‘attualità’ Category

  1. Uomo nero contro donna bianca: il ritorno della propaganda fascista

    aprile 16, 2009 by La Vyrtuosa

    manifestofascista1

    “Difendila! Potrebbe essere tua moglie, tua sorella, tua figlia”. E’ questa la frase che accompagna il manifesto per il seminario “Femminicidi, ginocidi, violenze sulle donne”. Organizzato dal Centro di documentazione ricerca e iniziativa delle donne della città di Bologna, il convegno si terrà il 17 aprile nell’Aula Magna di Santa Cristina. Le intenzioni  sembrano le migliori, la scelta dell’immagine è eccessivamente equivoca: un uomo di colore aggredisce una donna bianca. Scattano le polemiche, l’accusa di razzismo, le proteste della Consulta degli immigrati, di alcuni esponenti del Pd bolognese, della Casa delle Donne e persino dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna.

    E’ un manifesto che risale al Ventennio fascista, che in Italia non è detto sia terminato con  la morte di Mussolini, e quindi potrebbe anche voler significare “Siamo ancora a questi livelli”. Però trovo che questa scelta non sia dettata dalla competenza e dalla sensibilità di chi si è occupato di allegare l’immagine all’invito al seminario (ovvero Milli Virgilio, Assessore alle Pari opportunità),  senza  preoccuparsi di aggiungere alcuna didascalia esplicativa. In tal modo a chiunque verrebbe  “spontaneo” accusare gli stranieri per  le violenze e i maltrattamenti verso le donne.

    Il problema è che non si hanno le capacità per gestire tematiche così importanti, non si tiene conto dell’impatto che  può suscitare un’immagine, risultando provocatoria o, addirittura, fuorviante. Come al solito la persona giusta non è mai al posto giusto.


  2. Una scossa alla coscienza

    aprile 8, 2009 by La Vyrtuosa

    Prevedere un terremoto o una qualsiasi catastrofe ambientale non è semplice e non sempre è scientificamente accettabile. Prevenire i danni e le conseguenze disastrose che potrebbero creare è doveroso da parte di chi ci governa. Cioè coloro che dovrebbero tutelarci. Ma da chi e da cosa, ormai, mi è davvero oscuro. Rivedere le leggi antisismiche, controllare gli edifici a rischio, evitare di costruire nelle zone maggiormente colpite da calamità naturali, stabilire piani di evacuazione tempestivi: sembra un lavoro che necessita di tempo e denaro. E infatti lo è senza dubbio. Soprattutto se si confronta con il tempo misurato in una manciata di secondi che ha distrutto interi paesi in Abruzzo: decenni per costruire case, scuole e ospedali e trenta secondi per  trasformare tutto questo in cumuli di macerie. Una vita spesa per realizzare piccoli o grandi sogni, una scossa dal basso per vederli infranti. O per non vederli proprio più.

    Ma loro pensano al ponte sullo stretto di Messina. L’avessero terminato, almeno! Sono anni che se ne parla, che si sprecano soldi e finanziamenti vari. Eppure il progetto è ancora lì, dopo decenni spesi in ricerche e analisi strutturali (e chi lo sa quanta competenza è stata adoperata).  Investimenti di tempo e denaro che sarebbero risultati più utili per mettere al riparo intere popolazioni e intere città. Buttare un occhio su queste opere pubbliche, avrebbe sicuramente salvato molte vite, avrebbe dato lavoro a chi non lo aveva e, forse, avrebbe evitato a qualcuno di pronunciare la frase “In Giappone o in California zero vittime per un terremoto del genere”.  In Italia 250 morti e una regione sotterrata dalla disperazione.

    ITALY EARTHQUAKE


  3. E’ tempo di pagelle per il Parma WorkCamp

    marzo 22, 2009 by La Vyrtuosa

    parmawork

    Il Parma WorkCamp è finito ieri dopo la-due-giorni-no-stop che ci ha visti protagonisti dell’evento. Ma un po’ come tutte le grandi (?) manifestazioni, è il giorno seguente a essere caratterizzato dalle reazioni. Quindi , via libera a commenti e giudizi. Dato che questo post non vuole essere una dettagliata descrizione dei giorni trascorsi insieme e di tutte le non-conferenze tenutesi nella terra di nessuno (e qui la Fran capirà), ecco solo piccole impressioni tanto spontanee e poco riflessive sugli interventi e i partecipanti:

