‘attualità’ Category

  1. Perseguitiamo lo stalking dei call center!

    marzo 16, 2009 by La Vyrtuosa

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    Vittime di  sms, telefonate, e-mail,  invio di fiori o regali? Ora, finalmemente, potrete denunciare la violazione della vostra privacy e attenuare gli stati di ansia e paura generati dalla persecuzione di molestatori invadenti  (nel migliore dei casi) o pericolosi (nel peggiore) grazie al nuovo decreto anti-stupri, che comprende il reato di  stalking.

    A tre settimane dall’entrata in vigore del decreto legge sui molestatori, gli inquirenti sono impegnati in un intenso lavoro per far fronte alle denunce. In una ventina di giorni sono stati eseguiti circa quaranta arresti, due ogni 24 ore. E il ministro Carfagna annuncia un nuovo gruppo di carabinieri dedicato esclusivamente allo stalking.

    Qualcosa andava pur fatta, ma mettere a disposizione 11 carabinieri fra uomini e donne per tutelare le vittime di questi psicopatici, mi pare un’assurdità.  Anche se adesso un’eventuale denuncia dovrebbe essere presa maggiormente in considerazione dalle forze dell’ordine.

    Questo significa che potremo denunciare gli insistenti operatori telefonici e “call centeristi” che ci regalano nel primo pomeriggio squilli improvvisi sul cellulare? Che tentano di tenerci incollati alla cornetta pur di farci recapitare a casa l’intera annata dell’86 di vini del Chianti o che vorrebero inserire un nuovo piano tariffario al nostro telefono? Oppure che cercano in tutti i modi di strapparci una risposta  ai loro test psicologici su usi e costumi della nostra vita, per poi asserire alla fine: “Ma come, lei non è a conoscenza dello sponsor della Salernitana calcio??!! Ma che tifoso è?!”, “Non ha mai visto il canale  555 di Sky? Ma allora non è vero che guarda la tv!”. Cioè, io non solo ti regalo preziosi minuti della mia esistenza, evita di sbeffeggiarmi no?!Tele

    Mi sa che lo stalking non fa per me. Preferisco la violenza verbale.


  2. Un anello per restare vergini fino al matrimonio. Dopo viene l’Oscar per la miglior recitazione

    marzo 16, 2009 by La Vyrtuosa

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    Quasi a tutte piacerebbe ricevere in dono dalla persona amata un anello di brillanti. Ma sareste disposte anche a portare al dito un purity ring, un anello della purezza, con la promessa di restare caste fino al matrimonio? Dopo il ballo di fine anno e quello delle debuttanti, ecco la nuova festa tutta americana dal titolo “Purity ball“, in cui le giovani ragazze a stelle e strisce promettono al padre di rimanere vergini fino al giorno delle nozze. E quest’ultimo, a sua volta,  promette  di vigilare sulla verginità della propria figlia. Forse  gli over 40 non sono consapevoli del fatto che l’adolescenza sia per antonomasia il periodo degli ormoni impazziti e che a 15 anni si ha la furbizia di escogitare sotterfugi di qualunque tipo, pur di sottrarsi alla presenza morbosa e assillante di genitori paranoici. Ma a quanto pare sono le stesse ragazzine a voler sfoggiare questa fedina che riporta anche la scritta “True Love Waits”, quasi fosse un memento copulaturus, ovvero, ricordati che dovrai concederti (prima o poi, aggiungo io) e lo dovrai fare SOLO con la persona che  ti accompagnerà dal geriatra e ti vedrà cadere tutti i denti, in poche parole. Meglio tenerlo a mente, non sia mai che venissero distratte da Zac Efron o dal compagno di banco che sbircia la scollatura troppo evidente. Sì, perchè il vincolo riguarda il sesso, mica il modo in cui poi escono di casa. Quindi, largo a mini vertiginose e labbra con 2 cm di lip-gloss.

