : “A Porta a Porta ho cominciato con il 15% di share e in dieci minuti ho portato la trasmissione al 43%. Con me ha fatto il record“, sottolinea Berlusconi durante l’intervista alla tv francese. Che classe, davvero un signore snocciolare dati auditel, dovuti al racconto delle sue dolorose vicende personali all’amico del cuore Bruno Vespa. Il salotto di Rai 1 si era trasformato nella cucina di due pettegole che si scambiano gli ultimi gossip davanti a una tazza di caffè. Solo che davanti alle telecamere ha tutto un altro sapore .
Poi arriva il momento “vittima sacrificale” : «La stampa e la televisionesono contro chi è al potere. In Italia, contrariamente a quello che si pensa all’estero, lo sono il 90% della stampa e praticamente tutte le televisioni. Tutti vogliono mostrare di essere indipendenti. Tutti i giorni dicono qualcosa contro di me, anche le mie». Vuoi vedere che l’intervista per la tv francese ha qualche subdolo scopo? Tanto Mediaset è sua, la Rai deve sottostare alle sue volontà, che sarà mai accaparrarsi anche un’emittente d’Oltralpe? Speriamo almeno si porti dietro tronisti, veline e letteronze per riempire il palinsesto.
“Difendila! Potrebbe essere tua moglie, tua sorella, tua figlia”. E’ questa la frase che accompagna il manifesto per il seminario “Femminicidi, ginocidi, violenze sulle donne”. Organizzato dal Centro di documentazione ricerca e iniziativa delle donne della città di Bologna, il convegno si terrà il 17 aprile nell’Aula Magna di Santa Cristina. Le intenzioni sembrano le migliori, la scelta dell’immagine è eccessivamente equivoca: un uomo di colore aggredisce una donna bianca. Scattano le polemiche, l’accusa di razzismo, le proteste della Consulta degli immigrati, di alcuni esponenti del Pd bolognese, della Casa delle Donne e persino dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna.
E’ un manifesto che risale al Ventennio fascista, che in Italia non è detto sia terminato con la morte di Mussolini, e quindi potrebbe anche voler significare “Siamo ancora a questi livelli”. Però trovo che questa scelta non sia dettata dalla competenza e dalla sensibilità di chi si è occupato di allegare l’immagine all’invito al seminario (ovvero Milli Virgilio, Assessore alle Pari opportunità), senza preoccuparsi di aggiungere alcuna didascalia esplicativa. In tal modo a chiunque verrebbe “spontaneo” accusare gli stranieri per le violenze e i maltrattamenti verso le donne.
Il problema è che non si hanno le capacità per gestire tematiche così importanti, non si tiene conto dell’impatto che può suscitare un’immagine, risultando provocatoria o, addirittura, fuorviante. Come al solito la persona giusta non è mai al posto giusto.
Il Parma WorkCamp è finito ieri dopo la-due-giorni-no-stop che ci ha visti protagonisti dell’evento. Ma un po’ come tutte le grandi (?) manifestazioni, è il giorno seguente a essere caratterizzato dalle reazioni. Quindi , via libera a commenti e giudizi. Dato che questo post non vuole essere una dettagliata descrizione dei giorni trascorsi insieme e di tutte le non-conferenze tenutesi nella terra di nessuno (e qui la Fran capirà), ecco solo piccole impressioni tanto spontanee e poco riflessive sugli interventi e i partecipanti:
Prima di farlo parlare, date un camomilla, una tisana, un po’ di valeriana o anche del valium, se lo avete in casa, a Marco Camisani Calzolari. Io ho seriamente temuto che gli partisse un embolo da un momento all’altro durante la sua performance di comunicatore. Voto 8 soprattutto per le slide esplicative con le foto pescate chissà in quale meandro del web
Se dovete scrivere un Curriculum Vitae, non azzardatevi a seguire i consigli di Auro e Vanz, per carità: non indicate tra gli hobby quello di trascorrere le vostre giornate su Twitter, Friend Feed, Facebook solo per non annoiare il possibile datore di lavoro… perchè col cazz* che vi assume! Al massimo scrivete che ne siete a conoscenza, ma che non ci avete mai avuto a che fare con quei postacci e luoghi di perdizione (perchè è peccato! Tra un po’ lo dirà anche Ratzy, ricordatevelo). Voto 9 per la fiducia ai social media e al piercing sulla lingua di Auro
Secondo Sara Maternini sarà web-politically correct scrivere durante l’orario di lavoro “Non sto facendo un’ emerita cippa”? Però in francese eh, “Je ne fais pas n’importe quoi”, che è più raffinato ed elegante. Voto 8 per la velocità con la quale riusciva a nominare “Friend Feed, Delicious, Flickr, Facebook, Twitter, Linkedin e quant’altro”
Voglio ricordare a Precario che mi deve un link, in quanto ha ricevuto una porzione di fusilli al pesto (gentilmente offerti da dove c’è Barilla c’è casa), ceduta dalla sottoscritta. Voto 10 per l’interismo innato e per lo stomaco insaziabile (cito: “Eh, ho bisogno di mangiare: dopo devo affrontare tutto quel viaggio”… si parla di tornare a Milano, un’ora e mezzo di macchina… e non aggiungo altro! )
Magnifica la location, splendido il rinfresco e apprezzatissimi gli omaggi culinari a base di parmigiano reggiano e succhi di frutta (pare una brochure di serie B, me ne rendo perfettamente conto). Propongo di regalare alla Fran una vacanza-premio di 2 settimane in qualsiasi posto che non le ricordi Parma, il suo comune e le “efficientissime e disponibilissime” responsabili con le quali ha avuto a che fare. Voto 10 e lode a tutto lo staff e alla mamma della Fran.
Infine, chi cazzo era Paul The Wine Guy? Già non ho la più pallida idea di che faccia abbia, figuriamoci se avessi mai potuto riconoscerlo da altri particolari, noti invece (così dice) al signor Stefigno, famoso frequentatore di barcamp e toilette Voto 8 per non avergli stretto la mano per ovvi motivi.
Dato che mi sento magnanima di link, ecco una carrellata di bella gente presente al PWC (all’inizio non avevo mica capito cosa fosse sto “PWC”, tanto per la cronaca!): Linda, Francesca, Adamo, Ellis (che mi ha letteralemente conquistata, sapevatelo!), Paz83, Suzukimaruti, LaFra, Elena, Bloggo, Piero, Maria, Stella86 (proprio all’ultimo però!! Ci rifaremo, cara mia… via D’Azeglio ci attende) e quant’altro. Mi raccomando, elencateli ad alta voce e velocemente come solo la Maternini ci ha insegnato.
Ci si vede al prossimo barcamp…
PS: ecco l’articolo “serio” sul PWC (che poi io non ho mica capito se vi ho partecipato in quanto giornalista o in quanto blogger… mah! Di sicuro non ero Paul The Wine Guy!)