    • Prima di farlo parlare, date un camomilla, una tisana, un po’ di valeriana o anche del valium, se lo avete in casa, a Marco Camisani Calzolari. Io ho seriamente temuto che gli partisse un embolo da un momento all’altro durante la sua performance di comunicatore. Voto 8 soprattutto per le slide esplicative con le foto pescate chissà in quale meandro del web :)
    • Se dovete scrivere un Curriculum Vitae, non azzardatevi a seguire i consigli di Auro e Vanz, per carità: non indicate tra gli hobby quello di trascorrere le vostre giornate su Twitter, Friend Feed, Facebook solo per non annoiare il possibile datore di lavoro… perchè col cazz* che vi assume! Al massimo scrivete che ne siete a conoscenza, ma che non ci avete mai avuto a che fare con quei postacci e luoghi di perdizione (perchè è peccato! Tra un po’ lo dirà anche Ratzy, ricordatevelo). Voto 9 per la fiducia ai social media e al piercing sulla lingua di Auro :D
    • Secondo Sara Maternini sarà web-politically correct scrivere durante l’orario di lavoro “Non sto facendo un’ emerita cippa”? Però in francese eh, “Je ne fais pas n’importe quoi”, che è più raffinato ed elegante. Voto 8 per la velocità con la quale riusciva a nominare “Friend Feed,  Delicious, Flickr, Facebook, Twitter, Linkedin e quant’altro” ;)
    • Voglio ricordare a Precario che mi deve un link, in quanto ha ricevuto  una porzione di fusilli al pesto (gentilmente offerti da dove c’è Barilla c’è casa), ceduta dalla sottoscritta. Voto 10 per l’interismo innato e per lo stomaco insaziabile (cito: “Eh, ho bisogno di mangiare: dopo devo affrontare tutto quel viaggio”… si parla di tornare a Milano, un’ora e mezzo di macchina… e non aggiungo altro! :D )
    • Magnifica la location, splendido il rinfresco e apprezzatissimi gli omaggi  culinari a base di parmigiano reggiano e succhi di frutta (pare una brochure di serie B, me ne rendo perfettamente conto).  Propongo di regalare alla Fran una vacanza-premio di 2 settimane in qualsiasi posto che non le ricordi Parma, il suo comune e le “efficientissime e disponibilissime” responsabili con le quali ha avuto a che fare. Voto 10 e lode a tutto lo staff e alla mamma della Fran.
    • Infine, chi cazzo era Paul The Wine Guy? Già non ho la più pallida idea di che faccia abbia, figuriamoci se avessi mai potuto riconoscerlo da altri particolari, noti invece (così dice) al signor Stefigno,   famoso frequentatore di barcamp e toilette ;) Voto 8 per non avergli stretto la mano per ovvi motivi.

    Dato che mi sento magnanima di link, ecco una carrellata di bella gente presente al PWC (all’inizio non avevo mica capito cosa fosse sto “PWC”, tanto per la cronaca!): Linda, Francesca, AdamoEllis (che mi ha letteralemente conquistata, sapevatelo!), Paz83, Suzukimaruti, LaFra, Elena, Bloggo, Piero, Maria, Stella86 (proprio all’ultimo però!! Ci rifaremo, cara mia… via D’Azeglio ci attende) e quant’altro. Mi raccomando, elencateli ad alta voce e velocemente come solo la Maternini ci ha insegnato.

    Ci si vede al prossimo barcamp…

    PS: ecco l’articolo “serio” sul PWC (che poi io non ho mica capito se vi ho partecipato in quanto giornalista o in quanto blogger… mah! Di sicuro non ero Paul The Wine Guy!)


  4. Peccato che Ratzinger senior non abbia usato il preservativo…

    marzo 19, 2009 by La Vyrtuosa

    La maggior parte dei paesi europei non appoggia le parole del Papa sulla questione preservativi in Africa.  La maggior parte dei politici italiani (tutti) ha pensato bene di tacere sulle sentenze divine del Santo Padre. Persino l’ex primo ministro francese Alain Juppé (sostenitore di Sarkozy) ha dichiarato:  “Questo Papa comincia a diventare un problema vero, vive una situazione di totale autismo”.