    Un po’ sullo stile di Miley Cyrus, l’Hannah Montana che nel telefilm si spaccia per brava ragazza di giorno, per poi trasformarsi in troione di sera e tenere concerti truccata da drag queen. La giovane bambina prodigio vuole rimanere illibata fino al matrimonio. Nel frattempo, però, non si tiene impegnata frequentando corsi di economia domestica. No, piuttosto si scatta foto in cui gioca a fare la modella. O la pornostar, fate voi. Fatto sta che a 15 ha già capito che mostrare tette e culo è la forma di “arte” migliore per fare soldi e per sentirsi una donna (=sgualdrina) a tutti gli effetti. Guarda caso, poi, fa parte della scuderia di Disney Channel, il Lele Mora dei baby-talenti, che con i suoi programmi ci ha donato stinchi di santo come Britney Spears. Anche lei aveva promesso di arrivare vergine al matrimonio, infatti presumo che abbia dato via qualcos’altro per arrivare al successo.  Comunque, anche se la Britney avesse mantenuto la promessa, non mi sembra che il suo (i suoi!!) matrimonio sia andato poi così bene. Non c’è un anello che aiuti a ricordare anche i doveri di un genitore verso i figli? A quanto pare ha anche rinunciato a lottare per l’affidamento della prole… ma questo è un altro (?) discorso.  Quindi, se volete dei nuovi guru con le facce da brave ragazze, sintonizzatevi sul canale di Topolino.

    Insomma, anello sì, anello no? Sesso prima del matrimonio o dopo (con tutti gli eventuali rischi e delusioni, tra l’altro)? Queste ragazze sono obbligate da genitori eccessivamente religiosi o è una loro libera scelta ? Che poi, a 15 anni cosa ne sai del sesso? E del matrimonio? E della vita di coppia? Non si può giurare su  ciò  di cui si è praticamente all’oscuro. Qualcosa mi dice che seguiranno l’esempio di Britney. E non mi riferisco all’anello al dito.

    (PS: noi, comunque, abbiamo Raffaella Fico che ha messo all’asta la sua verginità. Ma ignoro totalmente la parte del corpo inviolata alla quale si riferisca…)


  3. Vuoi essere trendy? Leggi Nazi Girl

    marzo 11, 2009 by La Vyrtuosa

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    Quali saranno le nuove tendenze primavera-estate per il 2009? Dalle ultime sfilate sembra che non potremo fare a meno di stivali sopra il ginocchio, abitini che lasciano scoperte le spalle e trucco total smoky per gli occhi. Ma aspettate prima di uscire di casa e fare shopping sfrenato, perchè forse la vera moda avrà come protagonisti cinture con le croci celtiche e tatuaggi con il fascio littorio. Le adolescenti, infatti, non seguono molto le passerelle parigine, bensì i servizi di moda di riviste come Top Girl. E quando sfogli questo giornale e ti imbatti in “reportage” (così definito dalla direttrice Annalisa Monfreda) dal titolo “La carica dei neofascisti”, in cui vengono descritte le vite “tranquille” di alcuni giovani di destra e del loro personalissimo stile, ti rendi conto che qualcosa non va.  Non si sa se nella realtà o tra le pagine di una rivista che, in genere, ospitava le foto del cantante/attore figo di turno, i consigli su come truccarsi al primo appuntamento e rispondeva a domande quali “Posso restare incinta dopo una serata di petting con il mio ragazzo?”. Non è un articolo di politica. Eppure sembra orientare verso un’unica interpretazione: il neofascismo c’è e sta prendendo sempre più piede tra i giovanissimi.  Ma l’apologia del fascismo non era reato? Anche solo mostrare tatuaggi con le svastiche o il volto del Duce andrebbe punito secondo la legge Scelba. Nelle sei pagine di articolo si legge come la pensano questi baby-nazi che esaltano valori come Dio, la Patria e la Famiglia. Uno dei ragazzi intervistati sostiene di aver imboccato la strada del neofascismo per «distaccarmi dal materialismo dilagante, cercavo qualcosa che si alzasse al di sopra della mediocrità».  Leggere, crearsi degli interessi (che non siano menare la gente, neanche a scopo “difensivo”), contribuire allo sviluppo della “Patria” (chiamiamola in causa, visti i valori che portano avanti) significa innalzarsi al di sopra della mediocrità e dell’ ignoranza imperante in questo paese.

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    Non me la sento di dire che le lettrici di Top Girl non sappiano praticamente nulla di storia e fascismo (o, almeno, è quello che mi piacerebbe credere, anche se qualcosa mi dice che non è proprio così, data anche l’età di alcune), ma non è questo lo spazio adeguato per trattare un simile argomento, tanto meno nel modo in cui lo si è fatto. Le teenager non lo comprano per leggere di politica (anche se sarebbe sicuramente più produttivo, rispetto alle pagine sul Grande Fratello e Uomini e Donne) e, comunque, l’articolo non è scritto con l’intento di informare, ma di orientare verso una nuova tendenza che attira ragazzini e, di conseguenza, anche ragazzine che non hanno ancora i giusti strumenti di analisi e critica per discernere e crearsi una propria ideologia. Piuttosto si basano sulle frasi, ampiamente travisabili se non si ha un minimo di conoscenze storiche, degli intervistati, sulle immagini e, se ci si rispecchiano, iniziano ad adottare il nuovo trend. Poi, magari, fra qualche mese saranno attirati da qualcosa di più interessante e cambieranno idea, ma se dovessero continuare? Ci ritroveremo teste rasate per strade e donne al seguito pronte ad obbedire agli ordini dei capi famiglia?

    Le intenzioni che hanno spinto a pubblicare questo articolo mi sono totalmente sconosciute, ma le vendite e gli introiti economici sono sempre il motivo principale (l’editore è Mondadori: sì, il pensiero va proprio a Lui e alla Sua famiglia). Per questo Top Girl non ha preso una vera e propria posizione sul fenomeno del momento. Per questo Top Girl ha sbagliato. Mostra questi ragazzi come se fossero gli idoli del momento, quando, invece, fanno propri sentimenti come il razzismo e l’odio verso il diverso, che arrivano ad utilizzare  la violenza come strumento di repressione. E che, spesso, non sanno neanche cosa significhi essere fascisti, nè conoscono i danni causati da Mussolini durante il ventennio di regime. 

    Comunque vada, ricordate: quest’anno torna di moda il nero.


  4. Disoccupati, non fidatevi del domani

    marzo 4, 2009 by La Vyrtuosa

    C’è la crisi. Quella economica, quella politica, quella internazionale e quella di nervi. Ovviamente non in Italia. Questo è sempre il paese dei balocchi dove si mangia bene, le località turistiche sono affollate sia d’inverno che d’estate, dove gli stranieri vengono in cerca di una nuova “America”. Anche se, in realtà, lo hanno capito prima di noi che questa non è più l’Italia presentata nei film degli anni ’60, dove tutti hanno tutto. Di sicuro abbiamo un capo del governo che continua con le sceneggiate da buffone di quart’ordine, che è contrario al provvedimento, proposto dal Pd, di garantire l’assegno ai disoccupati: non assiste i precari, possiamo pretendere che lo faccia con chi il lavoro non lo ha più? No, perchè “è finanziariamente insostenibile”.  Però quando bisognava salvare Alitalia i soldi sarebbero usciti (o, almeno,  è quanto avrebbe voluto farci credere). Per ora chi è disoccupato dovrà continuare a “disoccuparsi” di qualsiasi cosa, a partire proprio da un lavoro che gli consenta di (soprav)vivere. La riforma degli ammortizzatori sociali è quanto mai lontana e priva di una rosea prospettiva per chi necessita di un sostegno economico che lo Stato dovrebbe garantire attraverso una struttura integrata che soddisfi l’esigenza di protezione del disoccupato e che riduca i costi sociali causati da un cambiamento strutturale.