    Ecco, io mi domanado: perchè nel nostro paese nessuno si accorge di questo flagello tedesco sempre più difficile da combattere? Più gli anni passano e più gli consentiamo di esternare stronzate quotidiane che interessano esclusivamente pochi (e inutili) fedeli.

    preserv

    Ratzinger non vuole che vengano distribuiti preservativi in Africa? Allora neanche lui e i suoi amici dovranno usarli durante la permanenza nel continente nero (scusate il cinismo, ma spero che  la malattia del secolo colpisca loro in una gravissima forma già  allo stato avanzato!). Ma sì, lasciamo che le popolazioni africane periscano dei propri mali, con tanto di sofferenze ed epidemie al seguito. Più la condizione terrena risulta dolorosa, più si avrà un posto in prima fila nel Regno di Dio. Queste sono le regole.

    Il pastore tedesco sostiene che i preservativi non sono la soluzione, bensì verrebbero a creare ulteriori problemi. Ma era una battuta? Perchè sinceramente io non l’ho capita. Quest’uomo si ingegna a fare del sano terrorismo psicologico, piuttosto che diffondere la buona novella in giro per il mondo (e non so quale sia meglio tra le due, a questo punto…).

    Comunque, se il soggiorno in Africa lo rende più attivo e prolifico nell’esternare perle di saggezza… beh, può anche restarci fino a tempo indeterminato. Noi, non sentiremo la sua mancanza.


  5. La dura vita di fascisti e capi di governo

    marzo 18, 2009 by La Vyrtuosa

    Una video inchiesta francese smaschera il leader del Carroccio

    “Non è stato abbastanza scaltro, questa volta, Mario Borghezio. Ospite del movimento francese Nissa Rebela (ovvero di quel Philippe Vardon che la giustizia d’Oltralpe ha già riconosciuto colpevole non solo di islamofobia ma, anche, di ricostituzione di partito fascista) non s’è accorto di come la telecamera che lo riprendeva durante il suo intervento inneggiante al solito “Padroni a casa nostra” abbia continuato a seguirlo anche successivamente, quando, allontanatosi dalla sala ed appartatosi con alcuni esponenti della destra identitaria nizzarda, s’è messo, sottovoce, a suggerire agli amici francesi la strategia da seguire al fine di poter uscire dall’isolamento politico. Queste le sue parole: “Occorre insistere molto sul lato regionalista del movimento. E’ un buon modo per non essere considerati immediatamente fascisti nostalgici, bensì come una nuova forza regionalista, cattolica, eccetera eccetera… ma, dietro tutto ciò, siamo sempre gli stessi”.

    Ovviamente, onde tutelare l’onorabilità delle proprie battaglie, la Lega Nord (che non è un partito fascista, che al di là del federalismo e della sicurezza non persegue secondi fini, e che quando legifera contro i migranti lo fa per tutelare i migranti stessi) senza esitazione provvederà ad espellere dal partito l’eurodeputato Mario Borghezio…

    Il video fa parte di un’inchiesta (“Ascenseur pour les fachos”) dedicata al montare dell’estrema destra in tutta Europa, trasmessa venerdì sera dal francese Canal Plus. Dall’Ungheria alla Svezia, passando per la Francia e la Germania, il reportage è un inquietante viaggio in quella galassia neofascista e neonazista che, ovunque, guadagna terreno. Per buona parte, però, il documentario si focalizza sull’Italia. Perché solo in Italia quelle formazioni della destra radicale che, altrove, sono tenute a debita distanza dai grandi partiti di governo, possono vantare -tutti insieme- ministeri, scranni parlamentari e amministrazioni comunali.

    “E’ caduto un tabù, in Italia”, dice la voce narrante: “quello del fascismo”. E non si tratta solo di CasaPound che, tramite la sua organizzazione giovanile, il Blocco Studentesco, davanti alle scuole distribuisce volantini dagli equivoci contenuti senza che nessuno dica nulla, bensì -più in generale- di una sorta di acquiescenza ad un clima fatto di ordinarietà che tende a legittimare il fascismo, dandogli una parvenza di normalità.