    Secondo l’economista Tito Boeri una riforma “che estenda ai lavoratori del parasubordinato (oggi privi di qualsiasi protezione) la copertura dei sussidi ordinari di disoccupazione e che ne allunghi la durata per i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese (oggi esclusi dall’ accesso alle ben più generose Cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, indennità di mobilità e, infine, mobilità lunga) costerebbe anche meno di quegli 8 miliardi che il governo ha più volte dichiarato di aver già messo a disposizione di un allargamento della platea dei beneficiari degli ammortizzatori sociali. (…) Ci sono tante diverse ipotesi allo studio, ma alcune di queste, quelle che prevedono interventi sui soli parasubordinati (identificati come lavoratori con un unico committente) costano attorno ai 4-5 miliardi di euro, la metà delle risorse che il Governo sostiene di avere già in mano. (…) Le frettolose dichiarazioni di Berlusconi alimentano perciò il sospetto che anche gli 8 miliardi annunciati trionfalmente a metà febbraio siano, come tanti altri soldi messi virtualmente sul piatto dal governo dall’ inizio della crisi (a partire dai 120 miliardi elargiti sulla carta da Tremonti a Washington nell’ ottobre scorso), dei soldi finti“.

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    Intanto, le storie di giovani (e non) precari, disoccupati, depressi, angosciati aumentano di giorno in giorno, gli articoli sulla loro condizione riempiono i quotidiani. Ma allora perchè non ribellarsi una volta per tutte? Perchè non scendere in piazza e manifestare per giorni? Perchè si parla di rivoluzione soltanto per indicare quella francese o quella del ’68? Forse perchè prima c’era un qualcosa o un qualcuno da combattere, chiamiamolo re, chiesa, famiglia, Stato. Ora tutto questo sembra essere venuto meno sotto la forza maggiore del sistema finanziario, del mercato che gestisce le nostre vite con il nostro “consapevole” consenso. Come ha detto Umberto Galimberti: “Per oggi mangio, domani… poi ci penso”.  Si vive il momento senza pensare al futuro che non è neanche troppo lontano, ma immediato, che ci separa poche ore da quel “domani” che non ha nessuna forma, che per qualcuno non vale neppure la pena di vivere. Il carpe diem di Orazio è quanto mai attuale: accettare il proprio destino e  godere del presente senza pensare al domani e alla sua inevitabile incertezza. L’unico problema è che noi, oggi,  non abbiamo nulla da godere nemmeno in questo preciso istante.



  5. Litigano sul web e poi si picchiano. E la notizia?

    gennaio 21, 2009 by La Vyrtuosa

    Il mondo virtuale rispecchia quello reale. Anzi, forse sta diventando proprio come un’immagine riflessa allo specchio. Mentre si esaltano le virtù dei vari social network (o la loro stupidità),  ecco la notizia del giorno (no, non è l’insediamento di Obama alla Casa Bianca) riportata da alcune importanti testate come Il Corriere e La Stampa: due 15enni picchiano una coetanea dopo aver avuto un litigio sul web. A parte che la notizia potrebbe dare diversi spunti di dibattito, e magari nei commenti ci potrebbe stare qualche riflessione, questo post è solo volto a far notare come il giornalismo a volte (spesso) sia privo di regole etiche e di buon senso.  Ed evito di sottolineare le differenze tra giornali on-line e giornali cartacei, perchè in questi casi si comportano allo stesso modo. I due articoli sono praticamente identici. Motivo: copia-incolla dalle agenzie stampa. Per di più senza dare ulteriori spiegazioni sulle cause (un generale “messaggi poco gentili che le ragazze si erano scambiate il giorno prima”) e, in uno, senza precisare  il luogo dell’avvenuta aggressione (la stazione).

    Considerando la notizia irrilevante rispetto al ritiro dei soldati israeliani dalla striscia di Gaza, credo che, una volta presa la decisione di pubblicare un fatto di cronaca, si debbano comunque rispettare semplici e fondamentali “leggi del giornalismo”, quali verifica delle fonti e precisione delle informazioni. Cioè tutto quello che manca in questi, chiamiamoli, “articoli”.

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  6. Aspettando Babbo Natale

    dicembre 24, 2008 by La Vyrtuosa

    Che io creda poco in qualche essere superiore all’intera umanità è risaputo. Che io sia poco legata alle feste comandate idem. Feste  comandate uguale obblighi. Obbligo di fare regali, di essere felici a tutti i costi, di mangiare come se poi si andasse in letargo per 5 mesi. E obbligare un povero vecchio a fare il giro del mondo a bordo di una slitta che, ormai, al posto delle renne avrà sicuramente un navigatore satellitare. Magari durante il tragitto  sarà  anche impegnato a smanettare con il suo eeepc e a guardare film scaricati da emule. Che poi, in realtà, Babbo Natale è l’unico che mi sia sempre stato simpatico. Aspettare la mezzanotte della vigilia e trovare tutti i giochi dietro la porta di casa era una delle gioie più indescrivibili. E non solo per l’ennesima Barbie ricevuta, ma per il fatto stesso che uno “sconosciuto” era a conoscenza dei miei desideri ed era in grado (quasi) sempre di soddisfarli (il “quasi” solo perchè a volte sognavo di ricevere un cucciolo di dinosauro o di avere poteri paranormali tipo quelli di “E’ quasi magia Johnny”). Non credo che tutti i bambini cresciuti così siano diventati materialisti o consumisti incalliti. Quello è un problema che ha ben altre cause risalenti alla prima rivoluzione industriale. Ma il problema è che oggi i più piccoli lo sanno benissimo chi è Babbo Natale. O meglio, sanno della sua inesistenza. Quindi, niente atmosfera magica prima  dello scoccare del Natale. Tempo fa mi aveva colpito la notizia della messa al bando di Santa Claus nella città di Sarajevo. Tutto, ormai, rientra nell’ambito politico, ma certi personaggi della fantasia dovrebbero essere lasciati liberi di essere vissuti in modo spontaneo. Anche perchè dopo tanti anni  nessuno ha creato il falso mito di Babbo Natale come trasposizione di un essere semi-umano dal “miracolo” facile. E qui potrei aprire una  lunghissima parentesi, ma evito perchè altrimenti mi dareste della blasfema anche il giorno della Vigilia!

    So perfettamente che a riguardo ci sarebbe l’obiezione suprema: è giusto o meno credere  a Babbo Natale se la vita non ha reso tutti  in grado di farlo sopravvivere? Tutti quei bambini meno fortunati che si trovano e si troveranno a vivere un giorno come un altro senza regali e magari senza un pasto caldo, non sarebbe meglio evitare di illuderli? E’ il solito circolo vizioso: perchè io ho 10 paia di scarpe e il poveraccio che dorme sulla panchina ne ha a malapena uno? Inutile argomentare, perchè soluzioni non ne ho e presumo non ce ne saranno mai in questo caso. Dicono sia la vita. Io dico che si tratta di stupidità, superficialità e ignoranza.

    Non penso che ricorderò di fare gli auguri a colui che scende dalle stelle e che pensa ad essere il Re del Cielo piuttosto che  a risolvere i mali concreti del nostro mondo. A questo punto, arrivati a una certa età, meglio credere a Babbo Natale e avere, comunque, la consapevolezza che si tratti di qualcosa di effimero, invece che credere fermamente e spesso anche senza validi  motivi (ma solo per “obbligo” voluto dalla nostra cara società cristiana)  a qualcuno di soprannaturale.

    Perciò, non mi resta che fare il conto alla rovescia e aspettare l’arrivo del mio “vecchiaccio” vestito di rosso: almeno con lui non ho bisogno della sola fede.

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    Ah, già: Buon Natale! :)