    Nelle immagini non ci sono solo il premier Berlusconi che minimizza gli orrori del Ventennio (“Mussolini non ha mai ucciso nessuno – ha giusto mandato qualcuno in vacanza”) o gruppi di suoi sostenitori che a lui inneggiano acclamandolo come nuovo duce. Ci sono anche due sindaci esemplari: Flavio Tosi e Gianni Alemanno. Il primo viene mostrato alla testa di un corteo organizzato da Forza Nuova e Fronte Veneto Skinheads, a braccetto con Andrea Maggioranzi, consigliere comunale che del Fronte Veneto è stato leader. Di Alemanno, invece, viene presentata una foto inedita che lo ritrae al funerale del suo “consulente personale”, Peppe Dimitri, uno dei fondatori di Terza Posizione e dei Nuclei Armati Rivoluzionari. L’attuale sindaco di Roma, circondato da braccia tese, porta in spalla il feretro, a pochi passi dal saluto romano di Gabriele Adinolfi, protagonista di spicco degli anni di piombo condannato per appartenenza ad organizzazioni terroristiche (ancora Terza Posizione e Nuclei Armati Rivoluzionari)”. (Dal blog di Daniele Sensi)

    I mezzi di informazione non hanno dato risalto a questa dettagliata inchiesta made in France e io ne sono venuta a conoscenza da un blog.  Come stupirsi, dal momento che la notiziona del giorno è il gravissimo stato di salute mentale del nostro sovrano:  “Fare il premier mi fa schifo. Sono otto settimane che non faccio un giorno di riposo. Lo faccio solo per senso di responsabilità, ma sono disperato”.

    La bandiera che sancisce la conquista dell'isola

    La bandiera che sancisce la conquista dell'isola

    Bene, io sono disposta a pagare un viaggio senza ritorno per l’Isola di King (dirà che l’ha scoperta lui, ne sono certa!) al nostro caro Presidente del Consiglio.  Mi sta a cuore la sua salute, cosa credete? Ovviamente, una vacanza in totale solitudine non è il massimo, quindi, propongo come partner  lo stremato Borghezio, che ne ha davvero tanto bisogno dopo l’espulsione dal partito.  Potranno passeggiare mano nella mano sulla riva e cenare a lume di candela, cullati dal rumore delle onde che si infrangono sulla battigia. Piccolo dettaglio: l’isola di King è stata teatro di molti naufragi con numerose vittime. Ma a loro non dite niente… è una sorpresa!


  6. La biblioteca degli sms per salvaguardare il presente

    marzo 18, 2009 by La Vyrtuosa

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    Che fine faranno i 369 miliardi di miliardi di bit immessi ogni giorno su internet? Ovvero, chi mai potrà usufruire in futuro di tutti questi dati che vengono in minima parte immagazzinati in periferiche di massa esterne e in gran parte “persi”  a mano a mano che certi siti chiudono o che la tecnologia in cui sono custodite le informazioni diventa obsoleta? Così Lynne Brindley, direttrice della British Library, la biblioteca nazionale del Regno Unito,  sottolinea il pericolo di mantenere viva la memoria dei nostri giorni: “Per coloro che verranno dopo di noi sarà più difficile studiare la nostra era. Per gli storici sarà una tragedia”. Ma creare uno spazio volto a raccogliere tutte queste informazioni (selezionando e distinguendo, mi auguro) potrebbe essere la soluzione al problema. Infatti, la biblioteca ha creato un dipartimento impegnato nell’archiviazione di e-mail, sms, immagini sul computer, in modo da poterli immagazzinare e custodire per i posteri ed evitando, quindi, un buco nero nella storia del ventunesimo secolo. Al momento il progetto prevede di salvare il materiale presente negli oltre 8 milioni di siti inglesi, con  dominio “.uk”, per poi dedicarsi anche alla raccolta di siti e notizie relative alle prossime Olimpiadi di Londra.

    Per quanto riguarda le “pagine scomparse” dalla rete (con musica, video, testi), è già attivo un Internet Archive, nato nel 1996 a San Francisco, che risulta essere utile anche per lo studio dell’evoluzione dei siti Web.

    In Italia i sistemi bibliotecari non sono all’avanguardia come all’estero, soprattutto per i metodi di catalogazione e recupero delle informazioni. Ma per come stanno andando le cose nel nostro paese, forse non sarebbe male lasciare un  buco nero di questo periodo e della sua triste storia.